aggressività

L’aggressività non è un momento

Roberta Lippi scrive una cosa molto bella sull’aggressività e sul saperla riconoscere.
È il punto di vista di una donna ed è un punto di vista molto femminile, ma lo condivido molto.

Quanto spesso avete sentito dire a una donna “sei nervosa?”, una marea. È per via di quella cosa delle mestruazioni, sapete, dà un alibi un po’ a tutti, donne e uomini, belli e brutti.

Ma di donne aggressive voi ne conoscete? Io ne ho conosciuta qualcuna, non moltissime a dire il vero. E quelle possedevano un’aggressività più sotterranea di quella maschile, una volontà di distruggere dominando psicologicamente che pochissime si potevano permettere. Spesso a quell’abilità inutile faceva seguito un importante disturbo della personalità. Quelle donne io le ho lette, ma il loro atteggiamento non mi ha mai ferito.

Lo guardavo dall’esterno senza prendermene cura.
L’aggressività vera, quella che tocchi con mano, invece, è qualcosa di maschile.
Ed è qualcosa che mi ha sempre congelato.
Perché l’aggressività non è un momento, non è un “ho sbagliato”, non è un moto di nervosismo. L’aggressività è una nota conficcata profondamente dentro l’anima, una rabbia repressa, una violenza insopportabile.
Non riesco a far entrare nel mio cuore le persone aggressive e questo perché l’aggressività non ha giustificazioni.

continua…

Luca

ministro_boschi_nomfup

Essere nello staff di Renzi e saper far bene le cose

Il responsabile stampa di Matteo Renzi è Filippo Sensi (@nomfup), una vecchia conoscenza di chi frequenta blog e socialcosi.

Oggi nomfup ha twittato questa foto della Ministra Boschi che durante il volo si fa fare la treccina da uno dei bambini recuperati a Kinshasa.

Bravo e basta.

Se per caso vi state chiedendo perché abbiano mandato in Congo la Boschi, che è Ministra delle Riforme, probabilmente non lavorerete mai nello staff comunicazione di Renzi.

Luca

beppe grillo fotografato da gianni cipriano

Renzi trionfa, Grillo perde, ma il M5S tiene botta

Due o tre cosette sulle elezioni europee.

Posso dire di essere molto felice del risultato del PD perché lo ritengo, nonostante le tante magagne, l’unico partito in grado di pilotare l’Italia in tempi così difficili.
Poi sono elezioni europee, e sarebbe bene non dimenticarlo, perché il paragone con le politiche sarebbe forzato (vi ricordate i radicali al 12%?).
Ma la vittoria di Renzi ha dell’incredibile; nessun partito aveva mai lontanamente raggiunto un risultato di questo tipo alle elezioni europee.

Il PD vince prendendo probabilmente tutti i voti di Scelta Civica, una parte di voti del centro-destra e molto altro, compresi i voti di sinistra. Perché, escludendo il misero 4% di Tsipras e qualche spicciolo dei verdi, a sinistra del PD continua ad esserci il vuoto.

Grillo perde la faccia, più che le elezioni, perché se prometti di prendere il 30% e poi raggiungi il 21 allora la tua è una disfatta.
Ma se fossi un attivista del Movimento 5 Stelle non sarei poi del tutto scontento.
Se è vero che non riescono a ripetere il risultato delle politiche, è anche vero che si confermano il secondo partito in Italia pagando un dazio scontato all’astensionismo tipico delle elezioni europee. Un anno fa il sentimento di protesta contro i partiti aveva probabilmente raggiunto il suo massimo e Renzi ha indubbiamente ridato una parte di credibilità alla classe politica. Come scrive bene oggi Luca Sofri, non era poi così difficile da prevedere il risultato di Grillo.

Non era difficile, infatti, immaginare un risultato più verosimile (per quanto il successo del Pd sia straordinario): il M5S in questo anno ha compattato i suoi, ma non ne ha convinti molti di nuovi e meno militarizzati; quelli li aveva presi l’anno scorso, quando l’aria di protesta contro i partiti era al suo massimo, prima che arrivasse Renzi a riprendersene molti. E in più, queste erano elezioni europee, nelle quali quella gran massa di “elettori del comico che fa ridere e gliele canta” sono meno motivati. E così il M5S ha perso due milioni di voti.
Non c’erano molte ragioni logiche per cui il M5S dovesse andare meglio di un anno fa, e ce n’erano diverse per cui avrebbe dovuto andare peggio. Eppure, ci siamo messi paura di sbagliare e abbiamo sostenuto il contrario, solo perché Grillo sbraitava molto, come ha sempre fatto.
Siamo gente che ha paura di sbagliare, e paura di farsi beccare impreparata.
Anche per questo uno come Renzi vince.

Un paio di evidenze vengono fuori dai risultati di queste elezioni.

Renzi convince molti italiani che lo ritengono credibile perfino più di quanto non lo facciano i suoi colleghi di partito.
I commentatori politici ed i sondaggisti non hanno ancora capito la novità che il messaggio di Renzi porta con sé; provare ad ingabbiarlo nelle consuete architetture partitocratiche porta a trarre conclusioni sbagliate.
Ed è quello che è successo.

Luca

Problemi con l’importazione di brani su Amazon Cloud Player

Amazon Cloud Player è l’applicativo che permette di ascoltare la propria musica su desktop o su smartphone.
Amazon permette di importare fino a 250 brani nell’account free, fino a 250.000 in quello a pagamento

Per importare la propria collezione di file musicali, è necessario installare un applicativo, chiamato Amazon Music Importer, cliccando sulla voce “Importa Musica” che si trova nell’interfaccia del Player.

Amazon compie una ricerca tra i file musicali della vostra raccolta e procede in due modi: se il file audio viene riconosciuto tra quelli presenti nel catalogo dell’Amazon Mp3 Store lo rende immediatamente disponibile, se invece non lo riconosce lo carica sul cloud.
E’ lo stesso meccanismo utilizzato da iTunes Match e da Google Play Music.

Alla fine del caricamento con l’Amazon Music Importer, spesso viene segnalato che alcuni file non possono essere caricati sul cloud, perché troppo grandi.
Il messaggio è il seguente:

I file Oltre 250 MB non possono essere importati a meno che non siano corrispondenti.

Se andate a controllare, noterete che in realtà i file non sono affatto più grandi di 250 MB, ma hanno tutti una caratteristica comune: hanno un carattere speciale nel nome del file, come un accento (es. felicità.mp3)

Correggendo il nome del file (es. felicita.mp3) e rilanciando l’Amazon Music Importer, il file verrà caricato senza problemi.

Luca