L’ecosocialismo può battere il turbocapitalismo?

Ecco, tante volte un domani a qualcuno dovesse venire in mente di dar credito a questi cialtroni.
Lui è Paolo Ferrero, è Segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista ed è stato ministro nel governo Prodi II.

Luca

Ti giunga l’espressione del mio profondo disgusto

Marco Imarisio oggi racconta la vicenda del sindaco di Giaglione, paese della Val di Susa, passaggio obbligato per il cantiere dell’alta velocità di Chiomonte.
Il sindaco, Ezio Paini, è un comunista vero, iscritto da sempre al PCI, ora a Rifondazione (quella di Ferrero), NO TAV da sempre.
Ha avuto da ridire su una baracca installata abusivamente dai NO TAV in una piazza del paese.
E Rifondazione lo ha espulso dal partito.

Ogni ordinanza, divieto o provvedimento che possa limitare l’attività del presidio No Tav è incompatibile con l’appartenenza al partito, da sempre schierato con il movimento.

Il problema è che secondo il sindaco, intorno a quella baracca gira brutta gente, i cittadini si lamentano e lui vorrebbe semplicemente che si rispettasse la legge e le cose abusive sono abusive.
In più c’è quella brutta gente.

Qui ci hanno lasciato soli con gente che fa davvero paura – dice Paini -, ma nessuno ha il coraggio di ammetterlo.

In quella baracca ci dorme gente che viene da fuori, anarco-insurrezionalisti di chiara fama che si sono ormai trasferiti a tempo pieno in Val di Susa. Prendono la parole nelle assemblee popolari, si mischiano alla popolazione, e non tutti gradiscono.

Paini, dopo aver ricevuto la notifica dell’espulsione dal suo partito, ha scritto una lettera a Ferrero, il segretario, che finisce così:

In conclusione posso solo augurarti che un giorno tu abbia vergogna di questa sciagurata scelta. Ti giunga l’espressione del mio profondo disgusto.

Il fallimento di Bertinotti pare non essere servito a nulla.
I partiti non possono sposare in toto le azioni dei movimenti.
Sono livelli diversi.
Ma forse pure il livello del sindaco di Giaglione è troppo alto per il suo ex partito.
Non sarà a un caso se in questi giorni Ferrero è a Palermo a sostenere la candidatura a sindaco di Leoluca Orlando.
Sempre per chiarire il livello.

Luca

La ferita

Il sogno infranto dei no global italiani. Perché il G8 di Genova è stato si un grave episodio di repressione da parte di uno stato contro i suoi cittadini, violenze e torture comprese, ma è stato soprattutto la morte del movimento no global italiano.

G8 Genova 2001
“Un altro mondo è possibile”. Manifesto per le giornate del summit del G8 di Genova. (Genova 20.07.01). Foto di Giulio Spiazzi

Ho appena finito di leggere La Ferita di Marco Imarisio, giornalista del Corriere, libro sul G8 di Genova, ma che in realtà parla di molte cose successe prima e di moltissime altre successe dopo quei tre giorni disgraziati del 2001.

Il sottotitolo dice molto dell’oggetto di questo libro: “Il sogno infranto dei no global italiani”.
Perché il G8 di Genova è stato si un grave episodio di repressione da parte di uno stato contro i suoi cittadini, violenze e torture comprese, ma è stato soprattutto la morte del movimento no global italiano.

Marco Imarisio parla molto di questo e lo fa molto bene, con un’analisi attenta di chi conosce bene i movimenti e le sue dinamiche.
Ci sono le cronache di quei giorni, il racconto della scellerata carica dei carabinieri in via Tolemaide che spezzò il corteo e generò tutto quello che venne dopo, cè la Diaz e c’è Bolzaneto.
Ci sono anche Luca Casarini e Piero Bernocchi e la loro cialtrona gestione di quei giorni e pure di quelli che vennero dopo.
C’è Fausto Bertinotti ed il suo tentativo di trasformare Rifondazione nel partito del movimento e di quella volta che in un’assemblea in un centro sociale per poco non ne uscì con le ossa rotte.

Se il G8 di Genova è stato per voi, come per me, la perdita dell’innocenza, vi consiglio il libro di Marco Imarisio.

Leggendo il libro ho evidenziato tre passaggi, che vi ripropongo.

Non era mai successo prima, nei fatti si tratta della costituzione di un soggetto politico che ha la sua base nei centri sociali, mai così coesi come in quel momento, e mette al centro del suo impegno i temi dell’immigrazione e della precarietà. Non si ripeterà più, e ancora oggi è lecito chiedersi cosa sarebbe stato di quella esperienza senza la ferita di Genova. Forse le pulsioni violente, che pure c’erano, sarebbero state diluite. Forse sarebbe cambiato lo sguardo delle istituzioni su certe realtà ai margini. Non lo sapremo mai.

Al contingente di cento carabinieri inviato a proteggere il battaglione che sta caricando in via Tolemaide arriva il seguente ordine: “Confermo che devi scendere per corso Gastaldi con tutti i tuoi uomini, però devi fare una cosa veloce e devi massacrare. Capito? Devi massacrare”. Questi sono i fatti che portano alla morte di Carlo Giuliani. Uno strano impasto di imperizia, caos organizzativo, rivalità tra corpi dello stato, odio che ribolliva nella pancia dei suoi uomini. Uno ha sbagliato strada, un altro si è arrabbiato ma non poteva farci nulla, le Tute bianche hanno reagito. Un ragazzo di ventitré anni non è tornato a casa.

C’erano anche loro, i cattolici. Uno degli errori più gravi compiuti dal movimento è stata la costante sottovalutazione del loro contributo. Accolti quando c’era da fare numero, mai ascoltati nelle loro poche richieste per un percorso comune. La Rete Lilliput fondata da Zanotelli è stata forse una delle novità più importanti di quella stagione, capace di mobilitare associazioni e singoli cittadini, di mischiare laici e credenti. È rimasta con il movimento anche quando la ritirata era ormai nei fatti, ricevendo in cambio insulti e insinuazioni da parte della gerarchia cattolica. Non pretendeva molto, per restare.

Se poi vi interessa, su YouTube c’è la presentazione fatta dall’autore.

Luca

Foto | #ioricordogenova

Sempre sul pezzo

Le nuove battaglie di Ferrero, segretario di Rifondazione Comunista. Bloccare il Giro della Padania.

Il segretario nazionale di Rifondazione comunista, Paolo Ferrero, annunciando nuove proteste dopo quelle di ieri in Piemonte e di oggi in Liguria, ha chiesto che “la Federciclismo annulli il Giro di Padania, evitando che i problemi aumentino. Le proteste continueranno – sostiene Ferrero – e a questo punto è evidente che non si tratta di un bluff. La Lega non può pensare di strumentalizzare in questo modo il mondo dello sport. La Federciclismo prenda atto di aver fatto un errore e annulli il giro della Padania, evitando che i problemi aumentino”.

Luca

Aver già dimostrato di saper fare le scelte giuste

Si legge sulla pagina Wikipedia di Pisapia:

Nel 1996 è eletto deputato in Parlamento come indipendente nelle liste del Partito della Rifondazione Comunista. Nella XIII Legislatura è stato Presidente della Commissione Giustizia della Camera dei deputati. Nel 1998, durante la crisi di Governo, ha votato la fiducia al governo Prodi I, in dissenso dalla linea decisa dal segretario di Rifondazione Comunista, Fausto Bertinotti.

Luca

Via | Paolo Landi su FF