Dal vostro inviato a Sanremo

Stasera su tutti Irene Grandi con la canzone scritta da Francesco Bianconi (credo canti per prima).
Bel pezzo, parte a mille e si allarga in un bel ritornello arioso.

Eppure un tempo ridevi
E mostrandomi il cielo
Mi disegnavi illusioni e possibilità
E la Cometa di Halley ferì il velo nero
Che immaginiamo nasconda la felicità

Poi Malika Ayane con una canzone tutta archi.
Poi Ruggeri che all’inizio pare ostica, invece poi entra in testa.

Poteva vincere Valerio Scanu, ma la canzone è molto piatta e non possono far vincere per due anni di fila Maria De Filippi senza una canzone decente.
Forse Noemi, che viene da X Factor.
O Malika Ayane.

Il resto è roba brutta o molto brutta.
Povia molto sotto tono con un pezzo scialbo e, questa volta, nemmeno orecchiabile e poco adatto alla sua voce; il testo l’avrebbe potuto scrivere un bambino di sei anni.
La canzone di Pupo con il Principe del Menga non è soltanto brutta, ma mi sono vergognato per loro mentre la ascoltavo.
Dio, Patria e Famiglia cantati da due depravati.

La canzone di Morgan è assolutamente fuori dalle righe, roba da Avion Travel, ma ancora più ricercata.
Sarebbe stato sicuramente il premio della critica.
A me mette l’ansia come quasi tutte le cose di Morgan.

Dada offre download e streaming di tutte le canzoni in gara.

Luca

Fare marketing col crack

Morgan oggi ha dichiarato una cosa buttata lì ad uso e consumo del Sanremo che sta per iniziare.

Chiunque abbia lavorato con lui in tv non perde occasione per raccontare le volte che si è presentato strafatto agli studi Rai, gli viene fatto notare: “Perché io sono trasparente. La gente parla di me perché sono aperto, e così si sentono in diritto di non rispettare la mia privacy”. Di solito succede proprio per via della coca. “Dipende – risponde – La droga apre i sensi a chi li ha già sviluppati, e li chiude agli altri. Io non uso la cocaina per lo sballo, a me lo sballo non interessa. Lo uso come antidepressivo. Gli psichiatri mi hanno sempre prescritto medicine potenti, che mi facevano star male. Avercene invece di antidepressivi come la cocaina. Fa bene. E Freud la prescriveva. Io la fumo in basi (modalità di assunzione nota come crack, ndr) perché non ho voglia di tirare su l’intonaco dalle narici. Me ne faccio di meno, ma almeno è pura”.

E ancora: “Io non ho mai conosciuto nessuno che ci sta dentro come me a farsi le basi. Ti sembro uno schizzato?”. No, ma adesso non credo che tu sia fatto di crack. “Invece sì – risponde – completamente. Ne faccio un uso quotidiano e regolare”.

E conclude: “Sai cosa mi salva veramente? Mangio un sacco di frutta….”.

Sono parole impegnative.
Spenderle solo per far vedere che lui va a Sanremo, ma è un’artista maledetto, è svilente.
Per lui.

Magari Morgan si fa davvero di crack, ma questa è un’operazione di marketing come quella di Povia che mette e toglie il nome di Eluana dalla sua canzone.

Luca

Ecco perché Povia sbaglia

Sono favorevole alla presenza di Povia a Sanremo e chi lo contesta si scorda di abitare in un paese democratico nel quale la libertà di espressione è il bene più grande.
Quindi Povia può dire quello che vuole.
Deve però anche accettare le critiche.

Ecco la mia.

Povia sbaglia.
Sbaglia perché non dice (come fanno altri) che l’omosessualità è immorale e che a lui non piace, ma dice che l’omosessualità è una sorta di condizione transitoria dalla quale, se si vuole, si può uscire.
Sbaglia ancora di più quando prova a dare giustificazioni pseudoscientifiche alla sua idea, citando addirittura Freud.
Banalizza il tutto chiudendo la questione dentro il solito cerchio “mamma oppressiva-babbo assente e violento-bisogno d’amore”.
La realtà non è questa.

La mia idea è che l’omosessualità non sia una scelta.
Semplicemente scopri di essere gay.
Lo sei fin da bambino, ma arriva il momento in cui prendi coscienza di te e di quello che sei.
Ed è complicato.

Non si può tornare indietro.
E’ impossibile.
L’amore non si impone.

E allora?
E la morale cattolica?
Come la mettiamo?

Non lo so.
Semplicemente.

Ma Povia sicuramente banalizza una questione che può rendere un inferno la vita delle persone.
E, forse, avrebbe fatto bene ad essere più prudente.

Luca

Attenzione attenzione, la sto per sparare grossa

La nostra italietta è scossa da veementi polemiche sulla canzone che Povia presenterà a Sanremo.

Sembra che l’autore prediletto da Bonolis canterà una canzone dal titolo “Luca era gay”, in cui si narra la storia di un suo amico malato di omosessualità e poi guarito.
Lo stesso Povia disse di aver avuto la stessa malattia e di esserne uscito dopo sette mesi di decorso.

Ci sono state veementi polemiche da parte delle associazioni dei gay che hanno chiesto che a Povia fosse impedito di partecipare a Sanremo.

Volete sapere la mia opinione?
La cosa migliore sarebbe stata quella di ignorarlo.
Se ci facciamo intimorire da Povia, vuol dire che siamo veramente alla frutta.
E poi in Italia non c’è libertà di pensiero?
Lasciamo dire a Povia le cretinate che vuole che è anche piuttosto bravo.

Non dimenticherò mai la dedica che fece ai suoi genitori dopo la vittoria a Sanremo (andate al minuto 5:08 del video).
Fossi stato suo padre lo avrei preso a sberle.

Il commento più bello lo fece Beppe Grillo:

Non so perché, ma ho quasi sempre l’impressione che le associazioni dei gay sbaglino la tempistica ed i bersagli delle loro campagne.
Davvero vogliamo fare la guerra a Povia?
Non ci posso credere.

Luca