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Gradoli

October 26th, 2009 4 comments

Nella storia di Marrazzo fin dall’inizio mi ha colpito una coincidenza.
Il Presidente della Regione Lazio, al momento dell’irruzione dei Carabinieri, era in un appartamento in via Gradoli.
Vi dice niente?

Gradoli fu il nome uscito fuori dalla famosa seduta spiritica a cui partecipò Romano Prodi e che era evidentemente un’informazione circolata all’interno degli ambienti universitari bolognesi circa un rifugio delle BR.

L’idiozia o la malafede spinsero gli inquirenti a setacciare in lungo ed in largo il paese di Gradoli, senza nemmeno pensare a Via Gradoli a Roma.
A Via Gradoli 96 c’era un covo delle BR dove aveva alloggiato Mario Moretti.
Alla fine glielo fecero trovare lasciando aperto un rubinetto e facendo allagare l’appartamento sottostante.

Il caso ha voluto che Marrazzo il festino con il trans l’abbia fatto proprio in Via Gradoli 96, nello stesso condominio del caso Moro.

Le due storie non hanno niente a che vedere l’una con l’altra.
Ma è curioso, questo si.

Luca

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Conosci il tuo nemico

September 4th, 2009 No comments

Vittorio Feltri è un giornalista mediocre e bugiardo.
Alessandro Gilioli ha fatto un compendio riassuntivo sulle bufale inventate del nuovo direttore de Il Giornale.

Ho constatato che ho gli stessi gusti di Gilioli:

Di questa fase resta però ai posteri soprattutto l’elegante prima pagina con un disegno di Prodi nudo a quattro zampe e con il sedere alzato, pronto a farsi sodomizzare da un tappo di champagne con la faccia di Berlusconi.

Dubito che alle moltitudini che continuano a tifare per il premier e per i suoi carrettieri importi di sapere queste cose.

Luca

Lo faccio per il bene del paese

December 1st, 2008 2 comments

Sono favorevole all’iniziativa berlusconiana di mettere l’IVA al 20 % sul canone delle tv a pagamento.
Sono favorevole nonostante mi sia abbonato a SKY alcuni giorni fa (ma porca miseria!).
La pay-tv non ha bisogno di IVA agevolata; toglietela ai CD musicali, piuttosto.

Sarei anche grato a tutti gli esponenti del PD-IDV (D’Alema e Di Pietro compresi) se la finissero di far finta di gridare allo scandalo.
Hanno avuto (se non ricordo male) cinque governi (1, 2, 3, 4 e 5) per tentare di risolvere il conflitto di interessi del nano di arcore e non lo hanno voluto fare.
Ora stiano zitti.

Luca

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Se mi stai antipatica ci sarà un perché

September 17th, 2008 9 comments

Quando la Vezzali vinse l’oro a Pechino, ascoltai le sue dichiarazioni dopo la vittoria.
Mi sembrarono parole farneticanti di una persona un po’ troppo piena di sé.
Però stetti zitto.
Mica si può sempre criticare tutti, anche chi vince le olimpiadi.
Poi sennò mi dicono che sono intollerante e noioso.

Oggi possiamo dire che non si diventa antipatici da un giorno all’altro.
La Vezzali sarà pure una campionessa, ma potrebbe farci il piacere di limitarsi a tirare di scherma.
Che quando apre la bocca cade nel ridicolo.
La sceneggiata che si è prestata ad interpretare a Porta a Porta è roba da vergognarsi.
E’ riuscita a mettere in imbarazzo perfino il nano di arcore che non è propriamente una cosa semplice.

Gli ha regalato il fioretto. E persino concesso, durante la registrazione di Porta a Porta, il diritto di toccarla.
“Si vede proprio che di scherma i giornalisti sono ignoranti”.
Ignorantissimi, signora.
“Toccare è un’espressione tecnica”.
Vespa ha subito sottolineato il suo tecnicismo.
“Ma ci mancherebbe!”.
Purtroppo la malizia è come un prato in primavera: sempre in fiore.
“Volevo dirgli: guarda presidente che da te mi farei toccare. Ma ci fossero stati Prodi o Veltroni avrei fatto lo stesso”.
Per essere un tantino più precisi: da lei mi farei veramente toccare.
“Era un onore concesso a un uomo importante”.
Si è capito.
“In genere tocco, non mi faccio toccare”.
Signora, anche questo è chiarissimo.
“Come si può fraintendere, mi dica?”.
[...]
Comunque Berlusconi è abituato a sistemare la spada sulla spalla. E basta.
“Io e lui in qualche modo rappresentiamo l’Italia che vuole vincere”.
Io e lui.
“A quattro mesi dal parto ero di nuovo in pedana”.
Una forza della natura.
“Ho subito un grave infortunio ma non ho smesso”.
La sfida dei limiti, abbiamo già detto.
“Mi chiamano Vale, perché valgo”.

Appunto.

Luca

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I politici non sono tutti uguali

April 22nd, 2008 7 comments

Il luogo comune più utilizzato in Italia è sicuramente quello che recita:
“I politici sono tutti ladri”.
Esiste anche la variante: “Destra, sinistra; tanto sono tutti uguali”.

Io vorrei negare questo luogo comune.
I politici NON sono tutti uguali.
Ce ne sono alcuni che sono peggio degli altri.

E’ il caso del nano di arcore, che in pochi giorni ha già iniziato a ricordarci cosa significa averlo come presidente del consiglio.

Appena vinte le elezioni ha invitato, non si sa a quale titolo, il presidente russo Putin nella sua villa in Sardegna.
Dopo averlo allietato con i nani, le puttane ed i saltimbanchi del Bagaglino, lo ha difeso da una domanda indiscreta di una giornalista, alla quale ha mimato il gesto del mitra.
Povero Silvio, non sapeva che in Russia i giornalisti che fanno domande impertinenti vengono uccisi davvero.

Subito dopo si è inventato la storia della cordata russa pronta a salvare Alitalia.
La conseguenza è stata che Air France ha capito che non si può trattare con i buffoni e si è ritirata dalla trattativa.
Il risultato è stato l’ennesimo crollo in borsa di Alitalia con sospensione del titolo.
E ora il fallimento è praticamente garantito.

Prodi, ma nemmeno Veltroni, non si sarebbero mai sognati di fare due pagliacciate del genere.
Non le hanno mai fatte.

Torniamo ad essere governati da un buffone irresponsabile.

Luca

Analisi della disfatta

April 15th, 2008 146 comments

La batosta è stata immensa.
Il PDL ha dato 9 punti di distacco al PD.

Ecco le mie schematiche e vacue considerazioni:

  • L’effetto Veltroni ha pesato pochissimo. Alla caduta del governo Prodi la distanza tra i due schieramenti era praticamente quella di oggi. Waltere ha già fatto il suo tempo.
  • La Lega vince in tutta Italia, stravince al Nord. Brutta notizia. Vince l’intolleranza e la chiusura. Si dimostra però che, per vincere, la lucidità del leader non è richiesta.
  • La sinistra-sinistra scompare dal parlamento. Brutta notizia per la democrazia. Bertinotti ha pagato l’entrata nel governo Prodi nonostante la contrarietà di buona parte della sua base. Ora sarà una resa dei conti col coltello tra i denti.
  • Fini assume la funzione di scendilietto di Silvio. Pur di esserci ha accettato di vivere nell’invisibilità. Vale assai meno di quanto gli italiani pensino.
  • L’UDC di Casini ha fatto un mezzo fiasco. Cuffaro però ce lo ritroveremo in parlamento. Serviva un referente. Per chi? Fate voi.
  • Ferrara ha preso un eloquente 0.3 %. Bene. Si dimostra ancora una volta che agli italiani di embrioni, fecondazioni e aborti non importa assolutamente niente. Questo non è un bene, ma è la realtà. Sarebbe bene che la politica se ne facesse una ragione. E che qualcuno lo spiegasse a Pannella e alla Binetti.
  • Il nano di Arcore trionfa ancora una volta. Piace. Amen.

Ecco.
Un grande, immenso, vaffanculo a tutti.
Anche a Beppe Grillo.

Luca

Consegne straordinarie

February 22nd, 2008 No comments

Quello che vedete sopra è il trailer di “Rendition – Detenzione Illegale“.
Il film, sostenuto da Amnesty International, affronta il tema delle detenzioni illegali attuate dalla CIA per ottenere informazioni utili nella guerra al terrore.
I presunti terroristi vengono rapiti, imbarcati su aerei e depositati in paesi terzi dove poi vengono torturati.

Anche il nostro paese è stato complice di queste pratiche.
E’ celebre il caso di Abu Omar, lo è meno quello di Maher Arar.
Ne ho già parlato in passato.

Il film “Rendition” viene presentato oggi a Roma ed uscirà nelle sale il prossimo 29 Febbraio.
Togliendo gli inevitabili orpelli hollywoodiani, credo possa essere un film da vedere.

Nell’occasione della presentazione del film, Amnesty chiede all’Italia di fare mea culpa come ha fatto ieri il Regno Unito.

Scuse, trasparenza e maggiori informazioni sarebbero un atto dovuto anche da parte dell’Italia. Se almeno due casi di rendition chiamano in causa il Regno Unito, altrettanti chiamano in causa, in modo diverso, il nostro paese, quelli di Abu Omar e Maher Arar. Ben conosciuto il primo, grazie alle indagini nazionali e internazionali che ne hanno fatto uno dei casi più documentati di rendition, ancora invece non sufficientemente nota in Italia è la rendition di Maher Arar, ingegnere canadese di origini siriane. Il nostro paese lo ha visto dal finestrino di un jet della Cia, che si è fermato per uno scalo all’aeroporto militare di Ciampino in una notte di ottobre del 2002, prima di condurre il suo passeggero forzato verso la detenzione segreta e la tortura. Quanto altro tempo dovremo attendere perché l’Italia chiarisca il ruolo avuto nelle rendition?

Ah, dimenticavo.
Il governo Prodi, con Rifondazione, Comunisti Italiani e Verdi seduti in consiglio dei ministri, non ha fatto niente più del precedente per cercare di far luce su questi episodi.
Consideratelo un promemoria per il 13 Aprile.

Luca

Opinioni, conclusioni e altre informazioni contenute in questo post rappresentano punti di vista personali e non quelli di Amnesty International.

E ora?

February 5th, 2008 10 comments

Il tentativo di Marini di formare un nuovo governo è fallito.
Devo dare atto al presidente incaricato di aver seguito una strada lineare, senza inciuci e sotterfugi.

Si vociferava che D’Alema stesse facendo campagna acquisti in Senato, ma per fortuna è stata risparmiata questa ennesima umiliazione alla nostra democrazia.

A questo punto andremo a votare ad Aprile, con grossi interrogativi su quello che sarà il prossimo quadro politico.

Davvero il nano di arcore riuscirà a vincere a mani basse e a formare un governo con il solo sostegno dei suoi scagnozzi Fini, Bossi e Casini?
E se non ci dovesse essere una maggioranza al senato, Veltroni andrà in soccorso del centro-destra in nome dello stramaledetto bene del paese?

Ricordo a Veltroni, a D’Alema e a tutti gli altri che non c’è e non ci sarà mai nessun buon motivo per sostenere un possibile governo Berlusconi.
Che non ce la menino con il governo di larghe intese o con la grossa coalizione.

Una cosa è la Merkel, altra cosa è la banda bassotti di Arcore.

Luca

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Se il buongiorno si vede dal mattino

January 31st, 2008 5 comments

Condivido la scelta di Napolitano di affidare a Marini un mandato esplorativo.
Credo fosse un passo necessario prima di sciogliere le camere.
Se c’è una possibilità di fare una legge elettorale in tempi rapidi, vale la pena provare.

Il tentativo di Marini è però destinato ad un fallimento certo.
Basta leggere le dichiarazioni dei vari politici.

Se poi due personaggi come Baccini e Tabacci, in un momento come questo, con tutti i rischi di ingovernabilità che ci sono, decidono di fondare l’ennesimo partitucolo, allora siamo alla frutta.
Nel gesto dei due transughi dell’UDC risiede la risposta a perché non ci sarà nessuna legge elettorale.
Nessuno è disposto a lasciare il suo orticello.

La frammentazione non sarà l’unico problema del nostro sistema politico, ma è sicuramente uno dei più gravi.

Non importa che il paese sia allo sfascio.
Ciò che conta è difendere sé stessi e la propria ristretta cerchia di amici e benefattori.

Avanti così.
Fino al disastro.

Luca

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Il vecchio che avanza

January 28th, 2008 3 comments

Barbara Spinelli su La Stampa di ieri ha fatto un’analisi secondo me perfetta dell’attuale situazione politica.

Quel che viene offerto oggi agli italiani non è un nuovo che caccerà il vecchio, non è la fine dello spadroneggiare dei partiti sulla cosa pubblica, come chiesto da tanti cittadini. I partiti tornano a essere decisivi, e sono loro a far quadrato attorno alla presunzione d’impunità che sostituendo la presunzione d’innocenza diverrà il marchio del rinnovamento promesso. Di questa restaurazione Berlusconi è principe, e tutto quel che ha detto nell’ultimo decennio sul teatrino della politica si copre di polvere e frana. Il teatrino è imperante, e quel che vediamo non è quel che appare. Prodi non è riuscito a imporre il nuovo, ma nuovo resta pur sempre quel che ha proposto e tentato. L’aura di novità abbandona Berlusconi e quel che propone è in realtà il vecchio.

Veltroni e Berlusconi stanno cercando di far sembrare Prodi un uomo della vecchia politica, mentre quelli ad essere morti sono loro con i loro partiti.

In questo moto retrogrado a farne le spese è ancora una volta la questione morale che viene fatta sembrare come una pretesa inutile, vecchia, superata.

Diventa esemplare quindi il caso di Cuffaro, costretto a dimettersi, ma con la promessa certa di una sua candidatura e quindi di una sua sicura elezione nel prossimo parlamento.
Invece di un governatore colluso con mafiosi avremo un parlamentare colluso con mafiosi.
Con il beneplacito di tutti, destri e sinistri.

Ecco, tutto il grande cambiamento che ci stanno promettendo lo potremmo esemplificare con il caso di Cuffaro.

La conclusione dell’articolo della Spinelli è la triste annotazione dell’attuale stato delle cose:

La parola «popolo delle primarie» non significa niente; se non significa nulla non ha poteri. È un’illusoria figura. Immagino che la stragrande maggioranza degli elettori di Veltroni lo sappia: la loro forza, i loro diritti-doveri, il loro peso, sono infinitamente più insignificanti del peso e dei diritti che nei vecchi tempi avevano gli iscritti, figura scomparsa nel vocabolario del Pd. Chi ha forza sono i poteri che perdurano nonostante il voto, sono le Piazze sempre di nuovo invocate, sono gli uomini con capacità di dominio sui telegiornali, e sono, non per ultimi, i politici decisi a riconquistare l’impunità che per un breve lasso di tempo hanno visto minacciata.

Luca

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