Chiamiamola pure rivoluzione?

La disputa per le presidenziali americane non mi ha ancora entusiasmato.
E’ evidente che mi auguro che vinca Obama.
Non credo però che la politica degli Stati Uniti sia poi troppo dipendente da chi siede nella poltrona della stanza ovale.
Anche perché se fosse vero, significherebbe che George W. Bush ha avuto una qualche influenza sul destino del nostro pianeta, e questa non è una cosa rassicurante da pensare.

Prima di ogni considerazione, devo dire che trovo un lato tristemente comico in queste elezioni.
Non vi sembrerà possibile, ma c’è ancora chi ritiene rivoluzionario che un afro-americano possa diventare presidente degli Stati Uniti.
Siamo nel 2008, vero?
E la rivoluzione quindi dov’è?
Siamo ancora messi così male da ritenere il colore della pelle una discriminante sul giudizio che possiamo dare di una persona?

I quesiti sono ovviamente provocatori.
So benissimo che l’integrazione razziale è ancora una splendida utopia.

Detto questo, temo che proprio la questione razziale sia stata fortemente sottovalutata nei sondaggi.
Non vorrei che, come succede in Italia che la gente si vergogna a dire che voterà per Berlusconi, anche negli USA in tanti si siano vergognati di dire che non voteranno per Obama.
E questo non sarebbe bello.
Speriamo bene.

Luca

A seguire lo spottone di Obama di qualche giorno fa.

Il giusto pregiudizio

Ho aspettato un po’ prima di dire la mia.
Ci ho pensato ed ora sono giunto alla conclusione.

La proposta leghista di istituire classi riservate ai bambini stranieri ancora non padroni della lingua italiana è una proposta sbagliata.
E’ sbagliata prima di qualsiasi analisi.
E’ sbagliata semplicemente perché è stata proposta da un parlamentare della lega.

Chi da 15 anni inneggia al razzismo, al “padroni in casa nostra” e spruzza benzina sulla fiamma sempre accesa dell’intolleranza non può proporre una misura propagandata come viatico per una migliore integrazione dei bambini immigrati.
E’ lecito pensare che la proposta sia in realtà una misura concepita per separare i bambini italiani dai bambini stranieri.

Dite che il mio sia un pregiudizio?
Lo è sicuramente.
Non sono d’accordo con chi dice che sia sbagliato avere pregiudizi.

Ci sono alcuni giusti pregiudizi che ci proteggono dal lupo che si nasconde sotto la pelle della pecora.

Detto questo, a me sembrerebbe intelligente proporre dei corsi di lingua per i bambini stranieri che non parlano italiano. Corsi aggiuntivi da seguire fuori dal normale orario scolastico.

Mi sembrerebbe intelligente.
Ovviamente non nella scuola del maestro unico e delle sempre minori risorse.
A meno che i corsi di italiani non li faccia il maestro unico a casa sua, magari durante la cena.

Luca

La differenza tra bisogno di sicurezza e xenofobia

Dopo il trionfo della lega tutti gli opinionisti più moderati si sforzano di spiegarci come il partito di Bossi non sia xenofobo.
E’ una bugia.
Non sono xenofobe le parole ufficiali dei dirigenti della Lega, ma lo sono una buona parte degli amministratori leghisti e della base elettorale.

“La gente non è razzista, ma chiede soltanto più sicurezza”, dicono in molti.
E’ vero.

Che differenza c’è allora tra xenofobia e voglia di tranquillità, tra razzismo e diritto alla legalità?

La differenza è mentale, risiede dentro di noi.
Noi siamo impauriti dalle rapine in villa, dagli strupri e dalle auto pirata a tal punto da trasformare la nostra paura in odio.
E l’odio spesso è irrazionale e cieco.
A tal punto da estendere l’odio provato per chi ci ha rapinato a tutti i suoi concittadini.

Un romeno strupra una ragazza? Io odio tutti i romeni.

I reati devono essere puniti, sia quelli commessi da italiani che quelli commessi da stranieri.
E’ un problema di ordine pubblico e di giustizia.
In realtà non ci basta che gli stranieri siano puniti.
Se ne devono proprio andare.
E qui nasce la xenofobia.

A darci fastidio spesso sono proprio le differenze che ci separano da alcuni gruppi di immigrati.
Ci infastidiscono la parlata degli slavi, i modi un po’ cafoni degli albanesi, la ruvidezza dei romeni.
L’altro giorno, camminavo per strada, e di fianco a me c’era un ragazzo albanese, tamarrissimo, che parlava a voce altissima al cellulare.
Incrociammo una signora che si girò a guardarlo e disse con disprezzo: “Che schifo”

Ecco, quella signora avrà anche bisogno di sicurezza, ma è razzista.
Quel ragazzo era fastidioso, vestito in modo ridicolo e un po’ cafone, ma non faceva schifo.

I mezzi di comunicazione purtroppo alimentano l’ansia delle persone, evidenziando soltanto alcuni reati commessi da alcuni gruppi etnici.
Il rumeno che alcuni mesi fa investì un gruppo di ragazzi, uccidendone alcuni, destò grandissimo sdegno
Quasi nessuno ha parlato del romano che, alcune settimane fa, investì con il suo SUV una donna romena ed i suoi bambini, uccidendoli tutti.

Ognuno di noi ha il diritto di vivere in un mondo tranquillo, ma abbiamo il dovere di fare delle distinzioni tra le persone.

La politica dovrebbe aiutare i cittadini a volare più in alto e a razionalizzare le nostre paure.
La Lega, seguendo la sua identità populista, fa l’opposto: segue ed amplifica le paure del popolo.
Non trovando nessun rimedio, questo è ovvio.

Luca

Gay si nasce o si diventa?

neonato-omosex

A me la campagna della Regione Toscana per combattere l’omofobia ha suscitato poche emozioni.
L’idea del bambino con scritto homosexual sul braccialettino non sprigiona in me ondate di sentimenti travolgenti.
Alcuni fedeli commentatori però mi interpellano, così vi dirò la mia.

Il messaggio della campagna a me sembra ghettizzante, come a dire che forse è bene segnalare chi è omosessuale da chi non lo è.
Non mi piacciono molto i segnali di riconoscimento, mi rimandano a periodi bui della storia.

Il mesaggio che la Regione Toscana voleva probabilmente diffondere è che omosessuali si nasce, non lo si diventa per un “capriccio”.
Io non so che dire.
Non so se omosessuali si nasca o si diventa.
E non capisco nemmeno che cosa cambierebbe saperlo.
So soltanto che gli omosessuali sono creature come me, degne di amore e di rispetto come tutte le altre.
Non so giudicare gli omosessuali, come non so giudicare gli eterosessuali.
Non è il mio compito.

Per la Chiesa una coppia omosessuale vive in uno stato di disordine, diciamo fuori dalla Grazia di Dio.
Vero. E’ lo stesso anche per coppie eterosessuali non sposate, per mariti che vanno a puttane e così via…
Ancora una volta non sta a me giudicare.

Siccome la tematica è scottante ed il fulcro della discussione non è sapere se sia giusta o meno la campagna contro l’omofobia, vi dico come la penso riguardo alcune battaglie storiche del movimento gay.
Sulla possibilità di adozione, beh sono contrario, per motivi che a me paiono ovvi, ma forse non lo sono per tutti.
Non sono invece contrario a forme giuridiche che garantiscano i diritti di una coppia gay.
Non il matrimonio, che è una cosa diversa.
Altre forme di tutela però credo che siano sacrosante.

In ogni caso sono contrario a qualsiasi forma di discriminazione.
L’omofobia è una forma di razzismo e come tale va combattuta.
Non dalla Regione Toscana, che forse farebbe bene a spendere meglio i nostri soldi.
Magari garantendo al bambino della foto un servizio sanitario migliore.
Contenti?

Luca

Pensare prima di aprire la bocca

Ora io non vorrei sembrare cinico, ma secondo voi è sufficiente essere stati colpiti da un ictus per poter dire quello che si vuole?
Umberto Bossi non può dire qualunque cosa voglia senza mai pagarne le conseguenze, soltanto perché è malato.

Oggi ha dichiarato quanto segue:

La libertà non si può più conquistare in Parlamento ma attraverso la lotta di milioni di uomini disposti al sacrificio in una guerra di liberazione.
[…] (tra le file della maggioranza c’è) un odio razziale e ideologico contro i popoli del Nord».

Qualcuno è in grado di spiegargli che non esiste una razza dei popoli del Nord?
Come dice giustamente Pino Scaccia, questo è vero razzismo.

[…] E forse la battuta più grave riguarda il presunto …odio razziale contro i popoli del nord. Accreditando di fatto l’idea che il popolo del nord appartenga a un’altra razza. Sì, razzismo puro.

Fermatelo, non sa quello che dice…

Luca