Tanto per dirvi come è andata a finire

Tempo fa anche su questo blog si è svolta un’accesa discussione circa la polemica sorta tra Luca Sofri e Marco Travaglio sul taglio dell’intervista a Vauro ed alla Borromeo che sarebbe dovuta andare in onda a L’Era Glaciale.

Anche il titolare di questo blog si è attirato le reprimende dei seguaci di Travaglio che hanno urlato alla censura nonostante si cercasse di spiegare come la par condicio, pur essendo una legge orribile, vada rispettata.

Insomma, la celebre intervista andrà in onda domani.
Lo dice Daria Bignardi:

Domani alle 24.15 va in onda su Rai Due, come promesso dal direttore Marano (non certo da me che non ho facoltà né di tagliare né di mandare in onda nulla) l’intervista a Vauro e Borromeo che era stata tolta dall’Era Glaciale prima delle elezioni in quanto violava le regole imposte dalla par condicio. Sembra tardi, ma va in onda alla stessa ora in cui sarebbe stata trasmessa se fosse rimasta là dove doveva andare. Considerato che fino al 22 giugno vigeva la par condicio (ballottaggi e referendum), mi sembra che ventitre giorni dopo la fine della par condicio non sia male. Chi vuole la guardi, e se mi vedeste strana tenete conto che stavo cercando di difendere meglio che potevo, come impongono le regole della par condicio e del giornalismo, visto che non c’era contraddittorio, il leader del Pdl.

Luca

Se proprio volete sapere come è andata

Daria Bignardi spiega per filo e per segno com’è che venerdì scorso Marano le ha tagliato l’intervista fatta a Vauro e Beatrice Borromeo.

La settimana scorsa leggo che sta per uscire un libro di Vauro e Travaglio con Beatrice Borromeo per Chiarelettere, intitolato Italia Anno Zero. […] Li invitiamo. Il direttore Marano non fa commenti. Non li fa mai, non li ha fatti nemmeno quando ho invitato per tre settimane di seguito Debora Serracchiani, Dario Franceschini e Massimo D’Alema, tre del Pd. Sa che entro la fine del programma devo invitarne altrettanti di centrodestra e si fida che lo farò. Lo conosco da poco, ma sembra una persona che si fa un punto d’onore di difendere l’autonomia di chi lavora nella sua Rete.
In teoria in periodo preelettorale solo i politici possono parlare di politica, non gli altri ospiti. Di solito, una battuta o due ci stanno, poi si parla d’altro. Ma la settimana scorsa eravamo tutti ipnotizzati barra rincoglioniti dalla vicenda Lario-Berlusconi, una di quelle storie che dici «no, non sta succedendo veramente». La sera prima ne aveva parlato anche Annozero: una puntata in cui non erano uscite notizie clamorose, ma si erano fatte un po’ di domande. Quando ho davanti a me Vauro e Borromeo, ovviamente comincio da lì, dalla sera prima. Loro partono in quarta e non ci vanno leggeri. Dicono quello che dicono molte persone e lo fanno con molta foga. […]A un certo punto Beatrice dice qualcosa sul fatto che «lavorare ad Annozero era difficile, c’erano pressioni». Credo che questo faccia saltare la mosca al naso a Marano, che dice sempre di spendersi parecchio per Santoro (ma io ad Annozero non ho mai lavorato, bisognerebbe chiedere a Santoro come stanno le cose). Insomma, in un modo o nell’altro, per ventotto minuti si parla di Berlusconi, del caso Noemi, di che cosa ha detto Veronica, e della condizione dell’informazione italiana. […]
Quando chiudo la puntata, mezz’ora dopo, il direttore Marano mi comunica che ha tagliato l’intervista a Vauro e Borromeo perché ha violato pesantemente la par condicio. È agitato e seccato, dice che è la prima volta che deve fare una cosa del genere. […]
Sempre che ancora vi interessi sentir parlare di Noemi eccetera, quel che è stato detto lo potrete sentire dopo le elezioni, quando sarà trasmessa, ma non aspettatevi chissà che. Io poi spero che avremo altro di cui discutere, dopo le elezioni. Ma non ci conto molto.

Luca