Nella causa che Mediaset vuole intentare contro Google per i filmati presenti su YouTube e su Google Video possiamo trovare l’esatta rappresentazione di quello che è il nostro paese: arretrato, avaro, pauroso ed incapace di guardare avanti.
Invece di cercare nuove opportunità nei nuovi canali tecnologici, ci si arrocca a difendere il fortino.
La televisione rimane forse la migliore rappresentazione di cosa sia diventato questo nostro paese.
La storia è di quelle belle e quindi i nostri giornali l’hanno praticamente ignorata.
Due militari italiani, elicotteristi in missione ad Herat in Afghanistan, sono stati rimpatriati in tutta fretta.
Il governo e i giornali di regime parlano di motivi sanitari, dovuti alla “nevrosi da guerra”.
Qualcun altro suggerisce che il motivo potrebbe essere diverso.
Sembra infatti che durante una missione, nella quale erano stati feriti altri due militari italiani, i due elicotteristi si siano rifiutati di rispondere al fuoco in quanto sulla linea di tiro c’erano anche dei civili.
La notizia è stata data da Il Tempo e ripresa dall’Unità.
Non lo so, sarà che a me la diserzione è sempre sembrata una cosa bella e simpatica, ma mi sembra che forse varrebbe la pena parlare seriamente di quello che combinano i nostri soldati nelle missioni all’estero.
Al di fuori della retorica e delle caramelle regalate ai bambini.
Che ai bambini a volte gli arrivano pure caramelle al piombo.
Il personaggio pare uscito da una canzone di De Andrè.
E’ basso di statura, è molto brutto ed ha una vocina fastidiosa.
Non ci sarebbe niente di male in questo se non fosse che lui vive il suo stato fisico con disagio.
Da piccolo gli amici lo picchiavano duro.
Uno di quei ragazzi preso di mira dai compagni.
Suo padre, venditore ambulante, era un altro motivo di sberleffo.
I suoi compagni, quasi tutti figli di impiegati statali, lo prendevano in giro anche per questo.
Loro non sapevano cosa significasse vivere senza la certezza di uno stipendio garantito.
Il piccolo grande uomo nel suo cuore meditava la vendetta e studiava con grande impegno mentre pregustava i giorni in cui la ruota avrebbe girato.
Il ragazzo diventò uomo, si laureò brillantemente ed inizio un’ascesa sociale e professionale inarrestabile.
Intanto la sua cattiveria aumentava.
Venne il giorno in cui un presidente irresponsabile, lo mise a capo di un ministero.
Fu allora che il piccolo grande uomo poté compiere la sua vendetta.
La mannaia dei tagli si scagliò contro i dipendenti pubblici di ogni ordine e grado.
Il suo obiettivo non era quello di ridurre le spese.
Il suo vero scopo era quello di umiliare i dipendenti pubblici, di farli sentire un peso per la società.
Con la bava alla bocca e gli occhi sbarrati pensava a quei cattivi ragazzi, di tanti anni fa, che lo sbeffeggiavano.
Il piccolo grande uomo non sapeva, o forse non si voleva rendere conto, che la ruota stava ancora per girare.
Rientri da una settimana di ferie e non puoi non essere nervoso.
Sali le scale del bus con la stessa simpatia del boia che si avvia a decapitare il condannato.
Torni subito in te non appena osservi che l’autista è molto più arrabbiato di quanto non lo sia tu.
Non ti resta che metterti a sedere nel tuo lurido posto ed affrontare la nuova settimana che inizia.
All’improvviso un bagliore accende la tua mente e ti ricordi che hai qualcosa di divertente da leggere.
Ti butti a capofitto nelle cronache del congresso di Rifondazione che si è chiuso ieri e ti diverti nell’osservare le gesta di persone talmente ridicole da non accorgersi più di esserlo.
Non ti sorprendi della sconfitta di Bertinotti e dei bertinottiani perché pensi che prima o poi avrebbero dovuto pagare il suicidio della svolta governista.
Che come faccia un partito comunista a governare in un paese occidentale nel 2008 qualcuno deve ancora spiegartelo.
La cosa che ti sorprende ancora meno è che il vincitore della linea anti-governista sia stato l’unico esponente della storia di Rifondazione che, se non ricordi male, abbia avuto la poltrona di ministro.
La cosa ti sembra perfettamente italiana.
Allora per sorprenderti non ti resta che iniziare un nuovo libro e rimanere rapito dalla scrittura di James Frey.
Non ho mai arrampicato.
Soffro pure un po’ di vertigini.
Però adoro la montagna e sono affascinato dalle storie degli uomini che provano a conquistarle.
Da ieri Karl Unterkircher è disperso sul Nanga Parbat, dopo essere precipitato in un crepaccio.
I suoi due compagni di scalata, Walter Nones e Simon Kehrer, non potendo tornare indietro, hanno dovuto continuare a salire per raggiungere la fine della parete e tentare di tornare al campo base.
I tre alpinisti stavano tentando di aprire una nuova via sulla parete Rakhiot della montagna terribile.
Senza voler essere fatalisti ad ogni costo, vorrei farvi notare che Karl Unterkircher è morto proprio nel punto che sembrava temere di più:
Il seracco intermedio deve fare il “bravo” da 8 a 10 ore, non chiediamo poi tanto. Sfrutteremo una costola nevosa fino sotto la fascia di rocce dove ci ripareremo per la notte. Martedì speriamo di riuscire a saltare sopra al “nostro” seracco intermedio. Allora saremo a cavallo del pilastro: dopodiché toccherà a noi riuscire a superare la parete. Una volta che avremo raggiunto il pianoro sommitale, punteremo la vetta.
I tre alpinisti avevano scalato due settimane fa il Chongra Peak.
Qui il loro video con la testimonianza dell’impresa.
Le immagini ed i suoni della natura ripresi dalla telecamera riescono forse a farci capire meglio cosa spinge questi uomini a sfidare le montagne a costo della loro stessa vita.
A me le prigioni fanno schifo.
Mi fa proprio schifo l’idea di prigione.
Figuratevi che a me non ha mai nemmeno entusiasmato il tanto declamato 41 Bis che, diciamocelo, è indegno di un paese civile.
Non ditemi che è servito per combattere la mafia e che Falcone e Borsellino lo difendevano a spada tratta.
Quando uno stato democratico, per garantire la sicurezza dei suoi cittadini, sospende per alcune persone il rispetto dei loro diritti, allora questo stato ha fallito.
Tutto questo per dire che si può essere giustizialisti quanto si vuole (ed io lo sono), ma mi spiegate perché Del Turco debba stare in isolamento?
Per tre giorni non può vedere né i familiari e né i suoi avvocati.
Non lo so, ma a me sembra eccessivo.
In fondo Del Turco ha fatto quello che quasi tutti i suoi colleghi governatori fanno: ha ricevuto mazzette.
Non mi sembra un reato che richieda la cella di isolamento.
Ancora una volta si dimostra che in Italia la giustizia non è uguale per tutti. La sentenza del Tribunale di Genova per le torture commesse nella caserma Bolzaneto durante il G8 di Genova è, di fatto, un’assoluzione.
Si, lo so che ci sono dei condannati, ma nessuno andrà in galera.
Dopo dieci ore di camera di consiglio, il verdetto cancella l’ipotesi di crudeltà e tortura sostenuta dalla Procura. Assolve trenta imputati, ne condanna solo 15. Contro una richiesta di poco meno di 80 anni di reclusione, i giudici ne hanno inflitto solo 24 e, grazie alla prescrizione e all’indulto, nessuno dei condannati finirà in galera.
Credo che sarebbe ora che il parlamento inserisse nel codice penale il reato di tortura.
In Italia la tortura non è infatti prevista come reato e questo complica il lavoro di chi vorrebbe difendere i diritti umani delle persone.
Di seguito, uno spezzone della puntata di Blu Notte dedicata al G8 di Genova.
E’ la testimonianza di Arianna Subri, una degli ospiti dell’Hotel Bolzaneto.
La voce gira ormai da un paio di settimane.
Marco Montemagno sta per lanciare una nuova iniziativa, finalizzata alla divulgazione di Internet.
Per spiegare, a chi non lo sapesse, che a navigare non sono soltanto pedofili e pazzi criminali.
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