L’imbarazzante governo Letta

Riassunto delle decisioni prese ieri dal Governo.

L’IMU viene per ora tolta, ma non abolita, quindi potrà essere reintrodotta nel giro di un minuto.
Viene introdotta una Service Tax locale, abbinata alla tassa sui rifiuti.

La conclusione è questa.
L’IMU la pagava soltanto chi aveva una casa di proprietà.
La Service Tax la pagheranno tutti, anche chi vive in affitto.
Sulla stessa casa la pagheranno sia il proprietario che l’inquilino.

Sarà a carico sia del proprietario (in quanto i beni e i servizi pubblici locali concorrono a determinare il valore commerciale dell’immobile) che dell’occupante (in quanto fruisce dei beni e servizi locali).

Enrico Letta ha anche specificato che lui ai giovani gli vuole bene, dimenticandosi di specificare che la nuova tassa colpirà soprattutto loro.

E’ una decisione imbarazzante, fatta soltanto per accontentare il PDL e per prolungare l’inutile vita di questo imbarazzante governo Letta.

Luca

Liberare le donne, per liberare gli uomini

Simone Spetia, si quel giornalista bravo con la voce spettacolare che sentite al GR di Radio 24, ha scritto una cosa molto bella e profonda sull’essere uomini e donne che lavorano e hanno una famiglia, magari dei figli.

Ecco, la cosa più pesante (anche intellettualmente umiliante, se volete) è il dover dosare le energie che potremmo liberare come padri, come mariti per accumularle e sfruttarle solo sul lavoro. Questo rientrare stremati a casa e raccontarci la bella favoletta che “non conta la quantità di tempo che trascorri con loro, ma la qualità”, che è un po’ come quella cosa delle dimensioni a letto. Ce la raccontiamo e ce la raccontano. la quantità di tempo conta eccome. Perché ti sei perso quella prima parola, quel gorgheggio, quei passi, quella lezione di calcio o di rugby, quei compiti fatti insieme, quel momento di pace sul divano, quella casetta di Lego, quel racconto sulla giornata a scuola.

Cosa potrebbero essere loro se i gli stessi più accanto, se portassi il mio carico di esperienze di vita diverse da quelle di mia moglie (sempre sia lodata, comunque), se portassi me stesso, per il solo fatto di essere un maschio e quindi diverso da lei? E quante cose in più potrei raccontargli, spiegargli? Quante ne potrei imparare?

Ma la riflessione di Simone Spetia è tutta rivolta alla considerazione di come noi uomini dovremmo prenderci cura della emancipazione lavorativa, e non solo di quella, delle donne, perché è giusto, perché loro se lo meritano, perché vivranno meglio , ma alla fine staremo meglio pure noi.

Dobbiamo fare di meglio, però: far uscire la nostra moglie o la nostra compagna la sera con amiche o amici e restate noi a gestire i bambini, senza romperle i coglioni ogni quarto d’ora al telefono; dobbiamo spingerla a cercare un lavoro, anche part-time, anche precario, che ci costringa a rosicchiare mezz’ore al nostro – di lavoro – per darle la possibilità di farlo; metterci in gioco; immaginarci diversi. Ecco, questo è importante: pensarci in quel ruolo, calarci in una loro giornata tipo e agire di conseguenza.

Liberare le donne, per liberare gli uomini.

Simone Spetia, tra le altre cose, conduce #Votantonio una trasmissione spettacolare per chi si interessi di politica ed internet.
Insomma, è uno bravo.

Luca

Non c’è una tassa più democratica dell’ICI (o IMU)

Pagare le tasse non è bellissimo, ma tra quelle che dobbiamo pagare mi pare che ce ne siano poche democratiche come quella sulla casa.

Nel delirio di questi giorni, scatenato dai sindacati ed amplificato dalla scarsa dimestichezza del Ministro Fornero con i mezzi di comunicazione, in tanti si stanno scagliando contro la tassa sulla casa.
Prima la chiamavamo ICI, ora si chiamerà IMU.

Pagare le tasse non è bellissimo, ma tra quelle che dobbiamo pagare mi pare che ce ne siano poche democratiche come quella sulla casa.
Chi è in affitto, quindi meno abbiente, non la paga.
La paga chi ha una casa di proprietà e la tassa è tanto più alta quanto più è grande e di pregio l’immobile.
Se hai dei figli, paghi meno, proporzionalmente al numero dei pargoli.
Chi ha altre case, rispetto a quella in cui vive, su di esse paga una tassa più alta.

Ditemi dov’è lo scandalo di pagare un contributo al Comune nel quale abbiamo una proprietà.
Che si lamenti la Lega mi sta bene, è gente grezza e populista.
Altri, però si astengano, per piacere.

Luca

Qualcosa di sinista

Ricostruiamo le case a tutti.
Terremotati e franati.
Abruzzesi e siciliani.
Bene.
Bravi.

“Non lascerò nessuno solo”, ha promesso Silvio Berlusconi. “Per l’emergenza idrogeologica mi auguro di poter stanziare un miliardo di euro come abbiamo fatto per le zone a rischio sismico”. Ai 500 e più sfollati il premier ha assicurato “case accoglienti di tre piani, con giardini, attrezzate con tutto ciò che serve per continuare a vivere, come in Abruzzo”. E come in Abruzzo, ai cittadini colpiti dall’alluvione Berlusconi bloccherà tasse e mutui.

Una riflessione mi permetterete di farla, vero?
Chi ha costruito una casa abusiva ha gli stessi diritti di chi ha comprato o acquistato una casa costruita a regola d’arte e seguendo tutte le procedure legali?
La casa crollata che è costruita in un versante franoso è uguale alla casa distrutta da un evento veramente disastroso?

Temo che ricostruire tutto per tutti non sia giusto e non aiuti ad evitare distruzioni nel futuro.
Hai costruito una casa abusiva dove non si doveva ed ora ti è franata?
Mi dispiace.
Ti aiuto a trovare una sistemazione, magari ti pago un anno di affitto, ma poi basta.
La tua casa non esisteva, non ci hai pagato tasse, hai vissuto alle spalle del tuo Comune, ora non puoi pretendere per te quello che non hai voluto dare agli altri.

Poi qualcuno prima o poi proverà a spiegarmi come ti possa venire in mente di costruire una casa alle pendici di un vulcano o su un versante fangoso.
Ma questa è un’altra questione.

Luca