Di fronte all’inconsistenza del PD, pure i radicali sembrano giganti

Non sto a discutere del caso Romano e di tutte queste dannate vicende giudiziarie di cui non riesco e non voglio più seguirne l’andamento.
Dico che se un partito, quello dei radicali, in un momento come questo, fa una battaglia politica per l’amnistia, dopo averne fatta una per anni sulla condizione carceraria, ci sarebbe soltanto da esserne felici.

Qui siamo abituati a fare gran discussioni soltanto su puttane e su tangenti.

Ovvio che la scelta dei radicali è stata dettata dalla loro tradizionale voglia di mettersi in mostra, ma almeno la finalità era nobile, per quanto anch’essa discutibile.

Se il PD dovesse sanzionare i radicali che ieri si sono astenuti, non farebbe altro che certificare la sua inconsistenza di partito.
Ammesso che ci sia bisogno di certificazioni.

Luca

Pannella vuol dire fiducia

Pannella ha offerto a Berlusconi i voti dei suoi sei parlamentari per avere la fiducia.
Giulia Innocenzi, come anche tanti altri antiberlusconiani doc, si scandalizza, ma temo che non abbia capito niente del partito al quale è iscritta.
I Radicali sono tutto ed il contrario di tutto.
E figurati se Giacinto Pannella detto Marco non sfrutta l’occasione di stare per un mese al centro del dibattito politico.
Mica ci si può scandalizzare per le manovre autoreferenziali dei radicali.

marco pannella

Oggi a Radio Radicale erano tutti gongolanti perché si parla di loro.
Sono fatti così.
Basta che se ne parli e per loro va bene tutto.

Oggi se ne parla perché Pannella ha offerto a Berlusconi i voti dei suoi sei parlamentari per avere la fiducia.

Giulia Innocenzi, come anche tanti altri antiberlusconiani doc, si scandalizza, ma temo che non abbia capito niente del partito al quale è iscritta.

I Radicali sono tutto ed il contrario di tutto.
Sono anticlericali, ma alcuni anni fa sono stati persino simpatizzanti dei neo-con americani.
Oggi sono diventati ambientalisti, dopo aver gridato per anni i danni fatti dall’ambientalismo.

Pannella poi non è mai stato antiberlusconiano, tanto che ha supportato il cavaliere all’inizio della sua carriera politica.
E figurati se Giacinto Pannella detto Marco non sfrutta l’occasione di stare per un mese al centro del dibattito politico.

Suvvia, siamo tutti adulti e vaccinati.
Mica ci si può scandalizzare per le manovre autoreferenziali dei radicali.

Luca

Né morti, né assistiti

protesta malati sla

Alcuni dei più fervidi politici pro-life sono ex-radicali.
Quagliarello e Roccella su tutti.
Il primo fu quello che apostrofò come assassino il padre di Eluana Englaro in una celebre seduta del Senato.

La Roccella, invece, è Sottosegretario alla Salute ed è una che in gioventù ha scritto un manuale intitolato “Aborto: facciamolo da noi” ed oggi si fa paladina della vita.
Va bene tutto. Si può cambiare opinione nella vita.

La Roccella è nuovamente tornata in auge in questi giorni per le sue critiche rivolte alla narrazione fatta da Saviano della storia di Piergiorgio e Mina Welby.

Intanto, ieri, davanti al Ministero dell’Economia, i malati di SLA hanno protestato contro i tagli del governo grazie ai quali non potranno più pagare gli assistenti domiciliari.
Pare che abbiano ricevuto una promessa vaga che, data la situazione del governo, cadrà probabilmente nel vuoto.

Chissà che ne pensa la Roccella.
La famosa politica per la famiglia, l’assistenza ai malati e bla bla bla.

Luca

Se la Bonino vincerà lo dovrà al PD

emma bonino in visita dal papa

Non crediate che la lotta che settori del PD stanno inscenando contro Emma Bonino sia un atto emotivo o mosso da motivi ideologici.
Si tratta di una precisa strategia elettorale.

Se il PD fa campagna contro la propria candidata lo fa perché è il modo più sicuro per farla vincere.
La gente vede il PD farle la guerra e pensa che votarla debba essere indiscutibilmente una cosa buona e giusta.

Sulle consuete sceneggiate inscenate dalla Bonino con i rituali scioperi della sete, c’è poco da dire.
Sono i Radicali, sono fatti così.
Ottenere il consenso facendo sempre il massimo del casino.

Chi l’ha candidata lo sapeva.
E Bersani infatti pare averlo capito.

Luca