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Posts Tagged ‘binetti’

Binetti si, Binetti no

February 16th, 2010 1 comment

Riccardo Spezia, il portavoce dei Mille, è molto più morigerato e saggio di me sulla questione dell’uscita della Binetti dal PD.

Non posso certo essere annoverato tra chi non criticava la nostra ex-compagna di partito per molte sue prese di posizione, sul testamento biologico, sull’omosessualità, sul rapporto tra credenze personali e regole democratiche. Per non parlare di quando fece mancare il suo voto alla fiducia posta da Romano Prodi.

Però, al contrario di molti dei miei compagni di strada, laici, democratici, di sinistra, attenti alle questioni dei diritti e della laicità, che stanno gioendo in queste ore, io non riesco a farlo. Perché l’uscita di Paola Binetti sta a significare, secondo me, alcune cose che sono paradigmatiche per come sta diventando il PD e per come non sia riuscito a diventare ciò per cui era nato.
Perché se è vero che non eravamo d’accordo con Paola Binetti su molte cose (disaccordo da lei largamente contraccambiato) è anche vero che in questi due anni e mezzo di strada insieme non si sono mai create quelle condizioni di dialogo proprio su questi temi, un dialogo che avrebbe potuto portare ad una migliore sintesi e ad una maggiore incisività nella società italiana. Il non essere riusciti a convincere Paola Binetti che laicità e fede non sono in opposizione, per esempio o che per una buona politica non è necessaria la precondizione della sacralità ma il più semplice “minimo comune denominatore” del rispetto della dignità di ogni essere umano (concetto non certo scevro al cristianesimo) è una sconfitta di tutto il partito democratico. È parte del fallimento di quella missione alta che aveva il PD, che era una delle basi ideali della sua nascita.

Insomma, se la Binetti se ne fosse andata al termine di una discussione sulle questioni da lei poste, potremmo forse essere soddisfatti.
Vederla andar via così è come averle dato ragione.

Luca

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E ora si dimetta da parlamentare

February 15th, 2010 No comments

Paola Binetti se ne è andata dal PD.
Ha scelto di traslocare nell’UDC.

In nome dei grandi valori di cui si fa paladina le chiedo di dimettersi da parlamentare, essendo stata eletta con i voti di quel Partito Democratico nel quale lei non si riconosce più.

Luca

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Un mitilo

January 13th, 2010 1 comment

Lo so che a Paola Binetti piace scherzare, come quando disse di usare il cilicio.
Non può però ogni volta giurare di abbandonare il PD e poi ripensarci sempre.

Quando si vociferava di un possibile sostegno del PD alla candidatura di Emma Bonino la Binetti promise di andarsene.
Ora che il sostegno è diventato ufficiale, ci ha ripensato.

Caduta anche l’arma dei radicali, credo che siamo destinati a tenerci la Binetti per sempre.

Luca

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Anche Rin Tin Tin dovrebbe essere con noi

October 28th, 2009 2 comments

La cosa più bella dell’uscita di Rutelli dal PD è che sembra che quasi nessuno lo voglia seguire.
Per ora non riescono a fare nemmeno un gruppo parlamentare.
Neanche Paola Binetti, che è integralista, ma non è scema, pensa di seguirlo, dato che ha sostenuto anche lei la mozione Bersani.

Per ora vanno con lui Giorgio La Malfa e Paolo Guzzanti.
Stanlio e Ollio lo raggiungeranno in seguito.

Luca

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Omofobie

October 14th, 2009 No comments

Il tenutario del blog esprime il suo disappunto per la bocciatura della proposta di legge di Paola Concia contro l’omofobia.

Picchiare una persona perché omosessuale è una aggravante ed il parlamento avrebbe fatto bene a mandare un segnale in risposta ai tanti episodi di omofobia che si sono verificati negli ultimi tempi, in particolare a Roma.

Il voto di Paola Binetti non mi sorprende, ma mi indigna il suo tentativo disonesto di mascherare la sua scelta ribaltando il problema:

Per come era formulata la legge, le mie opinioni sull’omosessualità potevano essere individuate come un reato… le mie e quelle di tante altre persone. Il testo era ambiguo, io ho votato per rinviarlo in Commissione e migliorarlo ma la richiesta di rinvio è stata bocciata. C’era un’ambiguità che giustificava le mie riserve.

Non sono tra quelli che vorrebbero espellere la Binetti dal PD, ma credo che sia lei a dover decidere da che parte stare.
Se non siamo nemmeno d’accordo nel considerare l’omofobia una forma di razzismo, allora credo che andrebbe fatta un riflessione profonda da parte di tutti.

Sul solito pasticcio del PD che non rimanda in commissione il disegno di legge e quindi lo lascia morire c’è poco da dire.
Speriamo che scelgano presto questo segretario e che tornino a fare politica in parlamento.

Luca

Analisi della disfatta

April 15th, 2008 146 comments

La batosta è stata immensa.
Il PDL ha dato 9 punti di distacco al PD.

Ecco le mie schematiche e vacue considerazioni:

  • L’effetto Veltroni ha pesato pochissimo. Alla caduta del governo Prodi la distanza tra i due schieramenti era praticamente quella di oggi. Waltere ha già fatto il suo tempo.
  • La Lega vince in tutta Italia, stravince al Nord. Brutta notizia. Vince l’intolleranza e la chiusura. Si dimostra però che, per vincere, la lucidità del leader non è richiesta.
  • La sinistra-sinistra scompare dal parlamento. Brutta notizia per la democrazia. Bertinotti ha pagato l’entrata nel governo Prodi nonostante la contrarietà di buona parte della sua base. Ora sarà una resa dei conti col coltello tra i denti.
  • Fini assume la funzione di scendilietto di Silvio. Pur di esserci ha accettato di vivere nell’invisibilità. Vale assai meno di quanto gli italiani pensino.
  • L’UDC di Casini ha fatto un mezzo fiasco. Cuffaro però ce lo ritroveremo in parlamento. Serviva un referente. Per chi? Fate voi.
  • Ferrara ha preso un eloquente 0.3 %. Bene. Si dimostra ancora una volta che agli italiani di embrioni, fecondazioni e aborti non importa assolutamente niente. Questo non è un bene, ma è la realtà. Sarebbe bene che la politica se ne facesse una ragione. E che qualcuno lo spiegasse a Pannella e alla Binetti.
  • Il nano di Arcore trionfa ancora una volta. Piace. Amen.

Ecco.
Un grande, immenso, vaffanculo a tutti.
Anche a Beppe Grillo.

Luca

Piovono stronzate

February 5th, 2008 19 comments

Sul blog Piovono Rane, Alessandro Gilioli ha pubblicato ieri un post che è un’offesa all’intelligenza di laici e cattolici.

La si può pensare come si vuole, si può detestare la Binetti, compatire chi insegue l’opportunismo di Ferrara ed augurarsi che Ruini se ne vada presto in pensione, ma niente (o quasi niente) di quello che dice Gilioli è vero.

Non si possono banalizzare e falsificare le posizioni della Chiesa, oltretutto dicendo pure cose non vere.

Ma un po’ di equilibrio, da una parte e dall’altra, è proprio impossibile averlo?

Luca

Votare o non votare?

October 12th, 2007 10 comments

Domenica ci sono le primarie del PD.
Io non ho ancora deciso se andare a votare.
Non so nemmeno per chi voterei.
So che non voterei per Veltroni.

Nella riflessione, mi ha aiutato leonardo, uno che scrive spesso cose intelligenti:

Se vincesse la Bindi, ci troveremmo una donna al comando – certo, non quel tipo di donna che trovi da Vespa in tacco e mini. Piuttosto davanti in fila alla coop. O a un consiglio di classe. O a una marcia della pace. Per esempio io l’ho incontrata lì. Non guidava uno spezzone: girava tra la gente, l’aria di chi cerca qualcuno. Lungo il circo massimo il soundsystem mandava Fossati, mi sono voltato e ho pensato, toh, c’è la Rosi. Per fortuna non l’ho detto a voce alta. Nello stesso momento, lo spezzone di Fassino veniva bloccato e contestato da un drappello di noglobba. La Bindi invece andava in giro tranquilla. È da una vita che fa così. Tutto intorno pallottole e fango, e lei neanche uno schizzo. Magari è fortuna, eh.

Se vincesse la Bindi, la segreteria andrebbe a un cristiano praticante – ma aspetta, questo è già successo, Fassino non è quello che ha studiato dai preti e se ne vanta? La differenza è che la Bindi non si è mai vergognata di ammetterlo. Ma cosa c’è di peggiore di un cristiano coerente? Un cristiano convertito di fresco. Quelli alla Rutelli, per intenderci. Perché Rutelli sta con la Bindi, no? No? Con chi sta? Con Veltroni? Ah.

Lasciamo stare la fede. Il problema è che se vincesse la Bindi, sarebbe il segno che i democristiani hanno vinto, maledetti. Quegli untuosi alla Fioroni, che quando meno te lo aspetti ti sbloccano un finanziamento alle scuole cattoliche… ma aspetta, neanche Fioroni sta con la Bindi. Sta con Veltroni. Pure lui. Però.

In ogni caso come faremmo noi laici a votare una segretaria che sotto il tailleur veste un cilicio… no, sbaglio anche stavolta. Quella in cilicio è la Binetti. Non sta con la Bindi neanche lei. Sta con… Veltroni.

Ci devo pensare bene. Se la Bindi vincesse un bel po’ di democristiani storici e di ritorno si ritroverebbe con le ossa rotte. Messa in questi termini è piuttosto interessante.

Se la Bindi vincesse, magari si riparlerebbe di DiCo. Era una proposta sua.

Insomma, non so se andrò a votare, ma se lo facessi è probabile che la mia scelta sarebbe Rosy.
Anche se l’unico modo per aiutare il PD sarebbe l’assenteismo.

Dopo chiedo un consiglio al mio consulente politico: mio figlio.
A due anni ne capisce già molto più di me.

Luca