My compliments to Mike Portnoy

Mike Portnoy è il batterista che venti anni fa ha dato il via ad un nuovo modo di suonare lo strumento nella musica heavy, esce dal gruppo Dream Theater.
Nel mondo della musica, nel quale gli U2, senza nessuna vergogna, stanno per pubblicare un altro album, la capacità di saper dire basta è cosa rara ed apprezzabile.

Ho talmente amato i Dream Theater da arrivare a detestare i loro ultimi mediocri lavori.
Per questo motivo accolgo con soddisfazione la notizia dell’uscita di Mike Portnoy dal gruppo.

Mike Portnoy è il batterista che venti anni fa ha dato il via ad un nuovo modo di suonare lo strumento nella musica heavy.
Ora dice di non poterne più:

Sono 20 anni che non interrompiamo il ciclo scrittura/disco/tour (dei quali ho supervisionato OGNI aspetto senza mai una pausa, e anche se qualche mese lontano dagli altri durante gli anni è stato d’aiuto, ho sperato che che la band avesse potuto esser d’accordo nel prendere una piccola pausa e ricaricare le batterie…

Tristemente, parlando coi ragazzi, è emerso che non condividono la mia opinione, hanno deciso quindi di continuare senza di me piuttosto che farmi respirare. Mi sono anche offerto di partecipare occasionalmente agli impegni della band durante il 2011, ma non ne hanno voluto sapere…

Anche se mi fa davvero male pensare i DREAM THEATER senza Mike Portnoy (cazzo, mio padre ha dato il nome alla band!!), non ho voluto impuntare i piedi… così ho deciso di sacrificare me stesso e lasciare semplicemente il gruppo.

Nel mondo della musica, nel quale gli U2, senza nessuna vergogna, stanno per pubblicare un altro album, la capacità di saper dire basta è cosa rara ed apprezzabile.

Luca


Gli U2 ed Amnesty

Credo che ogni cosa vada fatta al momento giusto
Nel 2009 gli U2 non possono più essere dei testimonial convincenti della campagna di Amnesty International contro la povertà.

Gli U2 sono ormai l’immagine della decadenza.
Sono un gruppo incapace di mettere la parola fine alla loro esperienza creativa, naufragata da almeno 10 anni.
Pubblicano dischi con il solo scopo di perpetrare il loro magnificente show da 80-100 € a biglietto.

Forse, una campagna che ha al suo centro anche la tematica della povertà, potrebbe avere oggi altri testimonial.

Luca

Il rock non è morto, altro che gli u2

Lo diceva alcuni giorni fa Ernesto Assante su Repubblica.
Il rock forse sarà anche morto, ma a volte spuntano nuovi gruppi che lo fanno tornare grande.
E’ il caso dei Kings of Leon, band americana, partita piano, ma che sta crescendo alla grande.
Proprio il fatto di non aver avuto successo immediato dopo il primo album, gli ha permesso di crescere e di non bruciarsi subito.
“Use Somebody” è un perfetto pezzo rock degli anni zero.
Altro che gli U2.

Luca

Per me non esistete da dieci anni almeno

Sono stato un discreto fan degli U2, tanto che sono uno dei pochi gruppi dei quali ho comprato, oltre a quasi tutti i cd, anche il libro con i testi tradotti.

E’ uscito il disco nuovo, del quale non ricordo il nome.
Ho provato ad ascoltare il singolo, del quale non ricordo il nome, ma non sono nemmeno arrivato alla fine tanto è brutto.
Dicono che il singolo sia l’unico pezzo decente, per cui mi risparmio di ascoltare gli altri.

Insomma, gli U2 dovevano smettere di far dischi dopo Pop.
Se avessero voluto essere leggendari avrebbero chiuso dopo Zooropa (il loro disco più sottovalutato).

Quando poi Bono inizia parlare male dei colleghi, forse significa che sarebbe proprio giunto il momento di andare a far del bene in Africa.
Veltroni è lì che lo aspetta da due settimane.

Luca