Ogni scuola italiana, dalle medie in poi, dovrebbe far vedere ai ragazzi l’intervista a Roberto Saviano andata in onda l’altra sera a L’Era Glaciale.
Abbiamo bisogno di persone esemplari, di capire che siano i buoni e chi i cattivi.
Sennò rischiamo di finire come i ragazzi di Casal di Principe, che difendono i Casalesi e ti lasciano di ghiaccio quando dicono cose come queste:
Hanno ucciso Don Peppino Diana, ma sono cose che capitano.
“La condanna ce l’hai”. Queste le parole che un pentito ha detto poco tempo fa a Saviano per confermargli che la camorra lo vuole morto.
Continuare a parlare di Saviano è l’unico modo che abbiamo per cercare di proteggerlo.
Gaetano Pecorella è stato l’avvocato difensore in primo grado di Nunzio De Falco, il “casalese” prima assolto e poi condannato in appello per l’omicidio di Don Peppino Diana.
Oggi Pecorella è presidente della Commissione Parlamentare sulle Ecomafie.
Dall’alto del sua grande moralità si è permesso di gettare fango sulla figura di Don Peppino Diana. Roberto Saviano ha chiesto di difendere la memoria di questo prete trucidato dalla camorra.
Facciamolo ricordando quella lettera che scrisse nel 1991 ai parroci della forania di Casal di Principe.
Per amore del mio popolo
Siamo preoccupati
Assistiamo impotenti al dolore di tante famiglie che vedono i loro figli finire miseramente vittime o mandanti delle organizzazioni della camorra.
Come battezzati in Cristo, come pastori della Forania di Casal di Principe ci sentiamo investiti in pieno della nostra responsabilità di essere “segno di contraddizione”.
Coscienti che come chiesa “dobbiamo educare con la parola e la testimonianza di vita alla prima beatitudine del Vangelo che é la povertà, come distacco dalla ricerca del superfluo, da ogni ambiguo compromesso o ingiusto privilegio, come servizio sino al dono di sé, come esperienza generosamente vissuta di solidarietà”.
La Camorra
La Camorra oggi é una forma di terrorismo che incute paura, impone le sue leggi e tenta di diventare componente endemica nella società campana.
I camorristi impongono con la violenza, armi in pugno, regole inaccettabili: estorsioni che hanno visto le nostre zone diventare sempre più aree sussidiate, assistite senza alcuna autonoma capacità di sviluppo; tangenti al venti per cento e oltre sui lavori edili, che scoraggerebbero l’imprenditore più temerario; traffici illeciti per l’acquisto e lo spaccio delle sostanze stupefacenti il cui uso produce a schiere giovani emarginati, e manovalanza a disposizione delle organizzazioni criminali; scontri tra diverse fazioni che si abbattono come veri flagelli devastatori sulle famiglie delle nostre zone; esempi negativi per tutta la fascia adolescenziale della popolazione, veri e propri laboratori di violenza e del crimine organizzato.
Precise responsabilità politiche
E’ oramai chiaro che il disfacimento delle istituzioni civili ha consentito l’infiltrazione del potere camorristico a tutti i livelli. La Camorra riempie un vuoto di potere dello Stato che nelle amministrazioni periferiche é caratterizzato da corruzione, lungaggini e favoritismi.
La Camorra rappresenta uno Stato deviante parallelo rispetto a quello ufficiale, privo però di burocrazia e d’intermediari che sono la piaga dello Stato legale. L’inefficienza delle politiche occupazionali, della sanità, ecc; non possono che creare sfiducia negli abitanti dei nostri paesi; un preoccupato senso di rischio che si va facendo più forte ogni giorno che passa, l’inadeguata tutela dei legittimi interessi e diritti dei liberi cittadini; le carenze anche della nostra azione pastorale ci devono convincere che l’Azione di tutta la Chiesa deve farsi più tagliente e meno neutrale per permettere alle parrocchie di riscoprire quegli spazi per una “ministerialità” di liberazione, di promozione umana e di servizio.
Forse le nostre comunità avranno bisogno di nuovi modelli di comportamento: certamente di realtà, di testimonianze, di esempi, per essere credibili.
Impegno dei cristiani
Il nostro impegno profetico di denuncia non deve e non può venire meno.
Dio ci chiama ad essere profeti.
- Il Profeta fa da sentinella: vede l’ingiustizia, la denuncia e richiama il progetto originario di Dio (Ezechiele 3,16-18);
- Il Profeta ricorda il passato e se ne serve per cogliere nel presente il nuovo (Isaia 43);
- Il Profeta invita a vivere e lui stesso vive, la Solidarietà nella sofferenza (Genesi 8,18-23);
- Il Profeta indica come prioritaria la via della giustizia (Geremia 22,3 -Isaia 5)
Coscienti che “il nostro aiuto é nel nome del Signore” come credenti in Gesù Cristo il quale “al finir della notte si ritirava sul monte a pregare” riaffermiamo il valore anticipatorio della Preghiera che é la fonte della nostra Speranza.
NON UNA CONCLUSIONE: MA UN INIZIO
Appello
Le nostre “Chiese hanno, oggi, urgente bisogno di indicazioni articolate per impostare coraggiosi piani pastorali, aderenti alla nuova realtà; in particolare dovranno farsi promotrici di serie analisi sul piano culturale, politico ed economico coinvolgendo in ciò gli intellettuali finora troppo assenti da queste piaghe”
Ai preti nostri pastori e confratelli chiediamo di parlare chiaro nelle omelie ed in tutte quelle occasioni in cui si richiede una testimonianza coraggiosa;
Alla Chiesa che non rinunci al suo ruolo “profetico” affinché gli strumenti della denuncia e dell’annuncio si concretizzino nella capacità di produrre nuova coscienza nel segno della giustizia, della solidarietà, dei valori etici e civili (Lam. 3,17-26).
Tra qualche anno, non vorremmo batterci il petto colpevoli e dire con Geremia “Siamo rimasti lontani dalla pace abbiamo dimenticato il benessere La continua esperienza del nostro incerto vagare, in alto ed in basso, dal nostro penoso disorientamento circa quello che bisogna decidere e fare sono come assenzio e veleno”.
In vista delle elezioni il PDL si premunisce e cerca di fare il pieno di voti nel sud d’Italia.
Grazie ad un ritocchino legislativo non sarà più obbligatorio denunciare i tentativi di estorsione.
Per combattere il racket, la legge imponeva all’imprenditore a cui viene chiesto il pizzo di sporgere denuncia, pena la perdita dell’appalto.
Le cosche ringraziano e promettono fedeltà nell’urna.
Intanto, Saviano, alla faccia di chi vede sempre tutto nero nella Chiesa, in un’intervista a La Stampa dice testualmente:
Gli unici punti di riferimento morali ed etici in Campania sembrano rimasti il cardinal Sepe a Napoli e mons. Nogaro a Caserta. Il resto è proprio buio.
Ho potuto ascoltare il monologo che Roberto Saviano ha proclamato da Fabio Fazio.
Commozione, indignazione, speranza, ammirazione.
Alcuni dei sentimenti che ho provato.
Ora Fazio, Endemol, la RAI o chi per loro distribuisca il monologo di Saviano.
Lo mettano su YouTube.
Ci facciano un DVD.
Lo facciano vedere nelle scuole.
Saremo anche un paese corrotto, ma possiamo vantare persone come Roberto Saviano e come i tanti martiri della camorra che grazie a lui hanno avuto finalmente giustizia.
Vediamo di rendere pubblico il loro pensiero e la loro opera.
Lo dobbiamo a loro per riconoscenza ed a noi per recuperare la nostra dignità.
Il qualunquismo si combatte facendo vedere che non tutti sono qualunque.
Non saremo mai abbastanza grati a Roberto Saviano.
Cioè, io ieri sera mi stavo guardando una inutile partita di basket tra i LA Clippers ed i Boston Celtics e nel frattempo su RAI TRE andava in onda uno speciale su e con Roberto Saviano?
Io non lo sapevo.
Siccome si sa che i clan faranno fuori Saviano quando il clamore su di lui si sarà spento, anch’io nel mio piccolo tento di tenere alto il clamore.
Continuiamo tutti a parlare di Roberto Saviano.
Teniamocelo stretto.
Quello che sto per dire non toglie niente al coraggio dell’autore ed all’importanza di ciò che ha scritto e continua a scrivere.
Ho appena finito di leggere Gomorra e devo dire che il libro mi è sembrato bruttino.
Una via di mezzo tra un romanzo ed un saggio.
Non ha una trama, per potere essere considerato un romanzo.
Non ha una bibliografia ed una citazione delle fonti, per poter essere considerato un saggio.
Gomorra è un libro di riflessioni di Saviano sulla camorra, che vale comunque la pena leggere.
Devo però dire che chi dice che Saviano è un autore sopravvalutato, forse non ha tutti i torti.
Ieri si è appreso che probabilmente la camorra aveva progettato un attentato per uccidere Roberto Saviano, il giornalista e scrittore autore di Gomorra.
Come ha spiegato lo stesso Saviano in una recente intervista, la camorra non ha paura quando qualcuno parla di lei, ma si arrabbia moltissimo quando queste opinioni contrarie si diffondono tra la popolazione.
Un libro destinato ai soli addetti ai lavori non infastidisce nessuno.
Gomorra, che ha venduto tantissimo è, invece un libro pericoloso.
E sarebbe meglio se Saviano morisse.
E’ da tanto tempo che voglio leggere Gomorra.
Ieri pomeriggio, appena uscito da lavoro, ho comprato il libro.
Mi sembrava un buon modo per testimoniare la mia solidarietà a Saviano.
Qui sotto, invece, le illuminanti dichiarazioni di Emilio Fede su Saviano.
Tanto per non dimenticare da che parte stanno i buoni.
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