Non distogliere lo sguardo, per capire

Il Corriere della Sera e la RAI hanno presentato “La scelta di Catia – 80 miglia a sud di Lampedusa” un documentario girato a bordo di una nave della Marina Militare italiana al comando di Catia Pellegrino, impegnata nell’operazione Mare Nostrum.

Marco Imarisio la presenta così:

Non sono le immagini dei corpi adagiati sul fondale a comporre un cimitero sotto al mare, anch’esse tremende ma in qualche modo definitive. Questo filmato fa entrare in un zona dove la vita e la morte sono vicinissime, come spiega uno dei soccorritori. L’elicotterista quasi supplica, fate in fretta, fate in fretta. Ci sono i bambini che non vogliono lasciare il corpo ormai inerte dei genitori, le donne che non urlano per farsi issare a bordo, urlano di disperazione perché accanto ci sono i loro bambini che ormai non sollevano più la testa. E poi, anche a costo di sfidare la retorica: ci sono le donne e gli uomini della nostra Marina militare. Gente con facce, vita e famiglie come le nostre. Costretti a immergersi per raccogliere i corpi di quei bambini e poi abbandonarli nuovamente in acqua, perché sulla motovedetta non c’è spazio sufficiente per i vivi e per i morti, bisogna fare una scelta. Come quella, molto più facile, di mettersi davanti a uno schermo. E guardare. Tutto, senza distogliere mai lo sguardo. Per capire, una volta per tutte.

Guardatelo questo filmato, perché leggere le cronache sui giornali non vale niente rispetto a sentire le urla di quei genitori che implorano i marinai di prendere a bordo i loro figli che stanno annegando.

Il documentario sarà trasmesso da RAI 3 in prima serata il 6 Ottobre e pubblicato a puntate sul sito del Corriere a partire dal 29 Settembre.

Abbiamo tutti un grande debito di riconoscenza verso la nostra Marina Militare.

Luca

Vi prego, togliete il basket alla RAI

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Ieri sera ho visto gara 1 delle finali scudetto di basket tra Siena e Roma.
E’ stato uno spettacolo imbarazzante dal punto di vista televisivo.

A metà campo, i riflessi delle luci, abbagliano tutto impedendo di vedere perfino le linee.
Le riprese sono amatoriali, fatte con telecamere scadenti, coordinate da una regia impreparata, che non ne azzecca una.

Lasciamo perdere che poi nell’intervallo è saltato l’impianto e hanno giocato tutto il secondo tempo senza tabelloni luminosi e countdown dei 24 secondi, con gli allenatori che gridavano a voce ai giocatori il tempo che mancava per la fine dell’azione.

Il basket italiano è in grande crisi, ma la Federazione, se vuole riportare la gente a guardarlo, bisogna che pretenda un livello qualitativo superiore a quello offerto dalla RAI.
Non voglio fare il paragone con l’NBA, dove il ritorno economico è di un altro ordine di valori, e non mi aspetto che in Italia si usino 36 telecamere per coprire una partita, ma non ci vorrebbe molto per portare la proposta televisiva ad un livello accettabile.

Il basket è lo sport più spettacolare del mondo, ma se lo riprendi con la super 8, non c’è niente da fare, sembra di vedere la partita del liceo, anche se in campo ci fosse Lebron James.

Luca

Fatwa del giorno

E’ fortemente sconsigliata (in futuro sarà vietata) la partecipazione ai talk show condotti abitualmente da giornalisti graditi o nominati dai partiti, come è il caso delle reti RAI, delle reti Mediaset e de La7.

Quindi su SKY potete andare.

Luca

Via | Blog di Beppe Grillo.

E’ giusto che ai militanti del Movimento 5 Stelle venga impedito di partecipare ai talk show?
Vota il sondaggio!

Non sappia la tua mano destra

Ivan Scalfarotto ha scritto una cosa che rispecchia più o meno il mio pensiero sul fatto che Celentano devolverà in beneficenza il suo cachet per andare a Sanremo.

Il fatto che Celentano dia i suoi soldi in beneficenza o li spenda per comprarsi ostriche e tartufi non cambia di un’unghia la questione se il suo cachet abbia un senso oppure no. Il problema sta nel pagamento a carico del contribuente: una volta che quei soldi sono usciti dalla Rai, che fine facciano è affare completamente suo. Anzi, per dirla tutta la beneficenza è molto più simpatica quando è anonima.

Ho detto che questo è più o meno il mio pensiero.
Io avrei aggiunto che questa è una cafonata degna di uno che si sente un padreterno, ma Scalfarotto è più sobrio di me.

Luca

No, perché poi ci sono anche quei geni di Altroconsumo

E’ partita la nuova crociata di questo blog contro le associazioni di consumatori e suoi simili.
Oggi parliamo male di Altroconsumo.
Non per altro, ma per la class action che ha lanciato contro la RAI per aver svolto male il suo servizio di informazione.
In pratica accusano la RAI di non aver informato i suoi abbonati in modo obiettivo e chiedono un rimborso minimo di 500 € per ogni abbonato che sottoscriva la class action.

Per ora hanno aderito 18.000 persone.
18.000×500€=9.000.000 €

Ecco, nove milioni di euro.
Che ovviamente pagheranno gli abbonati RAI, compresi quelli che hanno aderito alla class action.

Ma si può essere più cretini di così?

Luca