Torturate i redattori

I giornali online ed i telegiornali hanno dato grande risalto alla storia del presunto manifesto leghista che invita a torturare gli immigrati.
Il manifesto è una vignetta di Mauro Biani del 2004 che intendeva prendere in giro la deriva razzista della Lega.

La vignetta era stata ripresa da un militante leghista ed usata per aprire un gruppo su Facebook a cui qualcuno avrebbe iscritto anche Bossi e Cota.
Ovviamente i due non ne potevano sapere niente e appara cretino pensare che due politici navigati avessero potuto fare una sciocchezza del genere.

Le redazioni, invece ci sono cascate ed hanno trovato uno scandalo dove non c’è.

Il problema vero forse è che FaceBook è diventato un tale marasma che è consigliabile non iscriversi a gruppi dei quali poi non seguiamo l’evoluzione.
Domani vi potrebbero “accusare” di essere iscritto ad un gruppo nel quale era stata pubblicata una cosa razzista o diffamatoria.
Forse val la pena lasciarli proprio perdere i gruppi su FaceBook.

Luca

Via | Wittgenstein

A futura memoria

Il nostro Ministro degli Interni si è reso responsabile di un gesto orrendo, inumano e pure illegale.
Rimandare indietro le navi di clandestini è un qualche cosa difficile da giustificare e da comprendere.

I militari che hanno soccorso e riportato in Libia i migranti hanno dovuto obbedire a denti stretti:

Molti stavano male, alcuni avevano delle gravi ustioni, le donne incinte erano quelle che ci preoccupavano di più, ma non potevamo fare nulla, gli ordini erano quelli e li abbiamo eseguiti. Quando li abbiamo presi a bordo dai tre barconi ci hanno ringraziato per averli salvati. In quel momento, sapendo che dovevamo respingerli, il cuore mi è diventato piccolo piccolo. Non potevo dirgli che li stavamo portando di nuovo nell’inferno dal quale erano scappatati a rischio della vita”.

Per papi invece non ci sono problemi. L’importante è non fare come la sinistra

Non apriremo le porte a tutti come la sinistra, la loro è un’idea di società multietnica, la nostra idea non è così, è quella di accogliere solo chi ha le condizioni per ottenere l’asilo politico.

Vorrei capire come si fa a concedere asilo politico a persone alle quali non si permette di sbarcare e che non possono essere identificate.

Povera Italia. Nemmeno più l’ospitalità.

Luca

Non pretendiamo l’autocastrazione

Se a me dicessero che c’è un referendum che, nel caso di vittoria del si, porterebbe alla morte politica del partito in cui milito, probabilmente farei di tutto perché quel referendum non si tenesse.

Perché di questo si tratta.
Se al referendum sulla legge elettorale vincerà il si andremo verso un sistema politico bipartitico.
In questo sistema la lega resterebbe probabilmente emarginata e quindi destinata all’accorpamento con il PDL.

Chi si scandalizza per la battaglia della Lega forse si è scordato delle campagne per l’astensione e di tante altre situazioni in cui nessuno, e dico nessuno, ha posto la questione dei costi.

La Lega, dal suo punto di vista, ha fatto bene a voler far tenere il referendum in un giorno separato dalle elezioni europee e a farlo quindi fallire.
Ne va della loro esistenza come partito.

Che poi sia immorale sprecare 400 milioni di euro in un paese che attraversa una grave crisi economica è altrettanto evidente.
Lo testimonia il banner che sta qui a destra da un paio di mesi.

Non facciamo però finta che i leghisti siano brutti e cattivi.
Lo sono, ma non in questo caso.
Oggi, dal loro punto di vista, hanno ragione da vendere.

Luca

Vi avevo avvertito che non ce l’avrei messo

Sarà che a me i preti polemici e fuori dagli schemi sono sempre piaciuti e che di questo falso buonismo natalizio non ne posso più, quindi per questo Natale 2008 proclamo mio idolo assoluto il parroco della chiesa di Santa Lucia di Bergamo.

Monsignor Attilio Bianchi non ha messo Gesù Bambino nel presepio.

Oggi è Natale, ma è davvero Natale per il mio cuore? Posso dire di essere capace di accogliere quel Bambino che viene dentro la povertà di una grotta, se non sono capace di accogliere ogni giorno chi bussa alla porta del mio cuore? La culla rimane vuota, per sottolineare la nostra responsabilità verso il mondo, il mondo che è nella guerra delle armi e il mondo che è nella guerra del benessere sprecone: nessuno può chiamarsi fuori, perché altrimenti paradossalmente Dio potrebbe rimanere l’eterno assente dalla mia vita nonostante le mie parole e i miei gesti siano imbevuti di religiosità.

Gesù Bambino è stato posto dove vuole la liturgia, e cioè sull’altare. Il presepe è una rappresentazione, ha anche un significato pedagogico. per questo ho lasciato la culla vuota, per richiamarci tutti, preti compresi, alla necessità dell’accoglienza continua di quelli che abbiamo accanto.

Avrei voluto vedere le facce della gente…
Che un prete può anche bestemmiare dall’altare, ma certe tradizioni non devono essere cambiate per niente al mondo.

Per capire la scelta del parroco credo sia anche importante localizzare e contestualizzare l’avvenimento.
Siamo a Bergamo, centro nevralgico del leghismo più intollerante.

Il messaggio mi sembra chiaro e assai poco scandaloso.

Luca

La notizia, data in modo forse meno sensazionalistico, la potete leggere sull’Eco di Bergamo