I 10 punti

ricordati_che_devi_rispondere

Amnesty International ha chiesto ai candidati premier nelle prossime elezioni politiche di esprimere la loro posizione su 10 punti inerenti tematiche sul rispetto dei diritti umani nel nostro paese.

  1. Garantire la trasparenza delle forze di polizia e introdurre il reato di tortura
  2. Fermare il femminicidio e la violenza contro le donne
  3. Proteggere i rifugiati, fermare lo sfruttamento e la criminalizzazione dei migranti e sospendere gli accordi con la Libia sul controllo dell’immigrazione
  4. Assicurare condizioni dignitose e rispettose dei diritti umani nelle carceri
  5. Combattere l’omofobia e la transfobia e garantire tutti i diritti umani alle
  6. persone Lgbti (lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuate)
  7. Fermare la discriminazione, gli sgomberi forzati e la segregazione etnica dei rom
  8. Creare un’istituzione nazionale indipendente per la protezione dei diritti umani
  9. Imporre alle multinazionali italiane il rispetto dei diritti umani
  10. Lottare contro la pena di morte nel mondo e promuovere i diritti umani nei rapporti con gli altri stati
  11. Garantire il controllo sul commercio delle armi favorendo l’adozione di un trattato internazionale

Amnesty pubblicherà le eventuali risposte fornite dai candidati.
Mi pare un’iniziativa interessante.

Luca

Il rapporto Amnesty 2011

Amnesty International ha pubblicato il suo rapporto 2011.
Val sempre la pena dargli un occhio.
Soprattutto alla sezione riguardante il nostro paese.

Amnesty International ha pubblicato il suo rapporto 2011.
Val sempre la pena dargli un occhio.

Soprattutto alla sezione riguardante il nostro paese (qui il PDF).
Questo l’abstract:

I diritti dei rom hanno continuato a essere violati e gli sgomberi forzati hanno contribuito a spingere sempre più nella povertà e nell’emarginazione le persone colpite. Commenti dispregiativi e discriminatori formulati da politici nei confronti di rom, migranti e persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender hanno alimentato un clima di crescente intolleranza. Ci sono state nuove violente aggressioni omofobe. I richiedenti asilo non hanno potuto accedere a procedure efficaci per ottenere protezione internazionale. Sono continuate le segnalazioni di maltrattamenti a opera di agenti delle forze di polizia o di sicurezza. Non sono cessate le preoccupazioni circa l’accuratezza delle indagini sui decessi in carcere e su presunti maltrattamenti. L’Italia ha rifiutato di introdurre il reato di tortura nella legislazione nazionale.

Luca

Due paroline sui rom

Quando si parla di Rom poi, immediatamente si scatenano i pregiudizi da una parte ed i buonismi dall’altra.
Pippo Civati segnala un articolo apparso qualche giorno fa su Avvenire, nel quale Luca Liverani fa un po’ il punto della questione Rom e spiega in che modo venga affrontata in altri paesi od in alcune felici realtà anche italiane.
Poi torniamo ad indignarci e a dire di tutto, ma ogni tanto val la pena partire da qualche dato di fatto.

Non ne ho parlato prima perché era ancora troppo presto.
Erano morti bruciati quattro fratellini e che cosa potevo dire di intelligente?

Quando si parla di Rom poi, immediatamente si scatenano i pregiudizi da una parte ed i buonismi dall’altra.

La cosa secondo me sta così.
A noi non piace come vivono i Rom, come crescono i loro bambini, come si procurano da vivere.
Almeno quelli che non si sono integrati, perché in molti lo hanno fatto e vivono in appartamenti, ma questo tendiamo ad ignorarlo.

Ma poniamo anche il fatto che tutti i Rom vivano nei campi e che a noi questa cosa non ci piaccia.
Dobbiamo in ogni caso affrontare la questione.
Possiamo chiudere i campi, spostare le persone da un posto all’altro, ma prima o poi i posti finiscono ed avere micro-campi sparsi per le periferie delle città è peggio per tutti, per i rom, ma anche per chi gli vive vicino.

Pippo Civati segnala un articolo apparso qualche giorno fa su Avvenire, nel quale Luca Liverani fa un po’ il punto della questione Rom e spiega in che modo venga affrontata in altri paesi od in alcune felici realtà italiane.

Poi torniamo ad indignarci e a dire di tutto, ma ogni tanto val la pena partire da qualche dato di fatto.

Luca

Trentacinque anni, pelle olivastra, rom insomma

Il bimbo rapito ieri è stato per fortuna ritrovato presto.
Altrimenti, saremmo già stati tutti pronti ad incolpare una ragazza rom.
Si, perché nei TG di ieri sera, descrivevano la rapitrice come trentacinquenne dalla pelle olivastra (per altro non corrispondente all’identikit).
Un altro modo per dire rom.

Intanto ieri a Prato dei rom avrebbero tentato di rapire un bambino.
Leggete la cronaca e capirete dove si può spingere il pregiudizio.
C’è un bambino in terrazza, un uomo e due donne passano di lì e l’uomo fa dei cenni al bambino allungando le braccia. Un altro uomo li vede e, avendo visto precedentemente due rom nel posteggio lì vicino, va dalla polizia dicendo che un rom aveva tentato di rapire un bambino.
Non è possibile che il signore stesse semplicemente giocando con il bimbo o facendogli dei versi?

Poi magari è tutto vero ed effettivamente il solerte signore ha sventato un rapimento, ma ho tanto l’impressione che non sia così.

Luca

Gli zingari non mandano i figli a scuola

azione rom amnesty

Amnesty sta portando avanti una lodevole iniziativa contro il piano nomadi del comune di Roma.
Il modo migliore per farlo è quello di dimostrare l’incosistenza di alcuni pregiudizi.
Tipo quello che i bambini rom non andrebbero a scuola.
Nel campo nomadi Casilino 900, recentemente chiuso da Alemanno, l’84 % dei bambini era scolarizzato.

Luca