Pensare prima di aprire la bocca

Ora io non vorrei sembrare cinico, ma secondo voi è sufficiente essere stati colpiti da un ictus per poter dire quello che si vuole?
Umberto Bossi non può dire qualunque cosa voglia senza mai pagarne le conseguenze, soltanto perché è malato.

Oggi ha dichiarato quanto segue:

La libertà non si può più conquistare in Parlamento ma attraverso la lotta di milioni di uomini disposti al sacrificio in una guerra di liberazione.
[…] (tra le file della maggioranza c’è) un odio razziale e ideologico contro i popoli del Nord».

Qualcuno è in grado di spiegargli che non esiste una razza dei popoli del Nord?
Come dice giustamente Pino Scaccia, questo è vero razzismo.

[…] E forse la battuta più grave riguarda il presunto …odio razziale contro i popoli del nord. Accreditando di fatto l’idea che il popolo del nord appartenga a un’altra razza. Sì, razzismo puro.

Fermatelo, non sa quello che dice…

Luca

La protesta di Zoro

Zoro

Ieri, durante la partita Messina-Inter, il giocatore ivoriano Zoro ha preso la palla e si è diretto verso il quarto uomo, con l’intenzione di fermare la partita.

Il motivo? Gli erano stati rivolti cori razzisti dai tifosi dell’Inter.
Purtroppo Zoro non ha portato a compimento il suo gesto e si è fatto convincere a continuare la partita.
Pensate cosa succederebbe se tutti i giocatori di colore smettessero di giocare quando sentono cori razzisti… Si fermerebbero i campionati.
Io sono stato allo stadio una sola volta negli ultimi anni, ed ho sentito i tifosi fare il verso della scimmia ogni volta che un giocatore di colore toccava la palla. Ormai è diventata un’abitudine.
Con il silenzio complice del resto del pubblico, delle dirigenze e dei giornalisti.

I giocatori si sono così abituati a questi cori che anche Zoro ieri sera ha affermato:

[…] non accetto che certa gente mi urli insulti razzisti a casa mia. Fuori casa ormai ci sono abituato, ma qui no[…]

Zoro non deve essere offeso nemmeno fuori casa per il colore della sua pelle.
Questa calcio fa schifo al mondo.
Non ha più niente dello sport.

Luca

Foto La Repubblica