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Posts Tagged ‘alessandro gilioli’

Il bluff del Processo Breve

February 2nd, 2010 No comments

Carlo Taormina, ex avvocato di Berlusconi, ha spiegato ad Alessandro Gilioli perché il processo breve in realtà è soltanto un bluff per fare in modo che Berlusconi non sia giudicato prima dell’approvazione del Lodo Alfano Bis.

Il processo breve gli serve solo per alzare il prezzo della trattativa. A un certo punto rinuncerà al processo breve per avere in cambio il legittimo impedimento, cioè la possibilità di non presentarsi alle udienze dei suoi processi e di ottenere continui rinvii. Guardi, la trattativa è già in corso e l’Udc, ad esempio, ha detto che se lui rinuncia al processo breve, vota a favore del legittimo impedimento.

Vede, la legge sul legittimo impedimento è palesemente incostituzionale, e quindi la Consulta la boccerà. Però intanto resterà in vigore per almeno un anno e mezzo: appunto fino alla bocciatura della Corte Costituzionale. E Berlusconi nel frattempo farà passare il Lodo Alfano bis, come legge costituzionale, quindi intoccabile dalla Consulta.

E’ Carlo Taormina, ok, uno poco credibile.
Il problema è che il piano da lui ipotizzato pare molto credibile.

Luca

Non sparate sul pianista

January 3rd, 2010 3 comments

Credo che il Presidente della Repubblica italiana possa più o meno essere assimilato al pianista di un piano bar.
E’ lui che rende più gradevole l’atmosfera e che crea il sottofondo, ma quel che succede nel bar non dipende da lui.

Il discorso di fine anno non è altro che un assolo di 10 minuti in cui gli avventori del bar smettono di parlare e fanno finta di ascoltare l’esecuzione del pianista.

Ha quindi poco senso dare troppa importanza alle parole pronunciate il 31 Dicembre da Napolitano.
Non hanno nessuna importanza per lo sviluppo della vita politica del nostro paese.

Non capisco quindi il perché dell’accanimento contro Napolitano, ad esempio da parte di Alessandro Gilioli (ormai trasformatosi in Beppe Grillo) che lo accusa sarcasticamente di essersi fatto scrivere il discorso da Ghedini (avvocato di Berlusconi).

Sparare su Napolitano è come sparare sul pianista di piano bar.
Si colpisce il bersaglio più facile pretenendo da lui cose che non può fare.

E poi Napolitano ha pure avuto un pensiero per quelli come me.
Senza trovare soluzioni, ma non è lui a doverlo fare.

Si è fatto non poco per salvaguardare il capitale umano, per mantenere al lavoro forze preziose anche nelle aziende in difficoltà, e si è allargata la rete delle misure di protezione e di sostegno; ma hanno pagato, in centinaia di migliaia, i lavoratori a tempo determinato i cui contratti non sono stati rinnovati e le cui tutele sono rimaste deboli o inesistenti; e indubbia è oggi la tendenza a un aumento della disoccupazione, soprattutto di quella giovanile.

Luca

La chiudiamo qui

October 9th, 2009 1 comment

Paul The Wine Guy è stato recentemente eletto dalla italica blogosfera come blogger dell’anno.
Credo anch’io di aver votato per lui.
Lunedì ha chiuso il suo blog.

Grazie di tutto, a tutti voi
E magari ora chiudo il blog per vincere – nel 2010 – il premio “miglior blog andato a puttane”.

Paul The Wine Guy è sconosciuto, non sappiamo chi sia.
Magari è il vostro collega.
Intanto Alessandro Gilioli aveva fatto delle domande a lui e ad altri blogger.

Mi pare di capire che cerchi molta riservatezza. Puoi dire il tuo nome vero o no? E se no, perché? In ogni caso, mi puoi dare un po’ di dati bio su te – tipo età, studi, professione, città in cui vivi, professione etc
Sì, adoro la mia riservatezza, prevalentemente perchè non mi piace che il vicino di casa sappia esattamente cosa ne penso. O il mio datore di lavoro. O il panettiere. Ho aperto un blog per noia e frustrazione: il mio barbiere non deve per forza sapere gli affari miei mentre mi pettina come un deficiente. Preferisco tenere il mio anonimato: nessuno chiede al mai vecchietto del bar come si chiama – tutti lo conoscono per il soprannome, al massimo lo si ascolta (o si manda affanculo).
Pensi di lasciare il tuo blog così com’è o di evolverlo?
Magari chiuderlo? :-)

Insomma, uno che raggiunge una notorietà (relativa) ed invece di gloriarsene se ne va.
Un bel tipo, non c’è che dire.

Luca

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Parliamo di blog

October 5th, 2009 No comments

Sabato scorso a Riva del Garda, durante la BlogFest 2009, sono stati premiati i migliori blog italiani.
Candidati e vincitori sono stati proposti dai lettori di Macchianera.net che è come se un premio giornalistico fosse organizzato da Cuore o da Il Vernacoliere, ma forse è anche meglio così.

In assoluto, secondo me, il premio più azzeccato è quello dato ad Alessandro Gilioli (miglior blog giornalistico), in quanto il suo blog sta diventando veramente bello ed importante.
Il premio più tempestivo è sicuramente quello dato a Beppe Grillo per il miglior blog andato a puttane, proprio nel giorno della presentazione del suo nuovo partito.
Ma la poca simpatia della italica blogosfera per Beppe Grillo è cosa nota e non nuova.

Il post più bello dell’anno è “19 marzo, la festa di mio papa’. Un post che nessuno leggera’ fino in fondo. Peccato.” di cloroidrato di sviluppina.
E anche su questo, concordo.
Per il resto la solita sana autocelebrazione blogettara che non fa mai male.

Luca

A telecamere spente

October 5th, 2009 2 comments

Alessandro Gilioli, autore del blog premiato come miglior blog giornalistico dell’anno, racconta cosa succeda a telecamere spente in un talk show politico ad esempio di La7.

Stamattina sono stato (immagino per l’ultima volta) tra gli ospiti di Omnibus, il bla bla di politica in onda all’alba su La7. Qualche backstage e qualche nota a caldo.

1. Fuori onda, Pierluigi Battista ha scommesso con gli astanti «la sua reputazione» sul fatto che il Lodo Alfano verrà approvato dalla Consulta. Non ho idea di quali fonti abbia Battista, ma curiosamente non ha ripetuto la scommessa in onda. Mi limito ad aggiungere, per chi non lo sapesse, che Battista è uomo piuttosto potente a Roma e con ottime conoscenze nei giri «giusti», diciamo.

2. Sempre fuori onda, Battista ha sostenuto che se il risarcimento di 750 milioni stabilito dal tribunale civile diventasse esecutivo, «Mediaset chiuderebbe». SIngolare tesi, anch’essa stranamente non ripetuta in onda. Intanto perché si parla di Finivest – non di Mediaset – che peraltro ha in cassa liquidità per oltre un miliardo di euro, e poi perché Mondadori in 18 anni di proprietà abusiva del Cavaliere ha fruttato 1,2 miliardi di utili netti, quindi mezzo miliardo in più del risarcimento stabilito. E comunque per non pagare il risarcimento in questione bastava non corrompere il giudice, mi pare.

3. Per aver fatto notare a Battista queste cose in diretta (senza alcun attacco personale nei suoi confronti) l’editorialista del Corriere mi ha detto che io sono «l’Emilio Fede di De Benedetti». E’ la consueta arma dei manganellatori: in assenza di argomentazioni, vai con l’attacco personale, umiliante, all’olio di ricino – sei un servo del tuo padrone. L’idea che uno abbia idea proprie, non insufflate da padroni, neppure li sfiora, forse perché loro non ne hanno mai avute. Comunque, ho chiesto in diretta a Battista di non insultarmi, lui mi ha risposto che “Emilio Fede” non è insulto, io gli ho risposto che invece sì, poi il conduttore ci ha fermati. Mi piacerebbe fare querela (ovviamente non la farò) solo perché un tribunale della Repubblica possa stabilire che “Emilio Fede” è un insulto.

4. Il medesimo Battista, che fuori onda mi dava del tu, in onda mi ha chiesto di dargli del lei. Boh.

5. Tra i presenti, si è discusso venti minuti su quanto era stato sgarbato Di Pietro con Napolitano, e nessuno che avesse un’idea del fatto che lo scudo fiscale estingue reati che prevedevano fino a sei anni di carcere, quindi ha effetti di amnistia, e per fare una legge di amnistia ci vuole una maggioranza qualificata di due terzi del Parlamento, che invece non c’è stata, quindi Napolitano avrebbe avuto ottimi motivi per rinviare la legge alle Camere per un secondo esame. Non mi sembrava un concetto difficile né da capire né da comunicare in tivù, dove invece il centro della discussione è stato il mancato bon ton di Di Pietro.

6. A un certo punto ho fatto capire che a mio avviso, anche per raggiunti limiti d’eta, Napolitano non è più lucidissimo. Mi riferivo peraltro a un video appena mandato in onda, durante il quale era piuttosto evidente un certo obnubilamento. Il conduttore mi ha tirato le orecchie nella pausa, credo che abbia paura del reato di “vilipendio del capo dello Stato”. Non ho vilipeso nessuno, ma in ogni caso vorrei sollevare se possibile La7 da ogni responsabilità prendendomela per intero (io ormai mi sa che me la sono giocata, ma non vorrei che per causa mia non invitassero più a parlare – nemmeno loro – nessun altro di questo giornale).

Luca

Mal di schiena

September 9th, 2009 6 comments

Ricordate tutte le volte che Berlusconi si è defilato giustificandosi con il mal di schiena?
Ecco, probabilmente non era vero.

Alessandro Giglioli ha collegato i mal di schiena presidenziali ufficiali con quanto scrive oggi il Corriere.
Il risultato non è sorprendente:

Boh, che strano. Se uno va a guardare i giornali in archivio, scopre che il 17 dicembre scorso il premier non è uscito da Palazzo Grazioli, per via di uno strappo alla schiena procuratosi durante la ginnastica mattutina.[...]
Poi però se uno legge il Corriere di stamattina scopre che il 17 dicembre scorso a Palazzo Grazioli lui non è uscito, ma in compenso è entrato Gianpaolo Tarantini, in una macchina con i finestrini oscurati, e sul sedile posteriore c’erano tre signorine[...].

Incorreggibile.

Luca

Oggi non sciopero

July 14th, 2009 No comments

Oggi Alessandro Gilioli ed altri blogger hanno lanciato l’iniziativa dello sciopero dei blog per protestare contro il decreto Alfano.

Gli scioperi gratuiti a me non hanno mai convinto.
Troppo facile mettere un banner nel blog.

L’iniziativa mi sembra poi esagerata, soprattutto dopo che l’esame del decreto Alfano è stato rimandato a data da destinarsi.
Insomma, si sciopera per una legge che potrebbe non essere mai approvata.

Ma, soprattutto oggi non sciopero, per rispetto a chi vive in paesi dove la libertà di espressione è davvero una chimera o dove ti sparano addosso se scendi in strada a manifestare.

neda

Luca

Foto | The Big Picture (AFP/Getty Images)

Glielo dico con simpatia

April 27th, 2009 No comments

Gabriella Carlucci fa i suoi migliori auguri al figlio di Alessandro Gilioli.
Lui un po’ se la prende:

Come impressione a caldo sull’incontro che c’è stato oggi alla Camera sulla legislazione per la Rete posso solo dire che la Carlucci non sta affatto bene.

No, dico davvero: aggredisce, urla, s’incazza con chiunque, a un certo punto mi ha augurato che mio figlio venga adescato dai pedofili su Facebook (giuro). Poi ha raccontato che lei passa le sue giornate alla polizia postale cercando di rintracciare chi la insulta on line. Mamma mia, mi dispiace.

Lo so che bisogna ridurre i costi della politica, ma una distribuzione mirata di benzodiazepine alla Camera sarebbe molto opportuna. Io non ho capito com’è che la mandano in giro. No davvero, non è questione di destra o di sinistra, è questione di Tso. Va beh. [...]

Gabriella Carlucci.
In parlamento.
Ancora non me ne faccio una ragione.

Luca

Radio Camorra oggi ha parlato di uno dei tanti morti ammazzato

March 27th, 2009 No comments

Che a Napoli ci sono i camorristi, ma ci sono anche i ragazzi che vanno in piazza a cantare la loro canzone contro la camorra.

Luca

Via | Alessandro Gilioli

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Scivolare sempre più giù

March 16th, 2009 No comments

Nel lento scivolare di questo nostro fantastico paese verso una forma di democrazia da caserma, c’è una perla che per ora le batte tutte.
Nel pacchetto sicurezza del governo non ci sarà soltanto l’obbligo da parte dei medici di denunciare gli immigrati clandestini.
No.
Ci sarà anche l’obbligo da parte degli immigrati di presentare il permesso di soggiorno per poter accedere a provvedimenti di stato civile.
E allora?
E allora significa che ad esempio due genitori clandestini non potranno registrare il loro figlio appena nato.
Alessandro Gilioli lo definisce giustamente il Comma Erode.

I bambini, non potendo essere riconosciuti da mamma e papà, potrebbero risultare in stato di abbandono, anche non essendolo realmente, con il serio rischio che l’ospedale non possa consegnarli ai genitori. Alla madre non resterebbe che scegliere tra due rischi: partorire in ospedale, ma vedersi togliere il bimbo, o ricorrere al parto clandestino.

Servono commenti?

Luca