Il disastro della politica

In tanti auspicavamo che l’anno sabbatico concesso dal governo Monti ai nostri partiti potesse essere usato da questi ultimi per darsi un rinfrescantina, sistemarsi il trucco, riprendersi il filo delle labbra con il rossetto.
Dopo un paio di mesi interlocutori pare però di capire che l’occasione verrà persa dai partiti ed il teatrino è destinato a riaprire tale e quale a com’era prima.
Gli attori con il trucco sfatto, il teatro spoglio e la stessa identica sensazione di miseria e di decadenza.

La settimana di cortocircuito politico, ma forse perfino mentale, è stata raccontata egregiamente da Luca Sofri, ed è stata purtroppo confermata dalla lettera di Monti pubblicata oggi dal Corriere, lettera che non serve a niente e che Monti poteva evitare.

Ieri sera, da Santoro, c’è stata direi la celebrazione migliore della settimana folle che abbiamo vissuto, con operai arrabbiati che urlavano improperi contro i politici, Rosy Bindi che fingeva di essere all’opposizione e che a lei non si può rimproverare niente, Travaglio che se la rideva come sempre e Landini che accumulava consensi per il partito FIOM.

Perché alla fine viene da pensare che uno scatto in avanti della politica, ma oserei dire perfino della società, non lo voglia nessuno e che lo squallore che denunciamo ogni giorno in realtà ci piaccia a tutti e ci piaccia pure parecchio.
Un po’ quello che dice Luca Sofri.

Monti torna lunedì: lasciamo finire questa settimana. Poi segniamoci tutte le cose dette e lo spazio che abbiamo dato loro (“elezioni a ottobre” comprese) e quando ci rifaremo la domanda “come sarà la politica dopo il governo Monti” avremo la risposta. Sarà come prima, e forse ci faceva meno schifo di quanto andavamo dicendo.

Luca

La paranoia di Santoro

u quanto Santoro remi per sé stesso più che per la fine di Berlusconi o per il trionfo di un’Italia diversa lo si desume dalla cosa che ha scritto oggi sul sito di Anno Zero.
In pratica si è incavolato perché hanno mandato Benigni su Rai Uno, togliendogli spettatori.

Su quanto Santoro remi per sé stesso più che per la fine di Berlusconi o per il trionfo di un’Italia diversa lo si desume dalla cosa che ha scritto oggi sul sito di Anno Zero.
In pratica si è arrabbiato perché hanno mandato Benigni su Rai Uno, togliendogli così spettatori.

Cari amici,
ci tengo a ringraziarvi di cuore per aver seguito in tanti il nostro programma anche ieri sera. La partenza del Festival è stata anticipata di mezz’ora e il monologo di Benigni è durato 52 minuti. Questa volta Sanremo non ha ospitato una straordinaria performance ma ha inglobato un intero show. Tuttavia quattro milioni di spettatori bastano per dimostrare che Annozero è indispensabile e che nessuna circostanza può giustificare il tentativo di ridurre la televisione ad un programma unico. Benigni è sempre Benigni. Ma è stato usato per cancellare la diversità . L’operazione, grazie a voi, non è riuscita; e noi continueremo ad amarlo lo stesso. Noi.

Benigni a Sanremo per tappare la bocca a Santoro.
Questa si chiama paranoia.

Luca

Via | Il Post

L’incompetenza dei vertici RAI

La sospensione di Santoro è ovviamente una cosa liberticida, ma è soprattutto un’idiozia.
Perché si toglie a RAI DUE il suo programma di maggior successo (fa il doppio di ascolti di X Factor, per intendersi) facendo perdere soldi all’azienda e a noi cittadini che la sovvenzioniamo.

E poi si concede un assist incredibile a Santoro che conclude la puntata cantando Gaber insieme a Formigoni.
Masi è diventato lo zimbello perfino del centro-destra.

Luca

E adesso tutti contro tutti

Non guardo talk show da mesi.
Un po’ perché non ho tempo, un po’ perché ogni volta rischio l’infarto per l’arrabbiatura.

Dicono che l’altra sera ad Anno Zero si sia realizzata la rottura tra Santoro e Travaglio, sancita poi con due lettere pubblicate su Il Fatto.

Travaglio se l’è presa perché, dopo che Belpietro aveva evocato le frequentazioni del giornalista con un militare dell’antimafia che poi è risultato essere un colluso, Santoro non lo avrebbe difeso a sufficienza.
Insomma, Travaglio, che con le presunte frequentazioni ed i sospetti di collusione, ci ha costruito una carriera giornalistica e scritto qualche decina di libri, non tollera che con lui sia usato lo stesso metro.

E’ umano, niente di strano, ma ci riconsegna Marco Travaglio tra le persone che commettono errori di valutazione non solo sugli altri, ma perfino su di sé.

Ora il fronte Di Pietro-Beppe Grillo-Marco Travaglio-Santoro si è disgregato.
Siamo al tutti contro tutti.
A furia di spargere sospetti, finisce che anche i tuoi amici sospettano di te.
E finisce che rimani solo.

Luca