Sai che facciamo? Aumentiamo le tasse sulla benzina

Con una situazione economica in cui tutte le materie prime stanno raggiungendo record storici, con il prezzo del petrolio stabilmente sopra i 100 $ al barile, con una guerra in corso in Libia e molte rivoluzioni interne in altri paesi produttori di gas e di petrolio, con una delle più grandi potenze economiche mondiali in difficoltà a causa di un disastro naturale, con un dibattito revisionista sul nucleare in tutta Europa, il governo cosa fa?
Aumenta le accise sulla benzina.

Che poi, a parte ogni valutazione sulla questione morale, questo governo deve essere contestato soprattutto per la sua inefficienza e per il suo prendere spesso decisioni sbagliate.

Con una situazione economica in cui tutte le materie prime stanno raggiungendo record storici, con il prezzo del petrolio stabilmente sopra i 100 $ al barile, con una guerra in corso in Libia e molte rivoluzioni interne in altri paesi produttori di gas e di petrolio, con una delle più grandi potenze economiche mondiali in difficoltà a causa di un disastro naturale, con un dibattito revisionista sul nucleare in tutta Europa, il governo cosa fa?

Aumenta le accise sulla benzina.
Per dare due spiccioli ai quei rompicoglioni dello spettacolo.

Ci aspetta un estate in cui il “caro benzina” sarà una delle notizie fisse nei giornali e nelle tv.
L’estate con i suoi possibili picchi di consumo elettrico è dietro l’angolo.
L’autunno con la riaccensione dei riscaldamenti ed una possibile stangata sulle bollette del gas non è poi lontano.

E questi vanno ad aumentare il costo della benzina.
Non importa se soltanto di 1 o 2 centesimi al litro.
Non si aumentano le tasse sui carburanti in un momento come questo.

Bisogna essere cretini.

Il problema non è soltanto che sono disonesti.
Questi non sanno più quello che fanno.

Luca

Il punto

Dopo un paio di mesi di campagna elettorale per l’elezione del segretario del Partito Democratico possiamo provare a fare il punto della situazione.
Ci sono due candidati: Bersani e Franceschini.
Il terzo, Marino, viene citato dai media soltanto quando c’è da parlare di bioetica e/o di diritti civili.

Tutta la menata sul ticket Marino-Civati è tramontata quasi subito.
Nel senso che Civati si è messo in disparte, in attesa della prossima occasione.
Molti dei piombini e di quanti si erano interessati ad una possibile proposta innovatrice all’interno del partito o si sono staccati subito oppure si sono ritirati in disparte.

Nel frattempo l’Italia ignora il PD e Bersani attende l’acclamazione a segretario.
Intanto il suo principale sponsor, Massimo D’Alema, potrebbe finire travolto dal fango pugliese.
Tanto per chiarire quanto la questione morale non sia importante nel partito.

Vista da qui, la situazione del PD, sembra molto più irrecuperabile oggi di quanto lo fosse due mesi fa.
Poi non ci stupiamo se la gente si rivolge ai Grillo-Travaglio.

Luca

I forcaioli che non ti aspetti contro Marino

Mi hanno chiesto di scrivere una cosa per il blog dei Mille.
Eccola.

Se c’è una cosa che mi piace della linea editoriale de Il Foglio è la sua attenzione nel non concedere nulla al giustizialismo di maniera che ormai imperversa nel nostro paese.
Giuliano Ferrara però a volte inserisce dei punti di discontinuità improvvisa in questa linea editoriale che rappresentano delle vere cadute di stile.

E’ il caso della campagna che il quotidiano dell’elefantino sta conducendo contro Ignazio Marino.
Non voglio cercare di dimostrare l’innocenza di Marino, visto che l’ha fatto già lui stesso con dovizia di particolari, ma vorrei portare acqua al dibattito sulla questione morale e sulle concessioni degli iscritti e dei simpatizzanti del PD nei confronti del giustizialismo “alla Di Pietro”.
E’ bastato leggere i commenti nel post di Pippo Civati per capire che una riflessione su di noi forse dovremmo iniziare a farla.
Si, perché siamo passati da un doveroso dibattito sulla questione morale ad un’isteria collettiva alla ricerca della persona perfetta senza macchia che non abbia nemmeno mai parcheggiato una volta in doppia fila la sua automobile.

Un partito democratico moderno deve saper distinguere tra le questioni morali vere e quelle bacchettone, queste ultime invocate spesso da chi è sempre disposto a gettare la croce addosso agli altri senza mai volersela caricare nemmeno per un minuto.
Cadere nella provocazione de Il Foglio significa far entrare nel dibattito precongressuale il clima scandalistico e becero che va bene forse nel blog di Beppe Grilllo od in quello di Antonio Di Pietro, ma forse è fuori luogo in un ambiente che dovrebbe essere garantista prima che giustizialista.

Manteniamo la calma, almeno noi.
Perché quando quest’epoca di crociate contro gli infedeli sarà finita dovremo avere la lucidità per riprendere il discorso sul dove sia finito questo nostro paese e su quale possa essere il nostro contributo per aiutarlo (ma avrei voluto scrivere “salvarlo”).

Luca

Ma migliore di che?

Io a questa favola che ci governa e chi siede in parlamento sia peggiore dei comuni cittadini non ci ho mai creduto.
Per questo motivo la convinzione veltroniana che il paese sia migliore di chi lo governa, secondo me è fasulla.

D’altra parte, se i cittadini italiani fossero davvero migliori, l’intervista a Francesco Cossiga non sarebbe passata inosservata.

Lo so che è difficile da accettare.
Ci vogliono anni di introspezione e di attenta analisi della realtà.
Alla fine però si arriva ad accettare la realtà dei fatti.
Io ce l’ho fatta. Ce la può fare anche waltere.

I fatti sono che gli italiani fanno schifo almeno quanto i nostri politici e governanti.
Pensate davvero che il vostro collega o il vostro amico, se si trovasse in parlamento, farebbe meglio?
Ne siete davvero sicuri?

Bisognerebbe che Veltroni e la sinistra cominciassero ad accettare la dura realtà e provassero a far votare per loro almeno quel 20-30 % di italiani che hanno ancora a cuore la questione morale.
Questione, tra l’altro, che al PD non interessa affatto.

Luca

Sulla manifestazione di sabato, le cose migliori le ha detto Zoro.