Il caso Stamina, l’ennesimo fallimento italiano

Nessun miglioramento dei pazienti e l’ipotesi di un decesso sospetto. Questo emerge dall’esame delle 36 cartelle cliniche dei pazienti in cura con il metodo Stamina a Brescia.

Tutta la vicenda Stamina dimostra come ministri pavidi e tribunali onniscenti possano, non soltanto sperperare soldi pubblici, ma anche instillare nelle coscienze dei cittadini la convinzione che ci possano essere alternative al metodo scientifico.
E’ difficile dire ad un genitore che non c’è cura per la malattia del figlio, ma è criminale assecondare la sua disperazione per avvallare operazioni prescientifiche come quella propagandata da Vannoni e sponsorizzata da una trasmissione televisiva i cui autori prima o poi dovranno fare i conti con la loro coscienza.

Luca

Via | La Stampa

Sul metodo Stamina (ancora)

Matteo Bordone, sottolinea la responsabilità di alcuni personaggi pubblici che hanno sostenuto il metodo Stamina che, qualche giorno fa, ha ottenuto nuove prospettive di vita.

Quando il cosiddetto “metodo STAMINA” si rivelerà quello che è, come diversi sieri e cure miracolose simili in passato, torneremo alla scienza. In quel momento – tra non più di sei mesi – vorrei sinceramente sentire Davide Parenti (autore delle Iene), Giulio Golia (presentatore delle Iene) e Rosario Fiorello chiedere scusa. Vorrei sentirli chiedere scusa per avere sostenuto con forza e spirito partigiano il cosiddetto “metodo STAMINA”. Non basterà la buona fede, non si potrà dire: «Abbiamo provato. Purtroppo le nostre speranze non sono bastate». Dovranno dire che hanno sbagliato, hanno sbagliato di grosso, sono stati irresponsabili e populisti. Dovranno chiedere scusa e usare la propria immagine per sostenere la scienza, quella noiosa col camice nei laboratori e nelle corsie, quella che lavora per conto di milioni di medici e infermieri e pazienti che lottano quotidianamente contro le malattie. Fare finta di niente non sarà ammesso.

Perché altrimenti – dico a voi e a tutti quelli che faranno come voi – è facile. Molto facile. Tanto i malati non siete voi, i medici non siete voi, le speranze, i soldi e la fatica quotidiana non sono le vostre.

Luca

Le Iene e il metodo Stamina

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Marco Cattaneo, direttore di Le Scienze, Emanuele Menietti, giornalista del Post, ed altri, hanno posto 10 domande a Giulio Golia delle Iene, il principale artefice del successo mediatico del metodo Stamina, presunto trattamento a base di cellule staminali, contestatissimo dai ricercatori, sbeffeggiato da Nature e bloccato pochi giorni fa dal Ministero della Salute.

Le 10 domande le potete leggere sul blog di Emanuele Menietti, che così le introduce:

Molti degli spettatori che hanno visto i servizi delle Iene, e che basano buona parte della loro informazione sulle cose che vedono in televisione, probabilmente non si sono potuti fare un’idea completa di tutta la storia di Stamina. Per questo motivo, e per riportare un po’ di ordine, un gruppo di giornalisti scientifici ed esperti – che si sono occupati con articoli e commenti di Stamina – ha deciso di proporre dieci domande a Golia e alle redazione delle Iene.

Io mi limito a riportarvi l’ultima.

10 – Se il metodo Stamina si dimostrasse inefficace, che cosa si sentirebbe di dire alle famiglie dei pazienti e all’opinione pubblica?

Nel blog di Marco Cattaneo, mi ha colpito un commento:

Sapete qual è il problema? Che, al di là degli interessi di audience, visibilità e quant’altro (che di sicuro esistono e incidono), io credo che davvero Golia e le Iene credano di essere nel giusto. E questo secondo me è ancora più grave, la totale mancanza di fiducia della gente nella comunità scientifica e più in generale, nel metodo scientifico in sé. Questo è molto triste…c’è qualcosa che non va.

Anch’io, penso proprio che sia così.

Luca

Foto | Giornalettismo