Rendere conforme il proprio sito WordPress alla nuova normativa EU in materia di cookie

Utilizzare il plugin di WordPress Cookie Notice per rendere il proprio sito conforme alla nuova disciplina europea sull’utilizzo dei cookie


Entro il 2 Giugno 2015 ogni sito web che utilizzi cookie di terze parti dovrà mettersi in regola con la nuova normativa europea sulla privacy.
Se il vostro sito contiene, oltre ai normali cookie che servono a farlo funzionare correttamente, anche cookie di terze parti dovete notificarlo ai vostri visitatori.

Per semplificare, se il vostro sito contiene un cookie di un sito che non sia il vostro, il visitatore deve essere informato.
Sono esclusi i cookie utilizzati dagli strumenti di web analytics, a patto che non registrino informazioni sulle abitudini degli utenti. Se utilizzate Google Analytics, ad esempio, non dovrete notificare nulla, a meno che non abbiate attivato il tracciamento Doubleclick per le pubblicità display.

Ricadono invece nell’obbligo di notifica i cookie utilizzati ad esempio da Facebook e da Twitter nel caso che includiate i pulsantini per effetture il login tramite uno di questi social od uno degli widget che contengono il rimando al proprio profilo social.

Una spiegazione esauriente la trovate nella pagina delle FAQ preparata dal Garante sulla Privacy.

Per rendere il proprio sito WordPress conforme alla nuova normativa, vi consiglio di installare un plugin, Cookie Notice, che permette di inserire una lightbox che informa i visitatori. Il plugin è ben fatto ed è facilmente personalizzabile.
Al momento dovrebbe bastare questo per rendere il vostro sito WordPress conforme alla nuova normativa europea.

Lo vedete in azione su questo sito.

Fatemi sapere nei commenti se notate problemi di visualizzazione o malfunzionamenti.

Luca

La nostra privacy vale un nuovo 11 settembre?

La sentenza che ieri ha definito legittimo lo spionaggio messo in atto dalla NSA sulle telefonate dei cittadini americani non è sconvolgente; viviamo tempi difficili, gli USA non hanno ancora superato lo shock degli attacchi dell’11 settembre e già il Patrioct Act aveva ristretto le libertà personali in nome della sicurezza.

Quello che Snowden ha messo in luce è però qualcosa di diverso e di più importante dell’ambito su cui si espresso ieri il giudice federale americano. Grazie alle rivelazioni di Snowden oggi infatti sappiamo che un’agenzia di spionaggio americana aveva messo sotto controllo le comunicazioni di tutti i cittadini del mondo, per di più con la collaborazione delle maggiori Internet company come Google, Apple e Microsoft.
Queste operazioni erano portate avanti all’insaputa dei paesi amici degli USA.

Non sono tra quelli che vedono del marcio in qualsiasi operazione di intelligence messa in atto dai governi e sono disposto a credere che tutta l’attività della NSA sia stata rivolta a garantire la sicurezza dei cittadini per prevenire possibili attacchi terroristici.
Però per me è mancato qualcosa.
È mancato un accordo tra gli USA e gli altri paesi, ed è mancato sopratutto un patto tra i governi e i loro cittadini.

Sono dispostissimo a rinunciare ad una parte dei miei diritti e ad una fetta della mia privacy se questo può aiutarci ad evitare nuovi lutti e nuove stragi.
Ma avrei preferito che qualcuno me lo chiedesse.

Siamo tutti abbastanza scafati per sapere che anche le faccine che inseriamo nelle nostre chat su WhatsApp possono finire nei log di qualche agenzia di spionaggio americana, ma saremmo molto più felici se sapessimo che quegli archivi servono ad evitare nuovi 11 Settembre.
Se il fine è questo, siamo perfino grati che Google e gli altri abbiano passato i nostri dati all’NSA.

Ma se tutto questo avviene di nascosto, prendendo accordi sottobanco con le internet company, spiando anche i capi di stato di paesi amici, allora mi viene da pensar male.
E io non vorrei pensar male.
Quindi facciamo questo patto.
Io, stato, chiedo a te, cittadino, di darmi accesso alle tue conversazioni private in cambio di più sicurezza.
Io internet company, collaboro con lo stato per fornire accesso ai dati dei miei utenti che sono informati di questo.
Io, cittadino, cedo una parte della mia vita privata a patto che le informazioni non vengano mai usate per altri scopi che non siano quelli della lotta al terrorismo.

E’ una questione di principio, ed è importante.
Perché i nostri dati, i nostri gusti, le nostre scelte di ogni giorno sono una straordinaria fonte di ricchezza per tanta gente che potrebbe avere a cuore tutto tranne che la sicurezza dei cittadini.
E va bene rinunciare alla privacy, ma che almeno questo serva per evitare danni peggiori.

Luca

Il New Yorker e PRISM

new yorker -prism

Mentre Snowden pare si stia dirigendo verso l’Ecuador, la settimana scorsa il New Yorker era uscito con questa copertina.

Definire il confine tra diritto alla privacy e diritto alla sicurezza è un’operazione molto difficile e delicata e la strada che decideremo di perseguire influirà probabilmente la vita nostra e dei nostri figli.
Non è semplicemente una storia di spionaggio, è qualcosa di molto più grande che dovremo sforzarci di capire.

Luca