Un anno fa

stadlalm cavalli

Son iscritto da molto tempo a Photojojo’s PhotoTimeCapsule, un servizio che due volte al mese mi invia una mail contenente le foto più significative che ho caricato esattamente un anno fa su Flickr.

Oggi mi ha ricordato dov’ero l’anno scorso.
La location era decisamente migliore rispetto alla città puzzolente e rovente nella quale trascorro le giornate quest’anno.

Luca

La politica fatta con gli annunci cretini

giorgio rosario costa

L’uomo che vedete nella foto è il senatore del PDL Giorgio Rosario Costa.
E’ lui il genio che ha proposto di far aprire le scuole ad Ottobre.
Come se la cosa fosse possibile, visto che l’Europa ci impone di fare almeno 200 giorni di scuola in un anno.
La Gelmini, sprovveduta come il suo collega di partito, ha dichiarato:

Posticipare l’apertura dell’anno scolastico potrebbe aiutare molte famiglie e dare anche un aiuto al settore turistico. Vedremo come il Parlamento deciderà in merito.

Perché nella sua piccola mente borghese, allungare le vacanze, significa stare un mese di più in albergo in Costa Smeralda.

A questi piccoli politici abituati a fare dichiarazioni buone soltanto per i lanci di agenzia, non viene in mente che tenere un mese in più a casa i ragazzi significa non sapere cosa fargli fare a questi ragazzi, visto che i genitori se ne vanno a lavoro e magari non hanno le possibilità per pagarsi una baby sitter.

L’importante e fare dichiarazioni.
Cretine o meno non importa.

Luca

Autunni precari

Nel primo bus del rientro a lavoro dopo le vacanze mi sento un po’ come se fosse il primo giorno dell’anno.
Si riparte, si lasciano alle spalle le giornate scansonate e si riprendono le attività e gli impegni.

Oggi non è però il 1 Gennaio, alle 8 fa già un caldo soffocante e davanti non abbiamo la primavera, ma l’autunno.
L’autunno di noi precari è una specie di quaresima.
Un periodo di riflessione per capire cosa saremo quando arriverà la pasqua.

Se essere precari ha un aspetto positivo è quello di ricordarti che stronzo eri e stronzo rimani.
Che non ti devi adagiare.
Devi restare sveglio perché oggi il tuo lavoro c’è, domani chissà.

Tutto questo, nell’anno della crisi, appare ancora più vero.

Si riparte, quindi.
Con un occhio e mezzo al lavoro che fai e con la coda dell’occhio al lavoro che avrai.
Essere precari significa soprattutto non credere mai troppo in quello che stai facendo.
Se, da una parte, devi lavorare più degli altri per difendere il tuo lavoro, dall’altra non puoi mai credere troppo in quello che fai e nell’azienda per la quale lavori, perché lei non crede in te.

E’ come se ti costringesero ad amare una donna per un tempo limitato.
L’ameresti forse con più rabbia ed impegno, ma lo faresti in modo distaccato.

Insomma, il bus è arrivato alla stazione.
Ora scendo e me ne vado a lavorare.
Con impegno, ma senza amore.

Luca