Se ci fosse luce, sarebbe bellissimo

E’ morta Eleonora Chiavarelli, la vedova di Aldo Moro, a cui il Presidente della DC scrisse delle lettere bellissime durante la sua prigionia.
Questa è l’ultima, quando la condanna a morte delle BR gli era già stata comunicata.

Mia dolcissima Noretta,
dopo un momento di esilissimo ottimismo, dovuto forse ad un mio equivoco circa quel che mi si veniva dicendo, siamo ormai, credo, al momento conclusivo.[…]
Per il futuro c’è in questo momento una tenerezza infinita per voi, il ricordo di tutti e di ciascuno, un amore grande grande carico di ricordi apparentemente insignificanti e in realtà preziosi. Uniti nel mio ricordo vivete insieme. Mi parrà di essere tra voi. Per carità, vivete in una unica casa, anche Emma se è possibile e fate ricorso ai buoni e cari amici, che ringrazierai tanto, per le vostre esigenze. Bacia e carezza per me tutti, volto per volto, occhi per occhi, capelli per capelli. A ciascuno una mia immensa tenerezza che passa per le tue mani. Sii forte, mia dolcissima, in questa prova assurda e incomprensibile. Sono le vie del Signore. Ricordami a tutti i parenti ed amici con immenso affetto ed a te e tutti un caldissimo abbraccio pegno di un amore eterno. Vorrei capire, con i miei piccoli occhi mortali, come ci si vedrà dopo. Se ci fosse luce, sarebbe bellissimo. Amore mio, sentimi sempre con te e tienmi stretto. Bacia e carezza Fida, Demi, Luca (tanto tanto Luca) Anna Mario il piccolo non nato Agnese Giovanni. Sono tanto grato per quello che hanno fatto.
Tutto è inutile, quando non si vuole aprire la porta.
Il Papa ha fatto pochino: forse ne avrà scrupolo.

Luca

Via | Il Post

Gradoli

Nella storia di Marrazzo fin dall’inizio mi ha colpito una coincidenza.
Il Presidente della Regione Lazio, al momento dell’irruzione dei Carabinieri, era in un appartamento in via Gradoli.
Vi dice niente?

Gradoli fu il nome uscito fuori dalla famosa seduta spiritica a cui partecipò Romano Prodi e che era evidentemente un’informazione circolata all’interno degli ambienti universitari bolognesi circa un rifugio delle BR.

L’idiozia o la malafede spinsero gli inquirenti a setacciare in lungo ed in largo il paese di Gradoli, senza nemmeno pensare a Via Gradoli a Roma.
A Via Gradoli 96 c’era un covo delle BR dove aveva alloggiato Mario Moretti.
Alla fine glielo fecero trovare lasciando aperto un rubinetto e facendo allagare l’appartamento sottostante.

Il caso ha voluto che Marrazzo il festino con il trans l’abbia fatto proprio in Via Gradoli 96, nello stesso condominio del caso Moro.

Le due storie non hanno niente a che vedere l’una con l’altra.
Ma è curioso, questo si.

Luca

Compagno di chi?

Michele Placido ha presentato ieri a Venezia il suo film sul ’68.
Ha detto cose interessanti, anche che rispetta Renato Curcio, fondatore delle Brigate Rosse.
Che poi uno può rispettare chiunque.
Anzi, mi sembra un principio molto evangelico.

Placido non ha però rispettato granché la giornalista spagnola che gli ha chiesto come mai la sua pellicola sia distribuita da Medusa, di proprietà di Berlusconi.
Seduto al tavolo con Placido c’era Carlo Rossella, grande sodale del premier e presidente di Medusa
Insomma, la scena era grottesca.
La domanda della giornalista era la domanda normale che qualunque persona di buon senso avrebbe fatto.
Forse per questo Michele Placido si è arrabbiato.

Luca