Diana. Sesto Fiorentino. Firenze. Italia

Gianni Cuperlo racconta la storia di Diana, ragazza conosciuta a Sesto Fiorentino che, una legge sull’immigrazione barbara, continua a non voler considerare italiana.

Ecco, questo credo sia uno dei post più belli che mi sia capitato di mettere qui sopra. E non per merito mio. La premessa è questa. Alla vigilia dell’ultimo voto per le regionali, nei miei giri toscani, sono tornato a Sesto Fiorentino. Il Pd aveva fissato una chiusura della campagna elettorale nel tardo pomeriggio. Io ho preso un treno da Firenze e alla stazione di Sesto è venuta a prendermi una ragazza molto giovane. Siamo saliti in macchina per raggiungere la casa del popolo e io, come mi capita, l’ho riempita di domande. Che faceva, se studiava o lavorava e il clima della campagna elettorale e cose cosi’. Lei rispondeva, con gentilezza, intelligenza, in un italiano bello, colto, scorrevole. Poi a un certo punto le ho chiesto su cosa aveva dato la tesi e lei ha motivato il tema spiegandomi che non era italiana ma albanese e si trovava in Toscana da quando aveva sei anni. Allora le ho chiesto alcune altre cose, per capire e perché ero affascinato da quel suo tragitto. Non abbiamo avuto molto altro tempo, mi ha invitato a un incontro (che faremo in autunno) presso la sua facoltà e io le ho chiesto se aveva voglia e piacere di scrivere un racconto della sua storia. Diana me lo ha mandato, le ho chiesto il permesso di pubblicarlo. Vorrei lo leggeste.

“Caro Gianni, … (continua)

Luca