Fare marketing col crack

Morgan oggi ha dichiarato una cosa buttata lì ad uso e consumo del Sanremo che sta per iniziare.

Chiunque abbia lavorato con lui in tv non perde occasione per raccontare le volte che si è presentato strafatto agli studi Rai, gli viene fatto notare: “Perché io sono trasparente. La gente parla di me perché sono aperto, e così si sentono in diritto di non rispettare la mia privacy”. Di solito succede proprio per via della coca. “Dipende – risponde – La droga apre i sensi a chi li ha già sviluppati, e li chiude agli altri. Io non uso la cocaina per lo sballo, a me lo sballo non interessa. Lo uso come antidepressivo. Gli psichiatri mi hanno sempre prescritto medicine potenti, che mi facevano star male. Avercene invece di antidepressivi come la cocaina. Fa bene. E Freud la prescriveva. Io la fumo in basi (modalità di assunzione nota come crack, ndr) perché non ho voglia di tirare su l’intonaco dalle narici. Me ne faccio di meno, ma almeno è pura”.

E ancora: “Io non ho mai conosciuto nessuno che ci sta dentro come me a farsi le basi. Ti sembro uno schizzato?”. No, ma adesso non credo che tu sia fatto di crack. “Invece sì – risponde – completamente. Ne faccio un uso quotidiano e regolare”.

E conclude: “Sai cosa mi salva veramente? Mangio un sacco di frutta….”.

Sono parole impegnative.
Spenderle solo per far vedere che lui va a Sanremo, ma è un’artista maledetto, è svilente.
Per lui.

Magari Morgan si fa davvero di crack, ma questa è un’operazione di marketing come quella di Povia che mette e toglie il nome di Eluana dalla sua canzone.

Luca

Chi è causa del male altrui

Francesco Costa ci ricorda chi è che ha voluto che i piccoli spacciatori vadano a riempire le carceri.

Non è certo una sorpresa il fatto che secondo il sottosegretario Giovanardi Stefano Cucchi sia «morto di droga». Ci sono dei precedenti, lo conosciamo. La cosa però ci dà l’occasione di ricordare, tra le cause della morte di Stefano Cucchi, quella senza la quale Stefano Cucchi non sarebbe nemmeno stato portato in commissariato, quella sera. È la legge italiana sul consumo di droga e porta la firma di due persone. Una è Gianfranco Fini, applauditissimo all’ultima festa del Partito Democratico. L’altra è Carlo Giovanardi.

In carcere ci si droga, si spaccia più che di quanto si spacci fuori.
Possiamo iniziare a dire che è una cretinata mettere in galera gli spacciatori beccati con 20 grammi di hashish?
Ci sono mille possibili pene alternative al carcere.

Luca

Le divisioni? Non le abbiamo ancora fatte

Nell’Italia della caccia al negro, al romeno, al fannullone ed all’autista ubriaco corriamo il forte rischio di farci prendere la mano con tutti questi rigurgiti di intolleranza ed intransigenza.

Qualche giorno fa Giovanardi, moderno crociato contro le tossicodipendenze, aveva presentato i risultati di una notte di controlli antridroga eseguiti sulle strade.
Le cifre che aveva presentato erano sembrate un tantinellino allarmanti, visto che si parlava di circa il 45% di fermati che erano risultati positivi al test anti-droga.

Oggi scopro che le cifre erano appena un po’ gonfiate. Diciamo che i “drogati” erano il 6,4% e non il 45%.
C’era stato un problemino nella divisione.
A Giovanardi le divisioni le insegneranno quest’anno, ancora non le sa fare…

Ovviamente, nessun giornalista si era accorto dell’errore.

Luca

Via | Mante

Campagne shock

Ci sono campagne pubblicitarie shockanti.
Guardatevi il video che segue soltanto se vi fate di cocaina o se vostro figlio continua a tirare su con il naso tutto il giorno e si lamenta per avere perennemente il raffeddore.
Insomma, immagini un po’ forti.
Forse utili, forse no.
Io non ho potuto fare a meno di guardarmelo.
Se non ce la fate a guardarlo, diciamo che il messaggio centrale è che chi sniffa coca è come se piano piano si sniffasse il cervello. 😯

Luca

Via | Pandemia

Pisciamo cocaina

Da una ricerca dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano risulta che ogni giorno nel Po scorrano l’equivalente di 4 Kg di cocaina.
Poi dicono che i Padani sono nervosi.

Siccome nel grande fiume arriva ogni giorno l’urina di circa 5 milioni di persone, sembra che ogni giorno vengano consumate da quelle persone circa 40.000 dosi… La ricerca dice che probabilmente sniffa cocaina circa il 3 % dei giovani tra i 15 ed i 34 anni che abitano nel bacino idrografico del Po (e la cui pipi finisce quindi nel fiume).

La cifra mi sembra spaventosa, ma plausibile.
Per una “Milano… da sniffare”.
Chissà quando faranno la ricerca sulla quantità di Chianti Classico che scorre nei bottini di Siena…

Luca