Come è messa l’industria musicale

Oggi è uscito il nuovo disco di Samuele Bersani.
Hanno fatto un sito dedicato, bello, ma assolutamente scomodo da navigare.

Nel dubbio che a qualcuno venisse voglia di comprarlo, non hanno messo nemmeno un riferimento ad un negozio online nel quale sia possibile comprare il CD.
Soltanto milioni di link ad iTunes dove tra l’altro viene offerto un brano non presente sul CD che da solo potrebbe invece valere l’intero costo dell’album.
Il brano in questione è “Il Bombarolo” di De Andrè che Bersani canta con Stefano Bollani al piano.

La gente i dischi non li compra più e va bene, ma forse varrebbe la pena provare a promuoverli.

Poi andrebbe fatta anche tutta una discussione sul perché tutti indichino sempre come unico negozio online iTunes, come se non ce ne fossero altri.
Ma qui entriamo nel conflitto di interessi.

Luca

Un periodo pieno di sorprese

Samuele Bersani, oltre ad essere un grande cantautore, è anche un tipo un po’ strano.
Nel senso che oggi è uscito il secondo singolo del nuovo album e nel suo sito non si trova niente.
Il suo sito a dir la verità praticamente non esiste, visto che è in rifacimento.

Allora, mi metto io a fare un po’ di pubblicità.
“Un periodo pieno di sorprese” è una bella canzone.
L’album “Manifesto Abusivo” esce il 2 Ottobre per SONY BMG.

Luca

Sono un portatore sano di sicuro precariato

Fra due mesi scade il mio attuale contratto di lavoro.
Il colloquio con il direttore del personale è già stato archiviato un mesetto fa.

Le faremo sapere prima possibile, comunque con un buon anticipo sulla scadenza del contratto.

Bene. Grazie. Arrivederci.

Intanto tutto tace.

Ed io sono costretto a riprendere la mia attività di ricercatore di occupazione.
Non mi posso permettere di scoprire di essere disoccupato un mese prima della scadenza del contratto.
La congiuntura internazionale gioca a mio sfavore, ma non mi deprimo.
Qualcosa troverò.
Magari resterò qui.

O magari il CEO di una grande azienda leggerà questo post e mi assumerà come supremo direttore di un qualche galattico ufficio.
Io sono disponibile.

Intanto mi ascolto Bersani e affronto con ottimismo il futuro.

Luca

Le mie parole

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Stamani in ufficio risuonano le note e le parole di Samuele Bersani.
Non sono mai riuscito a capire se mi piace o no.
In verità alcune sue canzoni mi piacciono molto.
Altre sono troppo ostiche per i miei gusti.
Troppo ricercate.

Un pezzo bellissimo è “Le mie parole”.
Eccole:

Le mie parole sono sassi
precisi aguzzi pronti da scagliare
su facce vulnerabili e indifese
sono nuvole sospese/gonfie di sottointesi
che accendono negli occhi infinite attese
sono gocce preziose indimenticate
a lungo spasimate poi centellinate
sono frecce infuocate
che il vento o la fortuna sanno indirizzare
Sono lampi dentro a un pozzo, cupo e abbandonato
un viso sordo e muto che l’amore ha illuminato
sono foglie cadute/promesse dovute
che il tempo ti perdoni per averle pronunciate
sono note stonate/sul foglio capitate per sbaglio/tracciate e poi dimenticate
le parole che ho detto,
oppure ho creduto di dire lo ammetto
strette tra i denti/passate, ricorrenti/inaspettate, sentite o sognate…
Le mie parole son capriole/palle di neve al sole
razzi incandescenti prima di scoppiare
sono giocattoli e zanzare, sabbia da ammucchiare
piccoli divieti a cui disobbedire
sono andate a dormire sorprese da un dolore profondo/che non mi riesce di spiegare
fanno come gli pare
si perdono al buio per poi ritornare
Sono notti interminate, scoppi di risate/facce sopraesposte per il troppo sole
sono questo le parole/dolci o rancorose/piene di rispetto oppure indecorose
Sono mio padre e mia madre/un bacio a testa prima del sonno/un altro prima di partire
le parole che ho detto e chissà quante
ancora devono venire…
strette tra i denti/risparmiano i presenti/immaginate, sentite o sognate
spade, fendenti/al buio sospirate, perdonate
/da un palmo soffiate……

Luca