Il gigantesco scoop del Guardian sulla NSA

Non sto a spiegare troppo che in molti lo fanno meglio di me.

Ma la chiave dello scoop pubblicato oggi dal Guardian è secondo me questa, riassunta dal Post:

Secondo le inchieste pubblicate giovedì, in realtà la NSA continuò sulla strada del chip Clipper creando un nuovo progetto, che si chiama Bullrun e che al posto di un chip utilizza sistemi per creare entrate secondarie (in inglese “backdoor”) in un’ampia serie di cose che servono per gestire le comunicazioni cifrate su Internet. Questo tipo di comunicazioni sono quelle contrassegnate di solito con l’icona di un lucchetto dal proprio browser, a indicazione che dovrebbero essere almeno in teoria riservate.

Piazzare le entrate secondarie non è una cosa semplice e per questo motivo, dicono le inchieste, la NSA negli ultimi anni avrebbe ottenuto la collaborazione delle principali società tecnologiche statunitensi. Attraverso ingiunzioni e pressioni sui loro dirigenti, l’intelligence avrebbe ottenuto di far mettere direttamente alle aziende le porte sul retro dei loro sistemi di comunicazione. Nel caso di Microsoft, come era già stato anticipato in un altro scoop, la NSA ottenne “l’accesso ai dati pre-cifrati dei servizi più popolari di Microsoft, compresi quello di posta Outlook, le chiamate e le chat di Skype e SkyDrive, il servizio cloud della società”, scrivono sul New York Times.

La NSA avrebbe inoltre inserito deliberatamente alcune vulnerabilità informatiche in quelle che sarebbero poi diventate le regole internazionali per la cifratura dei dati, decise dagli organismi per la standardizzazione delle comunicazioni. Rendendo i protocolli più deboli di quanto avrebbero dovuto essere, e conoscendo i loro punti deboli, gli agenti dell’intelligence si sarebbero garantiti la possibilità di entrare più facilmente nei sistemi e superare i limiti della cifratura.

In pratica, niente di quello che viene scambiato su internet può ritenersi sicuro.
I servizi possono, all’occorrenza, scoprire tutto di voi.
Perché, quando i sistemi di criptazione dei dati sono stati creati, sono state lasciate aperte delle falle che potessero poi essere usate per violarli.

E questo è stato fatto con la collaborazione delle internet companies.

Sempre sul Guardian, Bruce Schneier, uno specialista del settore, scrive una cosa interessante.

Agli ingegneri dico questo: abbianmo costruito internet e, alcuni di noi hanno aiutato a minarla. Ora, quelli di noi che amano la libertà devono porvi riparo.

Nell’epoca del cloud, dei dati sulla nuvola, questo tema diventerà fondamentale.
Altro che storie.

Luca

Edward Snowden. Segnatevi questo nome

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La storia di Edward Snowden è eccezionale.
Questo ventinovenne triste è l’ex assistente tecnico della CIA che ha girato al Guardian i documenti che provano l’esistenza di PRISM, un programma per accedere ai dati personali degli utenti delle maggiori internet companies americane.

Snowden è scappato ad Hong Kong, è chiuso in un albergo e sa di essere probabilmente una delle persone più ricercate dai servizi segreti americani.

Ha girato i documenti al Guardian, per una questione di principio (traduzione del Post).

L’NSA ha costruito un’infrastruttura che le permette di intercettare praticamente tutto. Con la sua capacità la grande maggioranza delle comunicazioni umane è digerita automaticamente senza obiettivi. Se volessi vedere le tue email o il telefono di tua moglie, devo solo usare le intercettazioni. Posso ottenere le tue email, password, tabulati telefonici, carte di credito. Non voglio vivere in una società che fa questo genere di cose… Non voglio vivere in un mondo in cui ogni cosa che faccio e dico è registrata. Non è una cosa che intendo appoggiare o tollerare.

Snowden dice poi una cosa bellissima, che è, se vogliamo, la sintesi di cosa significhi sentirsi cittadini, parte di una comunità.

Penso che lo scandalo che è stato manifestato sia giustificato. Mi ha dato la speranza che, qualunque cosa accada a me, le conseguenze saranno positive per l’America. Non mi aspetto di rivedere casa mia, anche se è quello che voglio.

Fare la cosa che riteniamo giusta anche a costo di mettersi contro tutti gli apparati del paese stesso che vogliamo difendere.
Edward Snowden rischia di diventare il mio eroe.

Luca

Il watergate di Obama. La fine dell’innocenza di internet

Il Washington Post ha pubblicato poche ore fa quello che potrebbe essere uno dei più grossi scoop degli ultimi anni.

La questione è piuttosto semplice ed è anche perfino poco sorprendente, ma tra l’ipotizzare un fatto e vederne la dimostrazione nero su bianco, c’è tutta la differenza del mondo.

Insomma, c’è un programma dei servizi segreti americani, denominato PRISM, il cui scopo è quello di collezionare i dati provenienti dai server di nove grandi internet companies.
La cosa soprendente sta tutta qui.
Microsoft, Yahoo, Google, Facebook, PalTalk, AOL, Skype, YouTube e Apple hanno concesso l’accesso ai dati degli utenti presenti nei loro server.
Il brief che ogni mattina la CIA consegna al Presidente, pare sia redatto in gran parte con i dati di PRISM.

Lo scopo è la sicurezza nazionale.
Non so nemmeno dire se sia giusto o sbagliato.

Ma è una notizia clamorosa.
Di quelle che possono mettere in seria crisi una presidenza americana.

E possono far riflettere su come mai, tutta questa meraviglia di internet sia quasi totalmente gratuita per tutti.
I dati, sono una nuova incredibile fonte di ricchezza.
Inutile girarci intorno.

Il dibattito sull’etica delle grandi internet companies si farà sempre più interessante e deciderà probabilmente lo sviluppo della rete nel medio termine.

Dovremo ragionarci senza isterismi e considerando che tra riuscire ad evitare o meno un attacco come quello dell’11 Settembre c’è tutta la differenza del mondo.

Luca

Obama e le torture

Obama sta agendo con i piedi di piombo sulla questione della CIA e delle torture utilizzate negli interrogatori dei presunti terroristi.
Negli USA un presidente non può sputtanare il suo predecessore.

Intanto però ha tolto alla CIA la competenza sugli interrogatori e l’ha data all’FBI.

Come dire che quello che è stato fatto negli anni precedenti non andava fatto e che da oggi si prova a cambiare regime.

Luca

Via | NYT