Di icone e reliquie

Lo avevo notato stamani ascoltando il giornaleradio.
Il Papa che definisce la sindone una “straordinaria icona”

Mi piace la lettura che ne dà Luca De Biase:

Che cos’è la Sindone? Una risposta è arrivata ieri, grazie a un’affermazione del Papa.

Il Papa definisce la Sindone un’icona, non una reliquia. Significa che non la vede come un resto corporeo di una vita santa, ma come un’immagine.

Come dire: è ora di smettere di domandarsi se sia veramente stata il lenzuolo che ha avvolto Gesù, perché il suo significato educativo è comunque molto grande. Questo non chiude il giallo più affascinante dell’archeologia cristiana, ma offre una chiave interpretativa più ampia e meno tecnica.

Luca

L’effetto contrario

clima

Come Luca De Biase, anch’io sono rimasto profondamente colpito dallo “scandalo climatico“, ovvero dalla scoperta di una fitta corrispondenza elettronica tra scienziati che concordavano il modo in cui comunicare i dati sul clima in modo da spingere l’opinione pubblica a credere nell’impatto umano sui cambiamenti climatici.

A qualunque persona che abbia un po’ di spirito critico è sembrato sospetto questo allarmismo sul clima montato nel giro di un decennio e che sarebbe improvvisamente diventato il problema più importante per l’umanità.
Se gli scienziati volevano, sicuramente a fin di bene, spingere le persone a credere nell’importanza di contrastare i cambiamenti climatici, temo che avrebbero dovuto comunque basarsi sui dati reali, senza gonfiare la realtà.

Le cose che ci verranno spiegate alla prossima Conferenza di Copenaghen, che inizia fra pochi giorni, non potranno non farci ripensare a quelle mail.
E a quanto la scienza debba riuscire a liberarsi dei dogmatismi modaioli.

Luca

Essere grossolani. Sempre

Quando il giorno dopo il terremoto sentii Berlusconi lanciare l’idea di una nuova città da costruire vicino a L’Aquila a me parve una cretinata.
E con la città vecchia che ci facciamo?
La lasciamo là, in balia dei predoni?

Uno se ne sta zitto e non dice niente, per amore di pace in giorni di lutto.
Ora che però il sindaco de L’Aquila ha detto la sua sulla questione ed io sottoscrivo.

In questo momento non abbiamo le dimensioni che giustifichino una Nuova Aquila. Costruire una new town vorrebbe dire distruggere e abbandonare la città. È impensabile. La città si può rimettere a posto e cogliere l’occasione per intervenire anche sulle periferie

Quando sei palazzinaro una volta, lo resti per tutta la vita.

Luca

Via | Luca De Biase

Facebook non fare lo stupido

So che la maggior parte di voi forse non lo sa, ma Facebook ha variato le sue condizioni di utilizzo.
La novità principale è che tutto ciò che un utente carica su Facebook rimane di Facebook per sempre.
Questo vale per foto, video, testi e quant’altro e vale anche nel momento in cui l’utente decida di eliminare il proprio profilo.

Scandalo? Forse.
Mark Zuckerberg, il fondatore di Facebook, ha ieri chiarito un po’ le cose e le cose stanno così.
I contenuti degli utenti rimangono di Facebook anche nel caso che questi si cancellino, ma continueranno ad essere visibili soltanto agli amici.
Zuckerberg fa il paragone con le email che continuano ad essere visibili ai destinatari anche nel caso che il mittente abbia chiuso l’account di posta.

Sembra quindi che Facebook, come nota giustamente Luca De Biase, vada nella direzione di diventare un mega instant messagging, utile per scambiare informazioni tra utenti.
Qualcosa di un po’ diverso da un social network.

La verità è ovviamente un’altra, ma Zuckerberg non la può dire.
Sarebbe difficile e molto brutto togliere i contenuti degli utenti che si cancellano, perché Facebook si riempirebbe di buchi e diventerebbe di difficile gestione.
Soprattutto perché i contenuti sono condivisi dalle migliaia di applicazioni sviluppate dentro Facebook che così smetterebbero di funzionare.
E’ stata scelta la strada più semplilce.

La cosa importante è saperlo.
Tutto quello che mettete su Facebook vi rimarrà probabilmente per sempre e perderete il diritto su quei contenuti.
Ora lo sapete.

Il dibattito sulla questione è interessante, ma in ogni caso sappiate che sarà difficile riuscire a fare in modo che le vostre tracce in rete scompaiano.
Continuerete ad esistere per sempre, anche se non lo vorrete.

Aggiornamento del 18/02/2009
Zuckerberg è tornato indietro. Torna tutto come prima

Luca

Luca De Biase individua la responsabilità dei blogger

Ho già scritto sul disegno di legge che intende definire la cosiddetta Internet Tax.

Oggi Luca De Biase ha scritto un post sull’argomento, riuscendo secondo me a delineare perfettamente i contorni della questione.

Secondo me, le persone che pubblicano online e lasciano che quello che scrivono sia letto da chiunque non dovrebbero essere considerati necessariamente editori ma non dovrebbero considerarsi totalmente irresponsabili per quello che scrivono. Secondo me, l’idea che una persona scriva online mettendoci la sua faccia è parte integrante della credibilità dei blog: e se lo fa è assurdo che chi lo fa non se ne assuma la responsabilità. […]
Penso che l’influenza dei blog crescerà anche in relazione al senso di responsabilità che i blogger coltiveranno nei confronti di quello che avviene sui loro blog. E che non occorra la legge sull’editoria per sostenere questa ipotesi.

Quando scriviamo un post dobbiamo essere consapevoli che questo potrà essere letto da chiunque abbia un accesso ad internet.
Dobbiamo sentirci responsabili delle nostre parole e delle parole di chi commenta i nostri post.
Nello stesso momento in cui chiediamo libertà di espressione, dobbiamo prendere coscienza dei nostri doveri.
E’ per questo che i blog non dovrebbero essere anonimi.
E’ giusto metterci la faccia e prendersi le proprie responsabilità.
Chi non lo fa rischia di perdere molta credibilità.

In questo senso la blogosfera italiana deve maturare molto se è vero che sono ancora tantissimi i blog anonimi.

Insomma, sarebbe ora di diventare grandi.
O vogliamo restare eterni bamboccioni?

Luca