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Forza

Concentrarsi solo sul profilattico vuol dire banalizzare la sessualità, e questa banalizzazione rappresenta proprio la pericolosa ragione per cui molte persone vedono la sessualità come una droga piuttosto che come un’espressione del loro amore. Tuttavia vi possono essere singoli casi giustificati, ad esempio quando una prostituta utilizza un profilattico e questo può essere il primo passo verso una moralizzazione, un primo atto di responsabilità per sviluppare la consapevolezza del fatto che non tutto è permesso e non si può fare tutto ciò che si vuole. Tuttavia questo non è il modo vero e proprio per vincere l’infezione dell’Hiv.
Benedetto XVI

E’ scontato che, se lo si ammette per le prostitute, lo si può ammettere anche per le coppie sposate con uno dei due partner malati.
Del resto questo tipo di tolleranza sull’uso del preservativo, come racconta Marco Tosatti su La Stampa, in pratica c’è già da anni.

Mi ricordo un’intervista di diciamo circa 25 anni fa, al direttore di una rivista di Teologia Morale, quando cominciava a sorgere soprattutto in Africa, il problema dell’Aids. Il teologo in questsone ammetteva tranquillamente, e senza paura di fulmini dal Sant’Uffizio (Ratzinger ne era già a capo) che se di due coniugi uno era sieropositivo, nella coppia si poteva fare uso del preservativo, in base al principio del “male minore”. Che è – anche se forse non lo cita espressamente – il principio alla base delle parole del Papa.

E comunque sono microscopici, ma giganteschi, passi avanti.

Luca

Avevamo i nostri buoni motivi

Non è che fossimo tutti scemi.
Quando accusano i cattolici della mia generazione di essersi fatti irretire dalla fisicità e dalla capacità comunicativa di Giovanni Paolo II si scordano della sostanza.
Si scordano che quel Papa, nonostante le sue rigidità, ci ricordò che essere cristiani è soprattutto una cosa bella e piena di speranza, che rivaluta e non sacrifica l’uomo.

Quando, nell’omelia del suo funerale, senti l’allora cardinale Ratzinger, parlare di una Chiesa sola, sballottata in mezzo al mare in tempesta dei tempi moderni, restai di sasso.
Non si potevano trovare parole più inadeguate per il funerale di Papa Wojtyła.
Questo pensai.
Dispiace, ma è così.

La cosa che ci manca è la speranza.
Non eravamo scemi a seguire Papa Wojtyła.
Avevamo i nostri buoni motivi.

Luca

Il papato e le gaffes

Il Papa è il Papa.
Almeno per noi cattolici.
Il suo magistero è incontestabile.

Credo sia però legittimo storcere il naso di fronte ad alcune gaffes fatte da Papa Ratzinger.

La storia dei Lefebvriani negazionisti, perdonati e riammessi proprio alla vigilia del giorno della memoria, sembrerebbe una barzelletta.

E’ ovvio che l’anticlericalismo prende al volo qualsiasi occasione per dar contro la Chiesa ed il Papa, ma è altrettanto evidente che alcune situazioni non possono non generare polemiche.

La leggerezza con la quale vengono pronunciate frasi o compiuti atti così importanti da un punto di vista simbolico, è incomprensibile.
Soprattutto per una istituzione religiosa che procede sempre con i piedi piombati e non compie mai gesti che possano essere in qualche male interpretati.

Di imbecillotti nella Chiesa c’è già una bella collezione; la presenza di questo esimio vescovo negazionista era proprio necessaria, vero?

Si è arrabbiato pure Ferrara, il più affezionato seguace del nostro Papa.
E questo è molto grave.

Luca

Un paese di nani, ballerine e moralisti

Pensatela pure come vi pare, ma gli italiani rimangono un popolo di moralisti.
E pure la Guzzanti non è stata da meno.

A me il suo intervento non è piaciuto molto, per un motivo principale. Anzi due.
Il primo è che Sabina l’altra sera ha abbandonato la satira e si è profusa in un’omelia dai contenuti assolutamente poco comici. E quando la gente si mette a pontificare, diventa noiosa.

Il secondo è che scomunicare un ministro perché ama il sesso orale e contemporaneamente mettere Ratzinger all’inferno perché, secondo lei, è omosessuale, a me pare una discriminazione degna del più integralista dei cattolici.

Diciamo che l’antiberlusconismo e l’anticlericalismo hanno armi migliori da spendere che non i pompini ed i “diavoloni frocioni”.

Non sono poi meno moralisti i quotidiani che, come sottolinea Massimo Mantellini, ogni giorno ci propinano le peggiori schifezze e poi si scandalizzano per le parole dette nella manifestazione dell’altra sera.

Insomma, forse varrebbe la pena lasciar perdere i gusti sessuali dei singoli e tornare a parlare delle cose importanti.
Che in ginocchio c’è un intero paese, mica solo le ministre.

Luca

Benedetto XVI

Ieri pomeriggio esco da lavoro alla solita ora e accompagno il mio collega dal meccanico. Mentre lo sto riportando a casa sentiamo alla radio la notizia che è uscita la fumata bianca. Un’elezione velocissima. Penso che sia stato eletto Ratzinger, era la candidatura delle prime ore. Saluto il mio collega e mi avvio verso casa. Sono quasi arrivato quando esce sul balcone di San Pietro il cardinale che annuncia l’avvenuta nomina. Sono parecchio emozionato, sta per essere dichiarato chi guiderà la chiesa nel prossimo futuro.

E’ Ratzinger, come mi aspettavo. Ha scelto il nome di Benedetto XVI. Devo dire la verità, ho lanciato un’imprecazione, perché speravo in un papa un po’ più aperto. E poi l’omelia che ha fatto Ratzinger per l’apertura del conclave mi ha messo un’angoscia assurda; ha una visione un po’ pessimistica del mondo e del destino della chiesa.

Dopo l’iniziale smarrimento, ho pensato che tutto sommato questo nuovo papa è assai vicino alle posizione del papa precedente, soprattutto sulla morale.

Mi girano un po’ le palle, perché questa elezione sarà strumentalizzata dai cristianoni di destra, per cercare di dimostrare che tutti i movimenti sinistrorsi all’interno della chiesa avevano sbagliato, che la vera strada è un’altra. Qualcuno dirà, come ho già sentito, che Giovanni Paolo II ha portato la gente in piazza, mentre il nuovo papa tenterà di portarla in chiesa. Si vedrà.

In questo momento penso che se è stato scelto Benedetto XVI per guidare la chiesa in questo momento, ci deve essere un motivo. E penso anche, o almeno mi auguro, che il nuovo papa ci sorprenderà. Mi fido. Devo solo mettere da parte il mio preconcetto. E dargli tempo di farsi conoscere.

Sono ottimista. Come sempre. O almeno spero.

Luca