Fin troppo facile sparare sul cantante

In rete è tutto un gran prendere per il culo Vasco Rossi per la sua nota scritta su Facebook.

Vasco in pratica dice di essere in cura per una grave forma di depressione dal 2001 e che se non fosse imbottito di farmaci non sarebbe riuscito a sopravvivere.

A me, che una persona così in vista ammetta di essere malato e faccia nomi e cognomi dei dottori che lo curano e che in pratica lo hanno salvato, pare un bella cosa nella via dello sdoganamento delle malattie psichiatriche.

Voi tornate a fare battutine e a darvi di gomito per le pasticche che ha preso Vasco e per chissà quante altre schifezze ha assunto in vita sua.
Io mi auguro che anche queste dichiarazioni aiutino una volta di più l’opinione pubblica a capire che le malattie psichiatriche non sono diverse dalle altre.
E siccome vi sentite stronzi quando prendete per il culo un uomo od una donna paraplegica, proprio non si capisce perché non vi dovremmo ritenere tali quando vi prendete gioco dei “matti”.

Luca

Con il libro nella destra e la salsiccia nella sinistra

Il primo maggio ho visto credo non più di 15 minuti, non consecutivi, del concertone.
Ad un certo punto ho visto Sergio Castellitto salire sul palco con in mano un libro.
Si riconosceva subito dalla copertina.
Era il libro nuovo della Mazzantini.

Siamo nel momento clou della serata.
Castellitto sta per presentare Vasco.

Il presentatore legge un brano del libro nel quale due personaggi discutono della musica di Vasco.

Niente di male.
Se non fosse che la Mazzantini è la moglie di Castellitto.
Insomma, una burinata in piena regola.

E poi fatemi dire una cosa bacchettona.
Annunciare Vasco con le parole: “Annuntio vobis gaudium magnum: Habemus Vasco!”, dette in piazza San Giovanni, davanti alla basilica più importante di Roma a me è parsa una mancanza di rispetto gratuita.

Soprattutto se poi penso che Castellitto ha fatto i soldi anche interpretando Padre Pio.

Luca