Non sappia la tua mano destra

Ivan Scalfarotto ha scritto una cosa che rispecchia più o meno il mio pensiero sul fatto che Celentano devolverà in beneficenza il suo cachet per andare a Sanremo.

Il fatto che Celentano dia i suoi soldi in beneficenza o li spenda per comprarsi ostriche e tartufi non cambia di un’unghia la questione se il suo cachet abbia un senso oppure no. Il problema sta nel pagamento a carico del contribuente: una volta che quei soldi sono usciti dalla Rai, che fine facciano è affare completamente suo. Anzi, per dirla tutta la beneficenza è molto più simpatica quando è anonima.

Ho detto che questo è più o meno il mio pensiero.
Io avrei aggiunto che questa è una cafonata degna di uno che si sente un padreterno, ma Scalfarotto è più sobrio di me.

Luca

Beppe Grillo ed il diritto di cittadinanza

Beppe Grillo si schiera contro il diritto di cittadinanza ai bambini nati in Italia

Beppe Grillo non è molto lontano dall’essere un qualunque populista di destra.
Da noi, le cose funzionano un po’ al contrario, per cui i garantisti sono a destra e i giustizialisti sono a sinistra.
Così Beppe Grillo, considerato di sinistra, si schiera con la destra contro il diritto di cittadinanza ai bambini nati in Italia.

La cittadinanza a chi nasce in Italia, anche se i genitori non ne dispongono, è senza senso. O meglio, un senso lo ha. Distrarre gli italiani dai problemi reali per trasformarli in tifosi. Da una parte i buonisti della sinistra senza se e senza ma che lasciano agli italiani gli oneri dei loro deliri. Dall’altra i leghisti e i movimenti xenofobi che crescono nei consensi per paura della “liberalizzazione” delle nascite.

Del resto il messaggio del capo era stato recepito anche in Regione Emilia Romagna, dove il Movimento 5 Stelle si era astenuto in una votazione su questo tema.

Una proposta come il diritto di cittadinanza si può sostenere oppure no. Se dici che non è importante, significa che sei contrario.

Il Movimento 5 Stelle, negli ultimi sondaggi, lo danno al 7%.
Così, tanto per chiarire come stiamo messi.

Luca

Via | Ivan Scalfarotto

Due o tre cose sul governo Monti. E sui poteri forti

i poteri forti

Ieri si è insediato il governo di Mario Monti.
Non sto qua a ripetere quanto siano competenti e preparate le persone che lo compongono.
Vi consiglio, per iniziare, di leggere il profilo che fa Ivan Scalfarotto di Corrado Passera, figura centrale in questo governo.

Non mi pare nemmeno utile rimarcare quanto questo governo sia ben voluto ai poteri forti.
I poteri forti sono forti.
La politica non è forse mai stata così debole.
Lo è stata la maggioranza di centro-destra, ma lo è stata anche l’opposizione che non ha saputo proporre un’alternativa credibile al ridicolo governo Berlusconi.
Ve lo immaginate in questo momento un governo con PD, Di Pietro e Vendola?
I poteri forti sono forti, si diceva, ed hanno deciso, stimolati dal Presidente della Repubblica, che forse era il caso di provare a sistemare questo paese.

Ora siamo qui.
Tutti, o quasi tutti, con delle alte aspettative su questo nuovo governo.
Siamo fiduciosi che Monti riesca a rimettere in carreggiata l’Italia.

Questa deve essere una fase, però.
I partiti si lecchino le ferite e si preparino a rilanciare la loro iniziativa.
Hanno un anno abbondante di tempo.

Perché se nel 2013 il governo Monti avrà fatto bene il suo lavoro ed i partiti si presenteranno nello stesso modo in cui si presentano oggi, sarà complicato convincere gli Italiani che la democrazia è meglio del governo degli illuminati.

E la colpa sarà della politica, non dei poteri forti.
Che quelli si sa che sono forti.

Luca

Te guarda ‘sti svedesi

Dopo incredibili peripezie ha aperto il negozio Ikea di Catania.
Si sa che da sempre l’Ikea è gay-friendly, è sufficiente essere stati una volta in un loro negozio per notarlo.
La campagna di Ikea fa pensare, quindi.
Lo fa a maggior ragione perché ideata per promuovere l’apertura di un negozio nel profondo sud, non a Stoccolma.

ikea catania

Dopo incredibili peripezie ha aperto il negozio Ikea di Catania.
Uno dei manifesti è quello che vedete qui sopra.

Si sa che da sempre l’Ikea è gay-friendly, è sufficiente essere stati una volta in un loro negozio per notarlo.
Ikea è anche una delle aziende che supportano Parks, e questa campagna pubblicitaria evidentemente risponde proprio all’esigenza di favorire la valorizzazione delle diversità nel mondo del lavoro.

La campagna di Ikea fa pensare, quindi.
Lo fa a maggior ragione perché ideata per promuovere l’apertura di un negozio nel profondo sud, non a Stoccolma.

Anche se fonti verificate dicono che a Catania questi cartelli nessuno li abbia visti.
E anche questo fa pensare.

O magari, se non vogliamo pensare male, potremmo ipotizzare che fosse una campagna destinata soltanto al web.
E pure questo fa pensare.

Luca