No B Day

Il cinque Dicembre ci sarà il No Berlusconi Day.
Iniziativa nata dalla rete che sarà interessante vedere se avrà un seguito “reale”.
Diventare fan di un gruppo su Facebook è fin troppo semplice.
Decidere di uscire di casa ed andare in piazza è ben più impegnativo.

Sono piuttosto scettico e credo che i partiti farebbero bene a non cavalcare questo evento.
Di Pietro si è subito appropriato dell’evento ed ha lanciato la sua fatwa:

Chi non sarà con noi sarà alla stessa stregua del governo Berlusconi.

Io il 5 Dicembre me ne starò a casa, che in piazza non ci sono mai andato e non mi trovo a mio agio.
Se dovessi partecipare, andrei domani alle 18 in Piazza della Repubblica a Firenze per partecipare a Mille Piazze, l’iniziativa promossa da Pippo Civati:

Per la sua Costituzione, per il rispetto delle leggi. Il Pd ha millemila circoli. Li attivi. Subito, se si può. Anche perché il No-B day si svolgerà il 5 dicembre (a babbo – e Costituzioni – morti). Le ragioni le trovate credo nella vostra coscienza democratica. Non una sola manifestazione nazionale, ma una bella manifestazione in ogni città d’Italia. Non è difficile, basta volerlo.

Ma non andrò nemmeno lì.

Sono uno di quelli che ancora si illude che la democrazia si eserciti alle urne.

Luca

3 thoughts on “No B Day”

  1. «A noi non interessa cosa accade se si dimette Berlusconi e riteniamo che il finto fair play di alcuni settori dell’opposizione, costituisca un atto di omissione di soccorso alla nostra democrazia del quale risponderanno, eventualmente, davanti agli elettori»

    non a caso Bersani ha detto no, visto che si parla essenzialmente di lui

  2. @Davide Rabbini
    Non interessarsi di cosa succeda se si dimette Berlusconi è da imbecilli.
    La politica ha ancora una parvenza di serietà?
    Cioè, il segretario di un partito si dovrebbe fregare delle conseguenze di nuove elezioni.
    Il PD se si va al voto prende il 15 %.
    Bersani dovrebbe essere contento?

    La frase da te citata è populista, buona a far contento il popolo, ma indegna di una classe dirigente.

  3. un conto è la real Politik di Bersani che sa fare molto bene i suoi conti e decide che non gli conviene far dimettere B. perchè non è sicuro di vincere.
    Un altro è quel “non interessa” che non mi pare significhi “non ce ne frega nulla” quanto “è meglio far cadere b. che tenerlo su visto i risultati conseguiti negli ultimi due anni”
    Poi personalmente penso che quel 15% che i sondaggisti paventano sia in buona sostanza il risultato dell’atteggiamento del PD riguardo B.: fallimentare in termini di consenso.

Comments are closed.