Il nucleare è molto cattivo. Non che il gas sia buono

La Russia potrebbe ridurre nei prossimi giorni la fornitura di Gas all’Italia

Stavo sonnecchiando nel bus ascoltando Radio 24, ma devo dire che una notizia mi ha fatto sobbalzare.
Stavano intervistando Scaroni, AD dell’Enel.

Siamo in emergenza e abbiamo reagito all’emergenza aumentando le importazioni di gas dall’Algeria e dal nord Europa attraverso la Svizzera. Quindi non abbiamo problemi fino a mercoledì.

Mercoledì, va beh, ci sono ancora due giorni, ci penseremo.

Attendiamo un’altra ondata di freddo in Russia e non sappiamo che comportamento avrà Gazprom giovedì e venerdì. Ci stiamo preparando a momenti ancora difficili. Per questa ragione c’è la riunione domani al ministero dello Sviluppo, per prepararci a un’ulteriore emergenza. Nella peggiore delle ipotesi dovremo intervenire sugli interrompibili.

Potremmo dire che la nostra politica energetica pare avere alcune lacune.
Lievi, del tipo che fra due giorni forse iniziano a razionare l’energia elettrica.

Luca

Cerco sostegni ai miei tre NO. E li trovo

Su NotaPolitica.it Antonio Funiciello spiega la sua scelta di votare tre NO.

Su NotaPolitica.it Antonio Funiciello spiega la sua scelta di votare tre NO:

E allora: il legittimo impedimento è una legge ad personam e le leggi ad personam fanno tutte schifo, quindi Sì; solo chi non sa nulla di come funziona uno stato nazionale del XXI secolo, può essere sinceramente contrario alla gestione mista pubblico/privato dell’acqua, quindi 2 No; dei piani energetici nazionali delle 12 economie più forti del mondo – quelle con un Pil a sette cifre – solo quello italiano non contempla l’uso del nucleare; delle due, l’una: o americani, giapponesi, cinesi, tedeschi, francesi, britannici, brasiliani, spagnoli, canadesi, indiani e russi sono tutti fessi, o siamo fessi noi italiani; quindi, un altro No.

Prima di motivare la sua scelta Funiciello fa un preambolo molto interessante e spiega perché la campagna del movimento per il SI è stata scorretta.

Nel week end in giro per Monteverde (mite quartiere romano), bimbetti agghindati come alberi di Natale da cento spillette colorate, spiegavano che, se non passa il referendum, Berlusconi chiuderà tutte le fontanelle vanto del quartiere. In questa immagine – rivoltante per qualsiasi persona di buon senso – è racchiusa la campagna referendaria dei promotori dei quesiti: una violenta disinformazione fondata sulla menzogna. Naturalmente il centrodestra, invece di osteggiare la macchina del fanghetto con l’unica arma che poteva abbatterla, la corretta informazione, si è incaricato di opporle il silenzio dei media. Una scelta figlia della stessa attitudine fraudolenta.

I referendum sull’acqua ricordano moltissimo altri quesiti del passato. Per esempio, quelli sulla fecondazione assistita, tra i cui avversari indefessi ci fu anche l’attuale vice segretario del Partito democratico. In quel caso la macchina del fangone degli astensionisti riuscì a far passare il messaggio che chi si opponeva a quei quesiti era per la vita, mentre i loro sostenitori erano per l’opposto della vita. Che è la morte. Parimenti oggi: chi è a favore dei referendum è per l’acqua pubblica, chi è contro è per l’acqua privata.

Luca

Cosa voterò al referendum? Tre NO ed un SI

Dopo attente riflessioni, ho deciso cosa voterò al referendum.

Una premessa.
La mia scelta non è influenzata dalla convinzione che quattro SI darebbero una spallata al governo. Nessuna spallata.
Anche perché, se poi manchiamo il quorum, il governo potrebbe prenderla come una sua vittoria. Quindi occhio ai boomerang.

Dopo attente riflessioni, ho deciso cosa voterò al referendum.

Una premessa.
La mia scelta non è influenzata dalla convinzione che quattro SI darebbero una spallata al governo. Nessuna spallata.
Anche perché, se poi manchiamo il quorum, il governo potrebbe prenderla come una sua vittoria. Quindi occhio ai boomerang.

Una guida esaustiva la trovate sul Post.

Comunque, se vi interessa, ecco cosa voterò.

  • Primo Quesito. Scheda Rossa. PRIMO QUESITO SULL’ACQUA. Voto NO.
    Non sono stato in grado di capire come mai la gestione dell’acqua dovrebbe restare pubblica, quando tanti altri beni primari sono stati privatizzati e quando sappiamo benissimo, specie al Sud, che gli acquedotti fanno schifo. Ricordo che l’acqua resta comunque un bene pubblico, qui si parla di privatizzarne la gestione. Voto NO per mancanza di prove a favore del SI.
  • Secondo Quesito. Scheda Gialla. SECONDO QUESITO SULL’ACQUA. Voto NO.
    Se voto No al primo, devo fare altrettanto con il secondo, visto che se questa parte della legge venisse abrogata sarebbe impossibile ricavare utili dalla gestione dell’acqua. Su questo quesito ho da fare un paio di riflessioni. Quando ero universitario era un’idea praticamente condivisa da tutti, in particolar modo nel mondo ambientalista, che uno dei modi per diminuire gli sprechi nell’utilizzo dell’acqua fosse quello di farla pagare per quanto vale (di più quindi). Altra riflessione. Marco Campione ricorda che se vincesse il SI:

    là dove esistono già società a capitale misto pubblico-privato, in caso di vittoria del sì con conseguente uscita dei privati, i Comuni saranno obbligati a ricomprarsi le quote a suo tempo cedute loro, indebitandosi o comunque riducendo la possibilità di erogare servizi ai propri cittadini. Siamo sicuri di potercelo permettere?

  • Terzo quesito. Scheda Grigia. NUCLEARE. Voto NO.
    Il quesito è stato privato di ogni significato vista la rinuncia del governo al nucleare. In ogni caso, qualsiasi governo potrà un domani decidere di reintrodurlo. Voto No per ribadire la mia convinzione che sia sbagliato rinunciare allo sfruttamento dell’energia nucleare a prescindere.
  • Quarto quesito. Scheda Verde. LEGITTIMO IMPEDIMENTO. Voto SI.
    Si tratta di abolire una legge ad personam di Berlusconi. Non si può che votare SI.

Tutto questo non varrà niente, perché il quorum non lo raggiungono nemmeno se si mette a piovere per una settimana di fila.
Ovviamente sarò smentito.

Luca

Ad una settimana dal referendum…

… io non so ancora cosa votare.

Prima considerazione.
Fatta eccezione del quarto questito, quello sul legittimo impedimento, i quesiti sono complessi e riguardano leggi in parte già superate dagli eventi delle ultime settimane.

Il referendum sul nucleare, ad esempio, pare ormai che non riguardi più il nucleare, quanto il piano energetico nazionale.
Gli altri due, quelli sull’acqua pubblica, in realtà non riguardano soltanto l’acqua, ma rischiano di influenzare anche altri ambiti. Il secondo quesito infatti potrebbe, in alcuni casi, bloccare gli investimenti sulla depurazione dell’acqua ad esempio. Lo spiega Renzi nella sua newsletter (ultimo paragrafo).

Seconda considerazione.
Tutto questo passa parola che ha preso piede nei socialcosi è sfiancante.
Tutti sappiamo cosa succederà domenica prossima.
Potete anche smettere di ricordarcelo sedici volte al giorno.
Non siamo ancora totalmente rincoglioniti.
Grazie.

Terza considerazione.
Il governo non cadrà per i referendum.
Avendo ormai lasciato libertà di voto, non succederà niente nemmeno nel caso che venisse raggiunto il quorum.
La maggioranza ha retto, per ora, alla sconfitta di Milano.
Figuratevi cosa gliene frega di quattro referendum.

Per quanto mi riguarda, mi sto ancora facendo un’idea.

Probabili due si e due no.
Vediamo.

Luca

La questione nucleare all’italiana

La questione nucleare è stata risolta dal governo nel peggiore dei modi.
Che poi è il solito metodo di non prendere decisioni e sperare che qualcuno in seguito le prenda al posto nostro.

Evitare il referendum significa per la maggioranza evitare che si raggiunga il quorum e che quindi possa venire cancellato il legittimo impedimento, ma anche evitare una possibile sconfitta sul nucleare nel caso che il quorum fosse raggiunto.

Non potendo scommettere sulla giornata di sole che possa spegnere gli ardori democratici degli italiani, il governo taglia il referendum sul nucleare che è l’unico che potesse avere davvero una speranza di trascinare la gente al seggio.

Si evita la sconfitta politica sul nucleare, si evitano le grane giudiziarie al capo e si rimandano a domani le scelte sul futuro energetico del nostro paese.

Chi, prima o poi, prenderà la guida di questo paese, dovrà veramente avere tanto coraggio.

Luca