Obama e la Siria

Daniele Ranieri sul Foglio racconta quello che è probabilmente il piano di Obama per sostenere i ribelli siriani nell’attacco finale contro Damasco.

La notizia data da Wired qualche giorno fa, secondo la quale il regime di Assad avrebbe iniziato a miscelare i precursori del gas Sarin potrebbe dare una accelerata al piano di Obama.

La preparazione dei ribelli siriani per la spinta su Damasco potrebbe essere accelerata dalle notizie che arrivano dai depositi delle armi chimiche dove – secondo il sito di Wired (ha già dimostrato in passato di avere una fonte affidabile) – il governo siriano ha ordinato ai militari di miscelare in piccola quantità i due elementi, i cosiddetti precursori, che assieme compongono il Sarin, un tipo di gas nervino. Il Sarin, oltre a essere ovviamente letale, è anche instabile, corrosivo e decade molto velocemente, diventa inutilizzabile nel giro di pochi mesi. Potrebbe essere un messaggio agli americani di Assad, che sa che i siti sono sorvegliati. Lunedì il sito della rivista Atlantic ha scritto che il Mossad negli ultimi due mesi ha chiesto due volte alla Giordania per conto del governo israeliano l’autorizzazione a bombardare i siti delle armi chimiche e anche che droni israeliani volano sul confine tra Siria e Giordania. A novembre il grande radar siriano M1 che controlla lo spazio aereo verso sud, verso la Giordania, è saltato in aria, la regione ora è un angolo cieco per Assad. Questo fronte sud, più della Turchia, conterà.

E speriamo bene.

Luca

Perché Napolitano è l’uomo dell’anno

napolitano uomo dell'anno

Wired ha eletto Giorgio Napolitano come uomo dell’anno.
Non che la cosa abbia chissà quale importanza, ma insomma, nell’era degli indignati contro la casta mi pare un’eccezione importante.
Del resto avevo già espresso la mia stima per il nostro Presidente della Repubblica.

Dopo la nomina, Wired ha pubblicato un video nel quale spiega i motivi della scelta.

Luca

Wired ed il Palio di Siena

Ora, precisiamo una cosa importante.
Una cosa è Wired rivista, altra cosa è Wired sito.
Redazioni differenti, obiettivi differenti, qualità molto differente.

La petizione per l’abolizione del Palio di Siena è stata proposta sul sito di Wired e c’è da augurarsi che la rivista non la faccia propria.

Perché, aldilà dei propri convincimenti, questa petizione è una cialtronata scritta da chi non sa nemmeno cosa sia il Palio di Siena, tanto da mettere la foto di un altro palio nel post che tenta di autogiustificare la propria sciagurata iniziativa.

Il post che annuncia la petizione, datato 6 Luglio, inizia così:

I cavalli sono al secondo giro della quarta prova, il tufo si solleva in nuvole dense mentre i contendenti delle dieci contrade sfrecciano schiacciati nelle curve. È a questo punto che Messi, cavallo della contrada Chiocciola, prende larga una curva e finisce contro una staccionata. Il cavallo viene portato in clinica, dove morirà poco dopo per uno shock cardiocircolatiorio

E basta leggere questo per capire che chi ha scritto il post e, probabilmente anche la petizione, il palio non l’ha mai visto nemmeno in televisione.
Non ricordo di aver mai visto nuvole di tufo in piazza.
L’incidente al cavallo della Chiocciola poi è avvenuto con tutta un’altra dinamica.

Sono convinto che il nuovo direttore di Wired, Carlo Antonelli, un tipo molto rock’n roll, si farà risate di questa iniziativa del sito di Wired.

Luca


Pensiero della domenica

Stamattina a colazione ho letto l’editoriale di Riccardo Luna su Wired.
Fra un paio di mesi lascerà la direzione del mensile.
Poi ci sarà modo di parlarne.
Intanto ha scritto una cosa piuttosto bella che riporto qui per intero.

Facciamo il caso che domani incontrate uno che vuole sparare ai clandestini prima che sbarchino sulle nostre coste. O anche solo fermarli con un blocco navale. Oppure, più comunemente, uno che abbia una umanissima paura, e che li veda come una disgrazia. Insomma, uno che diversamente da voi non abbia capito che gli immigrati sono un piccolo problema logistico da risolvere se ti chiami Italia e insieme una grande benedizione per un paese vecchio e stanco come il nostro.

Quelli che oggi ci appaiono come un popolo lacero e disperato, sono in realtà potenzialmente una scintilla di innovazione. Come lo furono in Silicon Valley dove indiani e cinesi, quando India e Cina erano ancora quasi terzo mondo, hanno giocato un ruolo fondamentale nel boom tecnologico. Perché chi si lascia tutto alle spalle per cercare fortuna ha fame non solo di pane ma di vita. E ha coraggio. Sono affamati e sono pazzi, direbbe Steve Jobs (che è figlio di un siriano, come Jeff Bezos ha origini cubane e Sergey Brin russe e Jerry Yang taiwanesi e…).

Ecco, non ci crederete, voi che avete il futuro negli occhi, ma ci sono italiani che non lo capiscono. E queste persone non le convincerete mai con la mozione degli affetti, la pietà umana o con il ricordo dei nostri trenta milioni di emigranti. Parlategli invece di soldi. Ditegli che gli immigrati già oggi pagano le pensioni ai nostri genitori e ai nostri nonni. Non è uno slogan, è un fatto. Ditegli che senza stranieri già oggi l’Italia resterebbe senza almeno la metà di pescatori, muratori, tate, colf, camionisti, raccoglitori, conciatori, addetti ai rifiuti: si tratta di tutti quei lavori che noi non facciamo più perché la fatica è inversamente proporzionale al guadagno, e visto che il guadagno è minimo, immaginate la fatica quanta può essere. Ditegli che fra dieci anni in Italia ci saranno 5 milioni di ultraottantenni e molti avranno bisogno di una badante: ci manderanno le loro figlie?

Ditegli insomma che se davvero sono dannatamente egoisti e vogliono fare solo il sacrosanto interesse dell’Italia, allora gli conviene far finta di essere generosi e tendere la mano a chi arriva. Si sentiranno dire “grazie”, ma se saremo capaci di accoglierli e integrarli, i disperati di oggi, siamo noi che presto dovremo ringraziarli.

Luca

Wired Italia ha una brutta cera

wired italia

Il nuovo sito di Wired Italia è brutto.
Inutile girarci intorno.
Brutto e caotico.

Ci sono pessime idee, tipo quella di telefonare ad un numero per ricevere un codice attraverso il quale accedere a contenuti extra rispetto alla rivista, e idee interessanti, tipo quella di inserire un podcast con l’audio di alcuni articoli letti da attori.

Nel complesso, mi sembra che si sia cercato di strafare, di mettere nel sito cose nuove e super-sociali, quando oggi basta fare un buon sito di una rivista e mettere i bottoni per twitter e facebook in fondo ad ogni articolo.
Il resto vien da sé.

E poi, lo so che il feed RSS è roba per vecchi tromboni come me, ma sarebbe bene che fosse reso più evidente.
Comunque, se siete appunto vecchi tromboni come me, basta che aggiungiate /rss.xml alla URL della sezione che vi interessa, ad esempio http://daily.wired.it/rss.xml.

Luca