Umiltà

Nell’epoca del tutti che sanno tutto, del te lo faccio vedere io, dell’arroganza assurta a stile di vita, mi ha colpito molto il saluto che Simone Padoin, calciatore della Juventus, ha lasciato ai suoi tifosi tramite il profilo Instagram della moglie.

E GRAZIE a tutti i tifosi che in questi anni ci hanno fatto sentire il loro appoggio e personalmente mi hanno apprezzato nonostante le mie qualità mediocri per il livello Juventus ma che hanno capito che in ogni occasione ho cercato di onorare la maglia dando tutto me stesso: i vostri complimenti mi fanno provare sinceramente un po’ di vergogna perché penso di non meritarmeli e per questo vi sarò eternamente grato… Me ne vado via felice e con profonda soddisfazione e fierezza pensando di aver dato anche solo un briciolo di contributo a tutti i trionfi che abbiamo avuto la fortuna di avere in questi ultimi 5 anni… In poche parole GRAZIE JUVE !!!! Vi saluto tutti con grande affetto, facendovi un grande in bocca al lupo per il futuro…

Simone Padoin

Luca

Via | Il blog di Linus

Elisabetta e Silvio

Quelli nella foto sono Elisabetta e Silvio.
Lei, è Elisabetta Ballarin, la ragazza che avete conosciuto come la donna delle Bestie di Satana.
Lui è Silvio Pezzotta, il padre di Mariangela, uccisa da Andrea Volpe, quello che avete conosciuto come il leader delle Bestie di Satana.
Elisabetta sconta una condanna a 23 anni di carcere per concorso nell’omicidio di Mariangela.

La foto è stata scattata il giorno in cui Silvio ha premiato Elisabetta con una Borsa di Studio intitolata alla madre di lei, morta in un incidente.

Se avete un’ora di tempo, vi consiglio di guardarvi l’intervista trasmessa dalla TV Svizzera.
Quello che ci hanno raccontato su quella terribile vicenda di cronaca nera è molto distante dalla realtà.

È la storia tragica e bellissima di una donna punita oltre ogni limite per un delitto nel quale ebbe un ruolo secondario e che non fece mai parte delle Bestie di Satana.
Andrea Volpe, responsabile in tutto di 4 omicidi, è stato condannato a 20 anni di carcere.
Lei, colpevole di averlo coperto in uno dei 4 omicidi, deve scontarne 23.

Due anni fa Elisabetta ha inoltrato richiesta di grazia al Presidente della Repubblica.
Tra i firmatari della richiesta, c’è anche Silvio, il padre di Mariangela, per il cui omicidio Elisabetta sta scontando la sua condanna.

Luca

Via | Mante

Mi fido di te?

Ho paura degli aerei.
Mi è capitato di prenderli, certo, non ho una fobia vera e propria, ma è il posto nel quale mi sono trovato più a disagio in vita mia.

Ho un leggero disagio anche in treno, o in autobus, per non parlare di quando vado in macchina e guida una persona che non conosco più che bene.

Ci ho pensato spesso e credo che la mia difficoltà sia quella di affidare il mio destino ad un’altra persona.
Che sia un macchinista, un autista od un amico che guida la macchina.

Eppure tutti noi ogni giorno affidiamo la nostra vita ad altri.
O affidiamo la vita dei nostri cari.
Ogni volta che i nostri figli salgono su uno scuolabus o varcano la porta di una scuola, in quel momento noi passiamo ad altri la custodia delle cose che abbiamo più care al mondo.
È una sorta di patto sociale, che non possiamo che sottoscrivere.
Ci siamo costretti.

Per questo rimaniamo così sconvolti quando scopriamo che una persona ha violato questo patto.
Succede quando veniamo a sapere di una maestra che maltratta un bambino a scuola, o di un autista che guida ubriaco.
O, magari, di un depresso che decide di schiantarsi con un aereo di linea contro una montagna.

Tu, pilota di aereo, hai sottoscritto con noi un patto.
Ti abbiamo affidato le nostre vite o, magari, quelle dei nostri figli in gita scolastica.
Quello che hai fatto è imperdonabile.
Perché se il patto sociale di mutua assistenza che abbiamo sottoscritto insieme, si rompe, allora crolla tutto.

Caro pilota depresso, l’altro giorno non hai soltanto ucciso 149 persone e distrutto la vita di decine di famiglie.
Tu l’altro giorno hai rotto un patto inviolabile.
E noi abbiamo bisogno di sapere che quel patto è saldo.

Ogni volta che quel patto si rompe, si stacca un pezzettino dell’amalgama che tiene insieme la nostra società.
E noi, di quell’amalgama, ne abbiamo bisogno.
Per poter continuare a credere che sia possibile convivere insieme.

Luca

Immagine | Time (Imago/Zumapress)

E di nuovo cambio casa, di nuovo cambiano le cose

Oggi, dopo 7 anni, finisce la mia esperienza in Dada.
Esattamente 7 anni fa mi chiudevo dietro le spalle un’altra porta.

Sono stati anni belli, a volte duri, a volte faticosi, spesso divertenti.
Ho conosciuto un sacco di belle persone che porterò nel cuore.

Da domani si riparte, in un un’altra città, con nuovi colleghi, nuovi ruoli e con un po d’ansia.

Dicono che cambiare faccia bene.
E sarà sicuramente così.

Luca