Ma esistono donne grilline?

Io non ne conosco.
Conosco donne che hanno votato il Movimento 5 Stelle, ma non conosco nessun donna infiammata dall’ardore grillino.

La domanda potrebbe sembrare stupida, e forse lo è, ma possibile che le donne elette con il M5S o quelle che militano nei gruppi locali non abbiano niente da dire sulla svolta misogina e triviale di molti importanti rappresentanti del movimento?

Il consulente per la comunicazione di Grillo ieri aveva pubblicato questo tweet (poi rimososso) indirizzato alla Boldrini:
messora_boldrini
Nessuna donna grillina ha qualcosa da ridire su questo?
Vi va bene essere rappresentati da gente che si esprime pubblicamente in questo modo?

Perché se vi va bene così, allora il M5S non rappresenta soltanto un imbarbarimento nella retorica politica, ma ci fa anche tornare indietro di qualche decennio sulla questione femminile.

E per finire, permettetemi un abbraccio virtuale a Luca Sofri e Daria Bignardi, attaccati in modo vile da Rocco Casalino sul blog di Grillo.
Si, perché Rocco Casalino (prima edizione del Grande Fratello, ricordate?) è il portavoce dei deputati del M5S.

E insomma, sarete tanto onesti, volete tanto bene agli italiani, avete pure ragione su alcune questioni, ma siete dei barbari.

Luca

Non scherziamo sui vaccini

Stasera, alle Invasioni Barbariche, erano ospiti Franco e Andrea, con la loro splendida storia di un padre con suo figlio autistico.
Franco era stato ospite della stessa trasmissione, più o meno un anno fa.

Oggi, come un anno fa, Franco ha ripetuto una cosa che è semplicemente non vera e cioè che i vaccini possono causare l’autismo.
Non vera perché non dimostrata scientificamente, quindi falsa.

Matteo Bordone, un anno fa raccontò come questa teoria sia basata su uno studio farlocco.

In questa vicenda, ci sono due punti critici.
Si può andare in tv ed affermare che i vaccini sono dannosi e sono addirittura una delle cause dell’autismo?
Certo che lo si può fare, si può dire qualsiasi cosa. Prendendosi la responsabilità delle cose che si dicono.
Può una conduttrice far dire, per due volte di fila, alla stessa persona, nella stessa trasmissione che i vaccini provocano l’autismo?
No, non lo può fare.
Daria Bignardi avrebbe dovuto chiedere a Franco Antonello di lasciar perdere questa storia dei vaccini.
La sua storia è già così bella, che val la pena comunque che venga raccontata.
Franco Antonello ha esposto la sua teoria, secondo la quale ci sarebbero in Italia migliaia di casi di bambini vittime dei vaccini senza che la Bignardi battesse ciglio.

Ora, siamo un paese strano, e lo sappiamo.
Abbiamo consumato il nostro mouse a furia di appelli su Facebook affinché il Ministero della Sanità permettesse di testare delle cure sperimentali su dei bambini, ma allo stesso tempo accettiamo l’idea che i vaccini possano essere considerati un danno.
Non soltanto non lo sono, ma il progresso della nostra società non sarebbe stato tale senza le vaccinazioni di massa (che però poi invochiamo per i poveri bambini africani).

Prima del vaccino antipolio obbligatorio, negli USA c’erano 16.000 malati ogni anno. Oggi ce ne sono zero. Zero. 0.
Guardate l’infografica qui sotto, per avere un’idea.

Sul blog Nessuno Dice Libera, Paola, medico anestesista, la storia dei vaccini la racconta così.

Esiste una corrente di pensiero secondo la quale vaccinarsi e vaccinare i propri figli non solo sia inutile, ma sia addirittura dannoso. Le motivazioni per giustificare questo delinquenziale comportamento di solito suonano così:”E’ tutta una mafia delle multinazionali che vogliono vendere il prodotto-vaccino”, oppure:”Se hai un sistema immunitario competente non hai bisogno dei vaccini, vieni a contatto con la malattia e poi la sconfiggi e intanto ti sei fatto gli anticorpi” e ancora:”Sono solo veleni per indebolire le persone, i tuoi anticorpi sono la difesa migliore”. Io queste argomentazioni le ho sentite anche da persone con un livello culturale medio-alto, con professionalità e famiglia, gente come me, per dire. E mi sono inferocita.
[…]
Ci sono persone nel Mondo, e ci sono da parecchi anni, che di professione studiano il diffondersi delle malattie, la loro incidenza sulla popolazione, le complicanze che comportano e la possibilità di combatterle, con farmaci o con i vaccini, considerando, studiando e calcolando anche quanto gli effetti collaterali dei vaccini incidano rispetto agli effetti collaterali delle malattie stesse. Questo gruppo di persone nel Mondo si parlano, si scambiano dati e stilano delle linee guida per la tutela della popolazione mondiale. Si fanno chiamare Comunità Scientifica. Credetemi, non stiamo parlando di quattro stronzi, ok?

Prima che un vaccino, e parliamo sempre di quelli obbligatori, entri nei LEA viene condotto uno studio approfondito di anni, da centinaia di professionisti.

Ogni volta che decidete di fare una scelta sulla vostra salute o sulla salute dei vostri figli che si contrapponga alle raccomandazioni della Comunità Scientifica, voi decidete di correre un rischio, che può anche essere grave o mortale.

Le teorie farneticanti delle quali vi accennavo sopra sono spesso sostenute da persone, magari carismatiche, sicuramente filosofeggianti, ma di sicuro ignoranti e presuntuose.
[…]
Vaccinare una popolazione significa arginare il diffondersi di una patologia che, magari, può essere una cazzata, ad esempio il Morbillo, ma in una percentuale di casi può portare a sequele gravi, anche mortali. Gli effetti avversi del vaccino del Morbillo sono statisticamente di numero e gravità inferiore. Quindi si vaccinano i bambini.
[…]
Se proprio ci tenete a non vaccinarvi sappiate che tutti quelli intorno a voi lo sono, che il bacillo gira e che prima o poi vi troverà. Se, invece, deciderete di vaccinarvi, il vostro sistema immunitario troverà sulla strada un sacco di altri bacilli contro i quali sviluppare anticorpi, non temete.

Franco Antonello ha tutta la nostra simpatia e mai mi sognerei di condannarlo per le sue affermazioni sui vaccini.
E lo so che siamo nell’era dell’ubricatura dello streaming per tutti e dell’abolizione di ogni tipo di intermediazione sulle notizie.
Ma Daria Bignardi, e la sua redazione, avevano il dovere di proteggere i propri telespettatori da una teoria delirante che, pur se enunciata da una persona degna di tutto il nostro rispetto, resta delirante.

Luca

vaccini

La Bignardi su Renzi

Daria Bignardi spiega, meglio di molti politologi, perché forse varrebbe la pena che il PD provasse ad investire su Matteo Renzi.

Renzi è l’uomo che raccoglie più rancori e insulti all’interno del Pd, e l’accusa di connivenza col nemico (prima con la visita ad Arcore, poi con l’illazione sui suoi avvicinamenti a Montezemolo) ne è la tipica sanzione.
Infine c’è la lettura della sua inclinazione politica e strategica, che i suoi ammiratori chiamano duttilità e capacità di ascoltare, e di capire il cambiamento, e i suoi detrattori paraculaggine e superficialità, o persino berlusconismo. Alla fine la divisione che crea a sinistra (ma guadagna attenzioni su un elettorato di centro postberlusconiano) è tra chi è disposto a prendersi dei rischi pur di affidarsi a un rappresentante del cambiamento e chi pensa che quei rischi siano eccessivi e che il cambiamento debba avvenire nel solco della storia del maggiore partito del centrosinistra finora, senza scossoni. Alla fine, se Renzi si candiderà a guidare il centrosinistra – deludendo molti suoi concittadini che si aspettano che continui a fare il sindaco – ci sarà l’occasione di sancire democraticamente chi debba avere ragione in questa contesa: lasciando che partecipi alle primarie, e che le passioni dei suddetti elettori trovino un terreno di confronto. E quello che succederà sarà la cosa giusta. Come al solito: lasciamoli provare, invece di soffocarli da piccoli. Poi si vedrà.

Luca

C’è sempre qualcosa di positivo

tartaglia

Anch’io, come scrive Daria Bignardi su Vanity Fair, l’avevo notato.
C’è un dettaglio nelle immagini dell’aggressione a Berlusconi che mi ha fatto pensare positivo.
E’ l’immagine dell’agente che protegge Tartaglia dall’assalto della folla.
Aveva appena colpito il Presidente del Consiglio, ci potevamo aspettare che venisse fermato con violenza, magari picchiato.

Invece c’è questo agente che lo abbraccia, lo tiene fermo, e gli salva probabilmente la vita.
Una cosa bella, nel mezzo allo schifo.

Il gesto di un uomo che sapeva qual era il suo dovere e lo stava facendo, senza esitazioni: proteggere i più deboli. Garantire l’incolumità di chi è in pericolo. In quel momento quell’agente ci ha detto che non tutto è perduto, che non siamo un Paese definitivamente travolto dall’odio e dalle guerre per bande, che là fuori ci sono anche persone – speriamo tante – che fanno ogni giorno, nel loro piccolo e forse senza urlarlo in piazza o su Facebook, il loro dovere. Persone che fanno quel che è giusto. Quell’agente, per un momento, mi ha consolato, ci ha consolati tutti.

Luca

La condanna ce l’hai

Ogni scuola italiana, dalle medie in poi, dovrebbe far vedere ai ragazzi l’intervista a Roberto Saviano andata in onda l’altra sera a L’Era Glaciale.
Abbiamo bisogno di persone esemplari, di capire che siano i buoni e chi i cattivi.
Sennò rischiamo di finire come i ragazzi di Casal di Principe, che difendono i Casalesi e ti lasciano di ghiaccio quando dicono cose come queste:

Hanno ucciso Don Peppino Diana, ma sono cose che capitano.

“La condanna ce l’hai”. Queste le parole che un pentito ha detto poco tempo fa a Saviano per confermargli che la camorra lo vuole morto.
Continuare a parlare di Saviano è l’unico modo che abbiamo per cercare di proteggerlo.

Luca