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Spero di vedere di nuovo il tuo viso

13 anni fa la tragedia dell’11 Settembre.
Ci ricordiamo sempre dei due aerei che si schiantarono contro il World Trade Center di New York, ci ricordiamo meno degli altri due aerei, uno che si abbatté contro il Pentagono e l’altro che fu fatto precipitare dai dirottatori in un campo dopo che i passeggeri avevano tentato di entrare nella cabina di pilotaggio per contrastare l’azione dei terroristi.

Le telefonate partite dai telefoni del volo 93 dell’United Airlines sono le testimonianze forse più strazianti di quel giorno tremendo.
Lauren Grandcolas, 39 anni, era incinta e provò a chiamare due volte il suo compagno, ma lui non rispose al telefono. Lauren gli lasciò questo messaggio in segreteria:

Jack, rispondi tesoro, mi senti? Okay. Volevo solo dirti che c’è un piccolo problema con l’aereo. Sto bene. Sto benissimo. Volevo solo dirti quanto ti amo.

CeeCee Lyles, una delle quattro assistenti di volo, lasciò questo messaggio nella segreteria telefonica del marito.

Ciao baby… mi devi ascoltare con attenzione, sono su un aereo che è stato dirottato.
Sono sull’aereo, sto chiamando dall’aereo, ti voglio dire che ti amo.
Per favore dì ai bambini che li amo tantissimo, e mi dispiace così tanto.
Mmh, non so cosa dire.
Ci sono tre ragazzi che hanno dirottato l’aereo, sto cercando di restare calma, stiamo girando intorno, e ho sentito degli aerei che sono stati… che sono stati lanciati dentro il World Trade Center. Spero (la voce inizia a rompersi) di vedere di nuovo il tuo viso, baby. Ti amo. Arrivederci.

CeeCee Lyles aveva quattro bambini e quattro minuti dopo aver agganciato il telefono morì nello schianto, insieme ad altre 43 persone.

Luca

Immagine | Wikimedia

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Medici Senza Frontiere risponde a Beppe Grillo

Stefano Di Carlo, Capo Missione di MSF Italia, risponde (pur senza citarlo) al nuovo delirio di Beppe Grillo che ha lanciato (aiutato dal solito benemerito sindacato di polizia) una campagna di disinformazione sulla presunta epidemia di TBC importata in italia dai migranti.

Questo il succo della risposta di Medici Senza Frontiere, ma vi consiglio di leggere tutto il suo post.

È del tutto falso che le persone arrivano sulle coste italiane e girano liberamente per il paese senza alcun controllo sanitario. Vediamo il Ministero della Salute eseguire screening sanitari ogni giorno. Noi stessi forniamo screening supplementari a Pozzallo e Augusta, due dei principali siti di sbarchi in Italia.

Purtroppo, al contrario di quanto affermato in questi giorni da note figure politiche, la Tubercolosi è una malattia presente in Italia da decenni, non è stata recentemente importata dagli stranieri. Nell’ultimo cinquantennio (1955-2008), il numero annuale di casi di Tbc, registrati dal sistema di notifica nazionale, è diminuito da 12.247 a 4.418. Non si parla quindi di un riemergere della malattia.

Stefano Di Carlo, conclude così:

Invece di promuovere la chiusura delle frontiere in Italia o alzare ancora più in alto le barricate, occorre sottolineare l’importanza di investire nel sistema di accoglienza, perché uno standard di qualità del servizio è cruciale nel determinare l’evoluzione dello stato fisico e mentale di queste persone. Se dunque un reale rischio per la salute pubblica della popolazione italiana esiste, esso è rappresentato dall’esclusione sociale e dal mancato rispetto dei diritti minimi di accoglienza.

Oltre alle attività medico umanitarie in Sicilia, MSF lavora in 66 paesi del mondo, offrendo assistenza alle popolazioni colpite da disastri naturali, crisi umanitarie e conflitti, come Siria, Gaza, Repubblica Centrafricana, Sud Sudan. La realtà che ogni giorno vediamo è che chi fugge dalla guerra e dalla persecuzione ha bisogno di protezione, non di paura e ignoranza strumentali.

Non credo serva dire altro.

Luca

Foto | MSF UK

Rendere conforme il proprio sito WordPress alla nuova normativa EU in materia di cookie

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Una spiegazione esauriente la trovate nella pagina delle FAQ preparata dal Garante sulla Privacy.

Per rendere il proprio sito WordPress conforme alla nuova normativa, vi consiglio di installare un plugin, Cookie Notice, che permette di inserire una lightbox che informa i visitatori. Il plugin è ben fatto ed è facilmente personalizzabile.
Al momento dovrebbe bastare questo per rendere il vostro sito WordPress conforme alla nuova normativa europea.

Lo vedete in azione su questo sito.

Fatemi sapere nei commenti se notate problemi di visualizzazione o malfunzionamenti.

Luca

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E se succedesse a tua figlia? Riflessioni sulle foto di Jennifer Lawrence

Ci sarebbero alcune riflessioni da fare dopo il caso delle foto rubate dai telefoni di alcune attrici americane e pubblicate ormai in ogni dove.

La prima, quella più banale, da buon padre di famiglia è questa: mandate la foto di voi nude soltanto a vostra madre, o a vostra sorella se è più brutta di voi e non è gelosa, a nessun altro. Il fidanzato od il marito che oggi vi ha giurato eterno amore, domani potrebbe non prendere bene la fine del vostro legame e far vedere le vostre foto a chiunque. Se lo fate, sappiate che correte un rischio e che questo rischio è alto, perché quando una foto finisce su internet, ci resta per sempre, non c’è diritto all’oblio che conti.

C’è poi un’altra riflessione importante che andrebbe fatta (la fa, tra gli altri, Massimo Mantellini) ed è quella sulla consapevolezza che ognuno di noi ha degli effetti che possono avere le nostre azioni quando prendiamo in mano il nostro smartphone. Dubito che tutti siano consapevoli che le proprie foto vengono probabilmente archiviate sul cloud, cioè materialmente su alcuni server sparsi in giro per il mondo e che quei server, come tutti i computer del mondo, possono essere violati da gente brava che fa quello come lavoro o come hobby. Perfino le foto cancellate, o che voi credete cancellate, potrebbero nel frattempo essere state archiviate sul Cloud.
Non mi fraintendete, è un servizio ottimo ed utile, ma dubito che tutti gli utilizzatori di smartphone siano consapevoli di cosa sia il servizio cloud che potrebbero aver attivato sul loro dispositivo. E sono quasi sicuro che in molti ignorino il fatto che dai metadati di una nostra foto sia perfino possibile ricavare le coordinate GPS del luogo in cui è stata scattata e che quindi sia molto facile risalire addirittura al nostro indirizzo di casa.

Da ultimo, ma credo sia giusto evidenziarlo, c’è una strana dicotomia tra il livello di indignazione che molti in rete hanno manifestato a favore del diritto alla privacy nel caso che le nostre corrispondenze vengano intercettate dall’NSA o da qualsiasi altro organismo di spionaggio, e l’assoluta nonchalance con la quale gli stessi individui si sono precipitati a condividere ed a commentare le foto di Jennifer Lawrence così come mamma l’ha fatta (Luca Sofri giustamente lo evidenzia).
Non importa che la Lawrence sia una star del cinema. Lei come chiunque altro ha il diritto di non vedere gettate in pasto ai maiali le sue foto private.

Quando andate in giro a cercare le foto della Lawrence nuda e ne ridacchiate con i colleghi, pensate che domani potreste arrivare in ufficio e trovare gli stessi colleghi ridacchiare con la bavina alla bocca mentre guardano le foto di vostra figlia.

Il rispetto che pretendiamo per noi stessi, dovremmo riuscire ad esercitarlo anche sugli altri.

Luca

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