E questa è fantastica

Non ho vogli di dire niente su Licio Gelli e la sua avventura tv.
E poi ci ha già pensato a farlo, benissimo, Spinoza:

Tra roventi polemiche torna sulle scene televisive, a quasi novant’anni, un protagonista della recente storia italiana: in molti si chiedono se riuscirà ancora a ballare il Tuca tuca.

Licio Gelli diventa presentatore per Odeon Tv. Finalmente. Ora potrà spiegare a un pubblico più ampio le ragioni del successo del suo Piano di Rinascita Democratica.

Il suo portavoce, attuale Presidente del Consiglio, ha annunciato che, per una miglior visione dell’emittente, saranno assegnate a Odeon le frequenze di Rai 3.

Al programma, che si chiamerà Venerabile Italia, collaboreranno Andreotti, Veneziani e Dell’Utri. Priebke ha rifiutato: temeva per la sua reputazione.

La trasmissione si propone di ricostruire gli avvenimenti chiave del novecento. Ospite della prima puntata, il tecnico che montò la caldaia difettosa alla stazione di Bologna.

Sorridete pure amaramente.
Era già tutto scritto…

Luca

Ma migliore di che?

Io a questa favola che ci governa e chi siede in parlamento sia peggiore dei comuni cittadini non ci ho mai creduto.
Per questo motivo la convinzione veltroniana che il paese sia migliore di chi lo governa, secondo me è fasulla.

D’altra parte, se i cittadini italiani fossero davvero migliori, l’intervista a Francesco Cossiga non sarebbe passata inosservata.

Lo so che è difficile da accettare.
Ci vogliono anni di introspezione e di attenta analisi della realtà.
Alla fine però si arriva ad accettare la realtà dei fatti.
Io ce l’ho fatta. Ce la può fare anche waltere.

I fatti sono che gli italiani fanno schifo almeno quanto i nostri politici e governanti.
Pensate davvero che il vostro collega o il vostro amico, se si trovasse in parlamento, farebbe meglio?
Ne siete davvero sicuri?

Bisognerebbe che Veltroni e la sinistra cominciassero ad accettare la dura realtà e provassero a far votare per loro almeno quel 20-30 % di italiani che hanno ancora a cuore la questione morale.
Questione, tra l’altro, che al PD non interessa affatto.

Luca

Sulla manifestazione di sabato, le cose migliori le ha detto Zoro.

E pure sul Riformista facciamoci un crocione

Figuratevi che mi era pefino venuta la voglia di comprare il nuovo Riformista.

Poi ho saputo che tra i notabili editorialisti c’è pure Cossiga.
Si, proprio l’ex Presidente della Repubblica, che ieri aveva detto queste cose:

Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interni. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri. Le forze dell’ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano. Soprattutto i docenti. Non quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì

Luca Sofri era stato ieri l’unico a notare la gravità delle idiozie dette da Cossiga e oggi ha scritto una lettera aperta al direttore del Riformista, Antonio Polito:

Caro Antonio Polito, il tuo giornale oggi ha pubblicato un’intervista con Francesco Cossiga. A me sembra uno dei soliti suoi (di Cossiga) autocompiacimenti infantili che i giornali usano spesso perché Cossiga garantisce sempre di spararle grosse, anche se ormai nessuno ci fa più caso. Ma insomma, era un’intervista.
Solo che contemporaneamente oggi veniva pubblicata su un altro quotidiano un’altra intervista a Cossiga. E questa volta il senatore a vita le sparava non grosse – di quelle che ci si dà di gomito e si ridacchia al pensiero di averlo avuto Presidente della Repubblica – ma vergognose, criminali e infami. Roba che in un paese normale se ne chiederebbe l’allontanamento dal Parlamento che rappresenta, a vita o no. Per ignominia. Roba che meriterebbe l’apertura di un procedimento penale. Roba che arriva un momento in cui i tarallucci e vino e l’indulgenza per la buffa macchietta lasciano posto a prendere le cose sul serio, una volta ogni tanto.
Bene, caro Antonio Polito: il tuo giornale oggi sottolinea con orgoglio che “tra i pubblicisti del Riformista c’è il Presidente Emerito” Cossiga, e lo stesso Cossiga si vanta di aver di fatto inventato lui il giornale.
Io mi aspetto per domani un tuo editoriale che prenda sul serio le cose orribili che Cossiga ha detto oggi. Te lo scrivo a tarda sera, che voglio pensare domattina, leggendolo, che ci avevi già pensato da solo. Ciao.

Tanto per rinfrescarvi la memoria: grazie a Cossiga nel 1977 una ragazza di 19 anni ci lasciò la pelle.
Si chiamava Giorgiana Masi.

Luca

Presidente, non ci ripensi

FrancescoCossiga
Il teatrino della politica ci riserva quotidiane sorprese.
La notizia di oggi, oltre al malore del cavaliere, sul quale taccio per rispetto alla persona, sono le dimissioni di Francesco Cossiga, ex presidente della repubblica e oggi senatore a vita.

Cossiga è stato uno dei personaggi politici più importanti della nostra giovane repubblica.
E’ stato Ministro dell’Interno durante gli anni di piombo e durante il rapimento Moro, è stato Presidente del Consiglio e Presidente della Repubblica.
Ha avuto rapporti poco chiari con Licio Gelli e la P2 ed è stato il principale referente politico (parole sue) di Gladio, la struttura para-militare ritenuta da molti come la responsabile della strategia della tensione adottata in Italia nel dopo guerra.

Cossiga è soprattutto l’uomo dei servizi. Segreti, s’intende.
E’ stato l’ispiratore e l’architetto dell’attuale assetto dei servizi in Italia.
Dove c’è un mistero legato ai servizi, lì c’è Cossiga.
Recentemente è stato il paladino del ex-capo del SISMI Niccolò Pollari.
La sua “teatrale” decisione di dimettersi è proprio conseguente alle attuali polemiche sui cambi ai vertici dei servizi.

Purtroppo la mossa di Cossiga è puramente farsesca.
Annuncia le dimissioni con il fine di vederle respinte e di testare il suo gradimento nei palazzi.
Infatti tutti, da Prodi a Bertinotti, lo invitano a ripensarci.
E lui ci ripenserà.

Mi permetto di dire la mia.
Presidente, non dia retta al suo ego.
Non ci ripensi.
Liberi il nostro parlamento dalla sua pesante e ambigua presenza.
Le prometto che non sentiremo la sua mancanza.
Ne abbiamo avuto abbastanza di lei.

Luca

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