La differenza tra bisogno di sicurezza e xenofobia

Dopo il trionfo della lega tutti gli opinionisti più moderati si sforzano di spiegarci come il partito di Bossi non sia xenofobo.
E’ una bugia.
Non sono xenofobe le parole ufficiali dei dirigenti della Lega, ma lo sono una buona parte degli amministratori leghisti e della base elettorale.

“La gente non è razzista, ma chiede soltanto più sicurezza”, dicono in molti.
E’ vero.

Che differenza c’è allora tra xenofobia e voglia di tranquillità, tra razzismo e diritto alla legalità?

La differenza è mentale, risiede dentro di noi.
Noi siamo impauriti dalle rapine in villa, dagli strupri e dalle auto pirata a tal punto da trasformare la nostra paura in odio.
E l’odio spesso è irrazionale e cieco.
A tal punto da estendere l’odio provato per chi ci ha rapinato a tutti i suoi concittadini.

Un romeno strupra una ragazza? Io odio tutti i romeni.

I reati devono essere puniti, sia quelli commessi da italiani che quelli commessi da stranieri.
E’ un problema di ordine pubblico e di giustizia.
In realtà non ci basta che gli stranieri siano puniti.
Se ne devono proprio andare.
E qui nasce la xenofobia.

A darci fastidio spesso sono proprio le differenze che ci separano da alcuni gruppi di immigrati.
Ci infastidiscono la parlata degli slavi, i modi un po’ cafoni degli albanesi, la ruvidezza dei romeni.
L’altro giorno, camminavo per strada, e di fianco a me c’era un ragazzo albanese, tamarrissimo, che parlava a voce altissima al cellulare.
Incrociammo una signora che si girò a guardarlo e disse con disprezzo: “Che schifo”

Ecco, quella signora avrà anche bisogno di sicurezza, ma è razzista.
Quel ragazzo era fastidioso, vestito in modo ridicolo e un po’ cafone, ma non faceva schifo.

I mezzi di comunicazione purtroppo alimentano l’ansia delle persone, evidenziando soltanto alcuni reati commessi da alcuni gruppi etnici.
Il rumeno che alcuni mesi fa investì un gruppo di ragazzi, uccidendone alcuni, destò grandissimo sdegno
Quasi nessuno ha parlato del romano che, alcune settimane fa, investì con il suo SUV una donna romena ed i suoi bambini, uccidendoli tutti.

Ognuno di noi ha il diritto di vivere in un mondo tranquillo, ma abbiamo il dovere di fare delle distinzioni tra le persone.

La politica dovrebbe aiutare i cittadini a volare più in alto e a razionalizzare le nostre paure.
La Lega, seguendo la sua identità populista, fa l’opposto: segue ed amplifica le paure del popolo.
Non trovando nessun rimedio, questo è ovvio.

Luca

L'Italia complice delle deportazioni libiche

Pensavate di essere governati da politici soltanto mafiosi, corrotti ed incompetenti?
Evidentemente non è sufficiente.
L’Italia si sta rendendo infatti complice insieme alla Libia di gravissime violazioni dei diritti umani.

Ecco cosa si legge in un comunicato di Amnesty International:

Le associazioni ed enti di tutela del diritto d’asilo esprimono profonda preoccupazione in merito alle dichiarazioni rilasciate dal Governo di Tripoli attraverso un comunicato stampa con il quale è stato annunciato che tutti gli immigrati illegali, presenti sul territorio nazionale saranno espulsi senza eccezioni. Si tratterebbe, secondo una stima delle autorità libiche, di 2 milioni di persone, tra cui numerosi richiedenti asilo e rifugiati, provenienti in maggioranza dal Corno d’Africa, donne e minori.

Anche Medici Senza Frontiere esprime la sua preoccupazione e chiarisce perché l’Italia non debba collaborare con la Libia:

La Libia, come è noto, non ha ratificato la Convenzione di Ginevra e non offre alcuna garanzia a quanti fuggono da guerre e persecuzioni personali. “La possibilità che i cittadini stranieri vengano respinti verso paesi dove sono in corso guerre e crisi umanitarie che ben conosciamo, come la Somalia, il Darfur o la Somali Region in Etiopia, è per noi motivo di sconcerto”, afferma Kostas Moschochoritis, Direttore Generale di MSF Italia.

Nonostante l’atteggiamento intollerabile della Libia rispetto alla gestione del fenomeno dell’immigrazione, il Governo italiano ha recentemente annunciato la firma di un accordo per il pattugliamento marittimo congiunto con il Ministro degli Esteri libico, accordo che prevede anche il trasferimento di risorse economiche al Governo di Tripoli. Questi accordi non sembrano tenere in nessuna considerazione le inaccettabili condizioni dei migranti in Libia ed espongono l’Italia ad accuse gravissime relativamente alla tutela dei diritti umani.

I governi italiani ormai da anni affrontano il problema della immigrazione clandestina in evidente contrasto con le norme internazionali sul diritto d’asilo.

Il ministro Amato ed il nostro governo possono far meglio di Gheddafi.
L’Italia non è la Libia.
Che ce lo dimostrino.

Luca

Pisanu contro Amnesty

In una nota del Ministero dell’Interno, Pisanu stigmatizza la posizione dei dirigenti italiani di Amnesty International che diffamano le istituzioni impegnate a contrastare l’immigrazione clandestina.

Amnesty ha presentato nei giorni scorsi il rapporto “Italia: presenza temporanea, diritti permanenti” in cui viene analizzata la condizione degli immigrati “accolti” nei centri di permanenza temporanea. Come tutti sappiamo, ed anche il ministro lo sa, questi centri sono in aperta violazione delle regole sul diritto d’asilo e non offrono gli standard minimi per il rispetto della dignità di queste persone. Inoltre, come sappiamo tutti, sono molti i casi denunciati di maltrattamenti, torture, ecc…

Pisanu, non potendo ammettere che questi centri sono inadeguati a garantire il rispetto dei diritti umani, ha attaccato pesantemente Amnesty, sostenendo che sono i dirigenti italiani di questa ong a cercare visibilità tramite la diffamazione delle istituzioni.
Pisanu ha fatto una figura di merda, anche perché il rapporto di AI è stato prodotto dal Segretariato Internazionale di AI, che ha sede a Londra.

Si continuano a tenere aperti questi centri, che sono una vergogna per il nostro paese. Pisanu farebbe bene a tenere conto delle osservazioni che gli vengono educatamente sottoposte. Anche l’Unione Europea ha già criticato il nostro paese su questo argomento. Quindi è inutile far finta che le cose vadano bene così.

Amnesty ha risposto al ministro con un comunicato stampa, nel quale dichiara di aver chiesto un nuovo incontro con lui. Educatamente, con tranquillità.

Luca

Il mistero del pianista senza voce 2

Sembra che un mimo di Roma abbia riconosciuto nel pianista senza nome un suo compagno di strada.
Intanto il mimo, che è un clandestino, rischia l’espulsione, in quanto è andato dalla polizia a dare notizie sul suo amico.

A quando una legge”umana” sull’immigrazione? Potremo mai smettere di considerare clandestini coloro che vengono nel nostro paese per sfuggire dalla miseria o dalla guerra?

Chissà che il pianista senza voce non ci aiuti a riprendere in mano la discussione sul concetto di “clandestino”

Luca