Travaglio, Prodi e Berlusconi

L’italico popolo del centro-sinistra è riuscito a resistere a cinque anni di Berlusconi grazie alla speranza che la malattia prima o poi sarebbe passata.
Una volta guariti abbiamo però scoperto che la malattia si può ripresentare.
Ce l’hanno menata per anni con la storia della libertà di informazione e del conflitto di interessi, ma gli attacchi di questi giorni rappresentano l’ennesima delusione per il succitato popolo dell’ulivo.
Ok, Prodi non è Berlusconi.
Lo so, però l’attacco di Prodi contro Santoro e contro Travaglio a me sembra un’ingerenza indebita.

I nostri politici sono abituati a dibattiti televisivi in cui non c’è mai un giornalista che faccia anche una sola domanda che li possa mettere in difficoltà.

Dalla intervista a Travaglio sul Corriere di oggi:

Sandro Curzi dice: Travaglio dovrebbe intervistare i suoi interlocutori per assicurare un contraddittorio.
«Sandro è troppo intelligente per ignorare che non c’è un solo politico disposto a farsi intervistare da me. Non raccontiamoci balle. La verità è che si trovano tutte le scuse per non entrare nel merito di quanto racconto citando documenti e fonti. Io non invento nulla».

Curioso che l’attacco a Travaglio arrivi in seguito alla lettura della lettera immaginaria firmata da Licio Gelli (che potete rivedere qui sotto).

Luca