Se mi stai antipatica ci sarà un perché

Quando la Vezzali vinse l’oro a Pechino, ascoltai le sue dichiarazioni dopo la vittoria.
Mi sembrarono parole farneticanti di una persona un po’ troppo piena di sé.
Però stetti zitto.
Mica si può sempre criticare tutti, anche chi vince le olimpiadi…
Poi sennò mi dicono che sono intollerante e noioso.

Oggi possiamo dire che non si diventa antipatici da un giorno all’altro.
La Vezzali sarà pure una campionessa, ma potrebbe farci il piacere di limitarsi a tirare di scherma.
Che quando apre la bocca cade nel ridicolo.
La sceneggiata che si è prestata ad interpretare a Porta a Porta è roba da vergognarsi.
E’ riuscita a mettere in imbarazzo perfino il nano di arcore che non è propriamente una cosa semplice.

Gli ha regalato il fioretto. E persino concesso, durante la registrazione di Porta a Porta, il diritto di toccarla.
“Si vede proprio che di scherma i giornalisti sono ignoranti”.
Ignorantissimi, signora.
“Toccare è un’espressione tecnica”.
Vespa ha subito sottolineato il suo tecnicismo.
“Ma ci mancherebbe!”.
Purtroppo la malizia è come un prato in primavera: sempre in fiore.
“Volevo dirgli: guarda presidente che da te mi farei toccare. Ma ci fossero stati Prodi o Veltroni avrei fatto lo stesso”.
Per essere un tantino più precisi: da lei mi farei veramente toccare.
“Era un onore concesso a un uomo importante”.
Si è capito.
“In genere tocco, non mi faccio toccare”.
Signora, anche questo è chiarissimo.
“Come si può fraintendere, mi dica?”.
[…]
Comunque Berlusconi è abituato a sistemare la spada sulla spalla. E basta.
“Io e lui in qualche modo rappresentiamo l’Italia che vuole vincere”.
Io e lui.
“A quattro mesi dal parto ero di nuovo in pedana”.
Una forza della natura.
“Ho subito un grave infortunio ma non ho smesso”.
La sfida dei limiti, abbiamo già detto.
“Mi chiamano Vale, perché valgo”.

Appunto.

Luca