Il watergate di Obama. La fine dell’innocenza di internet

Il Washington Post ha pubblicato poche ore fa quello che potrebbe essere uno dei più grossi scoop degli ultimi anni.

La questione è piuttosto semplice ed è anche perfino poco sorprendente, ma tra l’ipotizzare un fatto e vederne la dimostrazione nero su bianco, c’è tutta la differenza del mondo.

Insomma, c’è un programma dei servizi segreti americani, denominato PRISM, il cui scopo è quello di collezionare i dati provenienti dai server di nove grandi internet companies.
La cosa soprendente sta tutta qui.
Microsoft, Yahoo, Google, Facebook, PalTalk, AOL, Skype, YouTube e Apple hanno concesso l’accesso ai dati degli utenti presenti nei loro server.
Il brief che ogni mattina la CIA consegna al Presidente, pare sia redatto in gran parte con i dati di PRISM.

Lo scopo è la sicurezza nazionale.
Non so nemmeno dire se sia giusto o sbagliato.

Ma è una notizia clamorosa.
Di quelle che possono mettere in seria crisi una presidenza americana.

E possono far riflettere su come mai, tutta questa meraviglia di internet sia quasi totalmente gratuita per tutti.
I dati, sono una nuova incredibile fonte di ricchezza.
Inutile girarci intorno.

Il dibattito sull’etica delle grandi internet companies si farà sempre più interessante e deciderà probabilmente lo sviluppo della rete nel medio termine.

Dovremo ragionarci senza isterismi e considerando che tra riuscire ad evitare o meno un attacco come quello dell’11 Settembre c’è tutta la differenza del mondo.

Luca

Ancora su Microsoft e Yahoo!

L’ormai prevedibile fusione tra Microsoft (monopolista dell’ambiente desktop) e Yahoo! (il secondo protagonista per importanza di servizi online) continua a suscitare molte perplessità.
Sarà perché Microsoft non ha mai molto creduto nella capacità di penetrazione della rete (“The Internet? We are not interested in it”, Bill Gates, 1993), sarà perché il colosso di Redmond tende a trasformare in monopolio ogni sua attività o sarà semplicemente perché nessuno potrebbe preferire Hotmail a Gmail o Live Spaces a Flickr.
Comunque sia, ha probabilmente ragione Mantellini quando dice che il momento è buono per l’affermazione di qualche nuovo protagonista:

In realtà cosa accadrà è completamente oscuro e al contempo abbastanza prevedibile, per la semplice ragione che è già accaduto più volte in passato. I tempi sembrano ormai maturi per un nuovo Mario Rossi che dal garage di casa propria trovi la maniera per stupirci con qualcosa di completamente nuovo. Succederà ancora e non ci sarà molto da fare per nessuno dei giganti odierni se non rumorosamente adeguarsi. Almeno fino a quando la rete Internet continuerà ad essere libera le cose continueranno ad andare così.

Insomma, Microsoft comprerà Yahoo!, e lentamente gli utenti migreranno verso i servizi di Google o verso i servizi di chi sarà sufficientemente bravo per sfruttare lo spazio lasciato temporaneamente vuoto.

Con buona pace di Microsoft e dei suoi schifosissimi ed inutilizzati (a parte in Italia) Messenger, Live Spaces e compagnia bella.

Luca

Microsoft alza la voce

La notizia è di quelle devastanti.
Sono anni che se ne parla, ma alla fine è successo.

Microsoft prepara la scalata ad Yahoo!.
L’obiettivo è quello di contrastare Google, soprattutto nel mercato dell’advertisement.

E’ probabile che l’operazione possa andare a buon fine, anche perché Yahoo! sta attraversando una crisi importante.

La domanda a questo punto nasce spontanea.
Riuscirà Microsoft a rovinare quanto di buono ha fatto Yahoo! fino ad ora?
E soprattutto: ho fatto bene a rinnovare il mio account Pro su Flickr?

Luca