Prego, infierite pure

La crisi di Rifondazione è abbastanza esplicativa della crisi della sinistra italiana.

Ferrero, che vi ricordo essere stato l’unico ministro della storia di Rifondazione, insiste ad oltranza nella sua linea di durezza contro il PD e contro le componenti interne contrarie a lui.

La cacciata di Sansonetti dalla direzione di Liberazione è un episodio che si qualifica da solo e che chiarisce quanto Ferrero sia un uomo disperato.

Sappiamo tutti, è ovvio, che la sinistra non tornerà mai più al governo in Italia.
Sappiamo che questa scissione anticipa soltanto di qualche mese quella all’interno del PD ed il matrimonio tra la Margherita di Rutelli e l’UDC di Casini.

Non sarebbe male se però al popolo di centro-sinistra (e di sinistra) fossero risparmiate queste continue mazzate nei coglioni.

Lo so che l’unica soluzione per guarire questo paese è l’espatrio, ma si potrebbe avere un po’ di pietà per chi comunque ha deciso di continuare ad abitare questo stato nord-africano?

Luca

Io vi avverto prima

Leggo oggi l’ennesimo retroscena secondo cui D’Alema e Rutelli si starebbero adoperando per cercare nuovi alleati nell’UDC, mentre Veltroni sarebbe tentato da un’alleanza con la Lega.

Io di rospi ne ho ingoiati anche troppi.
Se il PD si dovesse alleare con i cattomafiosi dell’UDC o con gli xenopadani della Lega, io alle prossime elezioni voto qualcun altro.

Lo giuro sulla testa dei figli di Berlusconi.

E poi non venite a dire che non vi avevo avvertito.

Luca

Rompete le righe!

FestaAlemanno

Ora che il camerata Alemanno ha conquistato il Campidoglio, l’opera di Waltere si è compiuta.

Il fallimento è completo.

Non che voglia dire che si debba pensare ad un avvicendamento alla guida del PD, ma credo che la strategia del nuovo partito vada un po’ ripensata.

La sconfitta di Roma è emblematica.

Ha tristemente ragione Jena, oggi su La Stampa.

A questo punto nessuno può negare che il Partito democratico sia stato la grande novità politica della sinistra italiana.

La candidatura di Rutelli è stata un suicidio.
Il tentativo di arruffianarsi la Chiesa ha dato come al solito i suoi frutti avvelenati.

Questo paese avrebbe bisogno di aiuto, ma gli italiani forse non vogliono essere aiutati nel modo che vorrei io.

Forse ci dobbiamo semplicemente rassegnare all’idea che l’Italia sia un paese di destra.

La fine del tunnel, se fine c’è, è molto lontana

Luca

Foto Repubblica.it

Italia.it muore sotto il suo stesso peso

Non vi riassumo la storia di Italia.it, il portale turistico che sarebbe dovuto divenire il nostro biglietto da visita nei confronti dei turisti stranieri.
Il sito è costato molti miliardi, è stato aperto per soltanto pochi mesi ed è crollato sotto i colpi delle critiche, per altro tutte giuste.

Fra un po’ di tempo nessuno si ricorderà più di Italia.it.
Nessuno però potrà dimenticare il video di presentazione che rimarrà immortale.

Luca

Alla Scala

Se fossi un parente di uno degli operai morti o feriti nell’incidente della fabbrica di Torino credo che prenderei il minuto di silenzio inscenato alla prima della Scala come una provocazione.

Non sono vittima di un rigurgito di lotta di classe, è solo che certe persone non sono credibili a prescindere da tutto.
Lo sono ancora meno durante un evento che è talmente schifosamente mondano e vuoto da apparire fuori dal tempo.

Le persone che hanno presenziato alla prima della Scala vivono in una realtà che non è la stessa che vivono gli operai di Torino.

Come al solito il premio di “Migliore occasione persa per stare zitto” l’ha vinto Rutelli, che avrebbe dichiarato:

Abbiamo raggiunto il traguardo della prima della Scala nell’interesse del Paese. Da domani ci occuperemo del miglioramento delle condizioni di coloro che operano in questa istituzione e in tutti i teatri d’Italia.

Appunto. Da domani.
Della condizione dei lavoratori delle acciaierie, invece da quando ce ne occuperemo?
Da domani l’altro?

Si, credo che se fossi un parente od un amico di uno dei morti o dei feriti della fabbrica di Torino, vorrei che il minuto di silenzio alla Scala se lo fossero messo nel culo.
Così, tanto per non essere troppo volgare.

Luca