Se il New York Times si schiera con Snowden

Il più importante ed autorevole quotidiano del mondo, il New York Times, ha pubblicato un editoriale non firmato con il quale si schiera a favore di Snowden, chiedendo ad Obama di farlo rientrare in patria.

Quando qualcuno rivela che il governo ha regolarmente e deliberatamente violato la legge, quel qualcuno non dovrebbe temere di passare il resto della sua vita in prigione per decisione del medesimo governo.

Mi pare una presa di posizione ragionevole.
Anche considerando che Snowden espresse le sue preoccupazioni sull’operato della NSA ai suoi superiori, senza ottenere nulla.

Luca

Via | Il Post

Immagine | Wikipedia

Il gigantesco scoop del Guardian sulla NSA

Non sto a spiegare troppo che in molti lo fanno meglio di me.

Ma la chiave dello scoop pubblicato oggi dal Guardian è secondo me questa, riassunta dal Post:

Secondo le inchieste pubblicate giovedì, in realtà la NSA continuò sulla strada del chip Clipper creando un nuovo progetto, che si chiama Bullrun e che al posto di un chip utilizza sistemi per creare entrate secondarie (in inglese “backdoor”) in un’ampia serie di cose che servono per gestire le comunicazioni cifrate su Internet. Questo tipo di comunicazioni sono quelle contrassegnate di solito con l’icona di un lucchetto dal proprio browser, a indicazione che dovrebbero essere almeno in teoria riservate.

Piazzare le entrate secondarie non è una cosa semplice e per questo motivo, dicono le inchieste, la NSA negli ultimi anni avrebbe ottenuto la collaborazione delle principali società tecnologiche statunitensi. Attraverso ingiunzioni e pressioni sui loro dirigenti, l’intelligence avrebbe ottenuto di far mettere direttamente alle aziende le porte sul retro dei loro sistemi di comunicazione. Nel caso di Microsoft, come era già stato anticipato in un altro scoop, la NSA ottenne “l’accesso ai dati pre-cifrati dei servizi più popolari di Microsoft, compresi quello di posta Outlook, le chiamate e le chat di Skype e SkyDrive, il servizio cloud della società”, scrivono sul New York Times.

La NSA avrebbe inoltre inserito deliberatamente alcune vulnerabilità informatiche in quelle che sarebbero poi diventate le regole internazionali per la cifratura dei dati, decise dagli organismi per la standardizzazione delle comunicazioni. Rendendo i protocolli più deboli di quanto avrebbero dovuto essere, e conoscendo i loro punti deboli, gli agenti dell’intelligence si sarebbero garantiti la possibilità di entrare più facilmente nei sistemi e superare i limiti della cifratura.

In pratica, niente di quello che viene scambiato su internet può ritenersi sicuro.
I servizi possono, all’occorrenza, scoprire tutto di voi.
Perché, quando i sistemi di criptazione dei dati sono stati creati, sono state lasciate aperte delle falle che potessero poi essere usate per violarli.

E questo è stato fatto con la collaborazione delle internet companies.

Sempre sul Guardian, Bruce Schneier, uno specialista del settore, scrive una cosa interessante.

Agli ingegneri dico questo: abbianmo costruito internet e, alcuni di noi hanno aiutato a minarla. Ora, quelli di noi che amano la libertà devono porvi riparo.

Nell’epoca del cloud, dei dati sulla nuvola, questo tema diventerà fondamentale.
Altro che storie.

Luca

Promesse che non manterrò

grillo nyt

Non parlerò male di Grillo, di Casaleggio e dei Grillini per almeno una settimana.
A meno che non cambi idea nel frattempo, ovviamente.

Ma, seriamente, va rotto questo clima di supponenza che mi ricorda tanto un atteggiamento che abbiamo avuto con gli elettori berlusconiani e che ci ha condannato per anni alla sconfitta
Insomma, parliamone male, ma con una cadenza non troppo esagerata.

Quindi, niente imprecazioni alla vista della homepage del New York Times di oggi.

La foto di Gianni Cipriano, comunque è bellissima.

beppe grillo fotografato da gianni cipriano

Luca

Ecco, ditecelo voi perché

Sul New York Times hanno aperto una “stanza” in cui dibattono sul perché gli italiani, specialmente le donne, perdonino Berlusconi.

donne e berlusconi

Sul New York Times hanno aperto una “stanza” in cui dibattono sul perché gli italiani, specialmente le donne, perdonino Berlusconi.
Il titolo della discussione è “Democrazia e Decadenza in Italia“.

Italian prime minister Silvio Berlusconi’s career and personal life have caused outrage for as long as he’s been in the public eye. In the latest scandal, wiretapped phone conversations suggest that Mr. Berlusconi has been involved with Karima el-Mahroug, a nightclub dancer, since she was a minor. An investigation has been opened into allegations that Mr. Berlusconi paid Ms. Mahroug and other women for sex.

However, less than 50 percent of Italians are asking for his resignation according to a recent poll. His political future seems, at least for the time being, secure.

Why have Italians — especially the women — tolerated Mr. Berlusconi’s antics for so long? Is there a tipping point for Italians?

Attendiamo risposte.
Grazie.

Luca

Foto | Repubblica.it

Quella volta che prendemmo goal da Haiti

Su Internazionale di questa settimana hanno tradotto un articolo del New York Times nel quale si ricorda la partita dei mondiali di Monaco 1974 nella quale l’Italia andò in svantaggio contro la nazionale di Haiti.
Quella fu l’unica apparizione di Haiti ad un mondiale e l’unico goal segnato nella competizione.

L’ironia della sorte volle che fu proprio quel goal ad interrompere l’inviolabilità della porta di Zoff che durava da più di 1.000 minuti.

Ad Haiti dopo il terremoto di qualche mese fa non se la passano affatto bene, ma tutti ricordano quel giorno di 36 anni fa in cui la loro nazionale per un breve periodo di tempo fu in vantaggio in una partita contro i vice campioni del mondo.

Luca