Il pasticciaccio della legge 40

up hospital room

Lungi da me discutere degli aspetti etici della fecondazione assistita, di cui, onestamente, ne so poco e me ne interessa ancora di meno.

Ma che la legge 40 fosse un compromesso assurdo, fuori dal tempo, in contrasto con la legge 194 ed assolutamente priva di qualsiasi obiettivo reale che non fosse quello di accontentare i vescovi, facendo finta di non accontentarli troppo, beh, quello lo abbiamo detto e pensato in tanti.
Lo pensano anche quelli che l’hanno proposta, approvata e che poi si sono mobilitati a favore dell’astensionismo sul referendum abrogativo.
Perché non è possibile pensare che la legge 40 sia una buona legge.

Ovviamente succede che poi una corte qualunque, se interrogata sulla questione, non possa far altro che notificarne gli aspetti ambigui.

A questo punto che si fa?
Non si faccia niente.
Il governo resti tecnico e non si metta a fare ricorsi.
Prenda tempo, rimandi il problema, tanto le elezioni sono vicine e non c’è fretta.
I parlamentari continuino a titillarsi gli uni gli altri con la legge elettorale.

Il pasticcio è fatto.
Occorre aspettare una nuova stagione per poter pensare che una maggioranza politica matura possa mettere mano alla questione della fecondazione assistita e possa regolamentarla secondo i canoni dei paesi occidentali.
Se vogliamo restare in occidente.
Se poi ci piace di più il Nicaragua, allora basta dirlo.
Ma che ce lo dicano prima di andare a votare.

Luca

Nazismo, caro Odifreddi. Si chiama nazismo

A me pure dispiace dar peso alle parole di Piergiorgio Odifreddi, il cui anticlericalismo ha probabilmente ragioni più psicologiche che non filosofiche.
A furia di spararle grosse, succede però che poi la spari veramente troppo grossa.
E non si può far finta che Repubblica non gli abbia pubblicato questa cosa, senza una nota di biasimo.

Una procreazione responsabile richiederebbe anzitutto e soprattutto la considerazione e la difesa del diritti dei nascituri. Diritti che includono quelli enunciati in teoria dalla Costituzione: salute, istruzione, lavoro. Ma anche quelli rivendicati in pratica da chiunque: benessere, felicità, autorealizzazione.
In mancanza di adeguate prospettive che rendano l’adempimento di queste condizioni se non certe, cosa ovviamente impossibile da assicurare, almeno probabili e prevedibili, i tribunali dovrebbero intervenire per impedire la procreazione. Anzitutto, in maniera preventiva, forzando all’uso di anticoncezionali. E poi, quando la prevenzione avesse fallito, imponendo la cessazione della gravidanza.

Si, i tribunali dovrebbero intervenire.
Che intervenissero, caro Odifreddi.

Luca

Notizie all’italiana

Sulla strage di Tucson per ora ho fatto due riflessioni.

  1. Siamo abituati a pensare la politica sempre e soltanto come una cosa sporca e corrotta. C’è gente che ci muore a far politica e questo ci deve quanto meno far riflettere.
  2. L’informazione italiana, nelle ore serali, quando i giornalisti migliori lasciano le redazioni, è evidentemente in mano ad un gruppo di incapaci, se è vero che i tre principali quotidiani online hanno prima dato per morta la Giffords, mentre nessuno lo aveva detto, e poi hanno continuato per tutta la sera a collegare l’omicidio con il fatto che la deputata fosse favorevole all’aborto e rivale della Palin. Come dire che la Palin se non è la mandante, poco ci manca. In realtà il ventiduenne che l’ha uccisa è un tipo fuori di testa, di quelli che credono alla fine del mondo nel 2012 e che il governo controlli le menti dei cittadini.

Luca

My 2 cents for Concita

Concita De Gregorio risponde all’isterica Feltri:

Abbiamo risposto una sola volta, civilmente e con argomenti di sostanza, alle aggressioni quotidiane di Feltri&Sallusti. Ieri Feltri ha scritto che dovrei prendere la pillola o abortire per non generare altri cretini. Naturalmente ne risponderà in tribunale. Non sono questioni che possano interessare gli italiani. Non c’è niente da commentare: consuete minacce. Solo teniamolo a mente, alla prossima campagna antiabortista. Chissà se Ferrara vorrà intervenire.

Al Direttore de l’Unità, che ha quattro figli, Feltri aveva signorilmente suggerito di smetterla di generare cretini:

Solamente un cretino poteva immaginare che in quattro mesi la nostra direzione fosse in grado di assorbire 22 milioni e rotti di disavanzo. A proposito, siccome si dice che la mamma dei cretini è sempre incinta, aggiungeremmo che sarebbe ora che prendesse la pillola (e in certi casi estremi è ammesso persino l’aborto).

Luca

Via | Pippo Civati

Non hanno nessuna pietà

picchetto anti ru486 bari

Stamattina sul bus, mentre leggevo il giornale, mi chiedevo cosa possa spingere una decina di persone ad inforcare rosari e crocifissi per fare un picchetto davanti ad un’ospedale dove una donna, che loro nemmeno conoscono, ha fatto una scelta dolorosa.

Sara ha 32 anni, vive nel Salento, ha un marito ingegnere con qualche anno di più, un figlio a casa di tre anni. «Non vedo l’ora di tornare da lui», dice. Una volta preso il trattamento firmerà per andarsene. «Che devo rimanere a fare? Per carità già sono così triste, voglio casa mia e il mio bambino. Dopo operazioni complicate ti rimandano a casa perché io dovrei rimanere? Anzi mi aspetto che Vendola dica una parola chiara sulla possibilità del Day Hospital al più presto».
Sono stupiti e amareggiati Sara e Carlo di quello che accade intorno a loro, delle telecamere che li cercano, dell’essere diventati il simbolo di una guerra tra laici e cattolici. Il racconto della loro scelta esce a pezzi, uno più doloroso dell’altro. «A gennaio ho avuto un’operazione complicata all’utero», spiega Sara. «Per questo non posso avere un altro figlio adesso, rischio la lacerazione dell’utero, rischierei di morire. Perché non ho fatto attenzione? Perché non mi sono protetta?».

Domande così intime che la donna fa a se stessa per evitare l’umiliazione di sentire nella voce di un estraneo anche solo una sfumatura di riprovazione. Sa che deve essere chiara per se e per tutte le altre donne che si troveranno a dover fare questa scelta. «Per sei mesi non posso mettere la spirale e neanche prendere la pillola. Abbiamo usato il preservativo, ma siamo stati sfortunati. Che cosa devo fare? Crocifiggermi? Già ci stanno pensando gli altri. Non voglio tornare in una sala operatoria e sono disposta ad affrontare tutto questo per evitarlo. Perché mi giudicano? E comunque me la devono far conoscere una donna che come dicono loro abortisce con leggerezza. Non hanno nessuna pietà».

Luca

Via | La Stampa, Foto | Repubblica.it