Di appelli, FIOM, FIAT e lavoro

Insomma, gli operai sono sempre difesi od attaccati da persone che, alla fine dei conti, non conoscono il loro lavoro.
Quando la maggioranza degli operai di Mirafiori voterà a favore dell’accordo, la FIOM dovrà fare una grossa riflessione.
Perché è giusto tutto, ma rischiare di far perdere il posto di lavoro a qualche migliaio di operai, a me pare molto grave.

Stasera, mentre tornavo a casa, ascoltavo l’intervista che Giuseppe Cruciani stava facendo a Paolo Flores D’Arcais e mi è venuto da pensare come a parlare di operai siano sempre persone che non saprebbero nemmeno infilarsi una tuta. Da operaio, intendo.

Leggete i firmatari dell’appello a sostegno della FIOM promosso da MicroMega e ditemi chi, tra loro, ha mai timbrato un cartellino in vita sua.

Lo stesso discorso vale per Landini, Camusso e Marchionne.

Insomma, gli operai sono sempre difesi od attaccati da persone che, alla fine dei conti, non conoscono il loro lavoro.
La grande massa degli operai va in fabbrica, vorrebbe poter lavorare meglio e guadagnare di più, ma non si mette a fare casino o a promuovere appelli.
Tanto che nelle fabbriche, ormai da anni, gli operai votano in maggioranza Berlusconi.
Perché se mi devo far prendere per il culo da qualcuno, val la pena scegliere quello più bravo a farlo.

Detto questo, pensavo anche che, quando la maggioranza degli operai di Mirafiori voterà a favore dell’accordo, la FIOM dovrà fare una grossa riflessione.
Perché è giusto tutto, ma rischiare di far perdere il posto di lavoro a qualche migliaio di operai, a me pare molto grave.

Perché Marchionne sarà pur stronzo, e lo è.
Ma sono stronzi anche quei 4 operai su 10 che ogni santo giorno dell’anno si danno per malati a Pomigliano e che sono difesi dal sindacato.
E che fanno pagare la loro malattia anche gli operai di Mirafiori.

Più stronzi di tutti sono, ovviamente, quelli che si fanno belli con le lotte operaie dall’alto del loro palcoscenico o dal comodo delle loro poltrone.

La gente ha bisogno di lavorare.
Per vivere.
Gli appelli e le discussioni cretine sono roba da intellettuali.

La vita vera è un’altra cosa.

Luca

4 thoughts on “Di appelli, FIOM, FIAT e lavoro”

  1. Sto per dire qualcosa che non c’entra nulla, ma non ho iniziato io. Il buon Florers ieri sera tra l’altro ha detto che in realtà il vero problema dell’Italia è quello che il Papa ha detto al corpo diplomatico in Vaticano l’altro giorno. Ora, non è questa la sede per entrare nel merito di quello che ha detto il Papa (peraltro a casa sua); mi preme sottolineare che in realtà a questi intellettuali del cavolo (stavo per dire “dei miei stivali”) degli operai della Fiat non frega un tubo, così come non gli frega niente della competitività del sistema, del potere d’acquisto dei lavoratori, della denatalità ecc…si guardano l’ombelico e il resto ruota attorno….

Comments are closed.