E ancora con queste primarie

A suo tempo espressi la mia delusione per la mancata candidatura di Pippo Civati alla segreteria del PD.
Tramontata l’ipotesi Chiamparino si scelse di appoggiare Ignazio Marino in un ipotetico ticket con Civati.

In quanto principale promotore della terza mozione, in aggiunta alle altre due, formatisi in tempi precedenti all’apertura della stagione congressuale, devo dire che avrei voluto muovermi in uno schema che avevo chiamato «Chiamparino, Marino, Piombino», aggiungendo – con un simbolo e con la sua forza politica – la battaglia del cosiddetto territorio a quelle che abbiamo poi sviluppato. Lontani da Roma (nel senso del politicismo) e vicino alle persone. Chiamparino si è sfilato e il ‘vuoto’ in quel campo non abbiamo saputo recuperarlo.

In realtà il ticket non c’è mai stato davvero e molte delle istanze provenienti da iMille e da tutti quelli che vi hanno più o meno ruotato intorno sono state coperte ed offuscate dalla campagna elettorale di Marino che è apparsa monotematica (leggi laicità) ed ha sempre più forzato i toni strizzando più di un occhio al modo di intendere la politica di Di Pietro.

Pippo Civati si chiede dove abbia sbagliato.
Per me il suo unico errore è stato quello di non candidarsi anche a costo di andare incontro ad un insuccesso, ma è facile pretendere che gli altri facciano cose mirabolanti quando noi ce ne stiamo rintanati nel nostro comodo guscio.

Quindi Civati non si deve rimproverare niente.
Marino non gli ha permesso di avere maggiore visibilità e questo è andato credo a discapito soprattutto di Marino stesso:

Avrei dovuto insistere perché la mozione desse visibilità a un gruppo dirigente esteso e rinnovato, ma ero parte in causa (lanciato nel ticket con Marino, che poi si è parecchio ridimensionato, non mi pareva gentile insistere e non ho insistito per avere più visibilità). Il nostro candidato, però, è parso al grande pubblico molto solo (sempre meglio che male accompagnato, penserà qualcuno…) e questo non gli ha giovato.

Ora che Rutelli con il suo codazzo se ne è andato costruire un Partito Democratico potrebbe essere perfino più facile.

Luca

Il punto

Dopo un paio di mesi di campagna elettorale per l’elezione del segretario del Partito Democratico possiamo provare a fare il punto della situazione.
Ci sono due candidati: Bersani e Franceschini.
Il terzo, Marino, viene citato dai media soltanto quando c’è da parlare di bioetica e/o di diritti civili.

Tutta la menata sul ticket Marino-Civati è tramontata quasi subito.
Nel senso che Civati si è messo in disparte, in attesa della prossima occasione.
Molti dei piombini e di quanti si erano interessati ad una possibile proposta innovatrice all’interno del partito o si sono staccati subito oppure si sono ritirati in disparte.

Nel frattempo l’Italia ignora il PD e Bersani attende l’acclamazione a segretario.
Intanto il suo principale sponsor, Massimo D’Alema, potrebbe finire travolto dal fango pugliese.
Tanto per chiarire quanto la questione morale non sia importante nel partito.

Vista da qui, la situazione del PD, sembra molto più irrecuperabile oggi di quanto lo fosse due mesi fa.
Poi non ci stupiamo se la gente si rivolge ai Grillo-Travaglio.

Luca

Ignazio Marino? Palo

La mia riflessione è arrivata ad una conclusione.
A pochi giorni dalla scadenza del tesseramento per il PD ho deciso che la tessera non la farò.

Inutile nascondersi, la scelta dei piombini di sostenere Ignazio Marino mi ha deluso.
Non per i temi della laicità che mi vedono spesso d’accordo con Marino, ma perché non lo ritengo adatto a ricoprire il ruolo di segretario di un grande partito.
In un confronto pubblico, due vecchie volpi come Bersani e Franceschini il povero Marino se lo mangiano a colazione e non sputano nemmeno le ossa.

La gaffe di qualche giorno fa sul caso del presunto stupratore seriale che era il coordinatore di un circolo del PD lo dimostra.
Non si possono sparare certe affermazioni senza pensare alle conseguenze.
Una volta scoppiata la polemica Marino ha poi fatto quello che secondo me non doveva fare: ha cercato di motivare la sua dichiarazione, mentre avrebbe soltanto dovuto chiedere scusa.

Continuo ad essere convinto che sarebbe stato giusto candidare Civati, ma non conosco le situazioni e magari lui non era disponibile.
Ci voleva un candidato dei piombini, non un candidato che agli occhi di tutti è principalmente il candidato di Goffredo Bettini, tanto che Marino i piombini non mi sembra che li abbia mai nemmeno nominati.

Insomma, alle primarie voterò Marino, ma non chiedetemi di tesserarmi e di appoggiare la sua candidatura con entusiasmo perché proprio non ce la faccio.

Prendere la tessera di un partito è una scelta importante.
La mia partecipazione per ora si ferma qui.
Un sostegno esterno ed attento.
Niente di più.

Luca

Intanto, per capire di cosa si parla

Sono entrato nella grotta per meditare.
Non credo che ne uscirò mai più.

Intanto, per capire come mai i piombini abbiano scelto di scegliere Ignazio Marino, ecco il suo manifesto e a seguire il suo intervento al Lingotto.

E’ arrivato il momento. Siamo in molti, moltissimi.
Sogniamo un’Italia diversa,
crediamo nella cultura del merito, nella laicità della Stato, nella solidarietà, nel rispetto delle regole,
nei diritti uguali per tutti,
vogliamo liberare le energie migliori di questo paese e creare una squadra di persone che diano
voce, forza, concretezza alle nostre idee.
Siamo decisi a contrastare democraticamente chi governa l’Italia in maniera ottusa e maldestra:
per un Paese curato, sicuro, sereno, moderno
per un Paese che conti, in cui si faccia strada il coraggio, la capacità, la speranza
per un lavoro con un salario degno che valorizzi ogni individuo
per una scuola come principale strumento per la formazione e l’integrazione dei nostri figli
per uno sviluppo economico, responsabile, che rispetti l’ambiente
Vogliamo che ognuno possa costruire con fiducia il futuro, realizzare il proprio sogno e vogliamo
essere liberi di scegliere.
Non sono slogan, sono i valori in cui crediamo e che ci uniscono. Ma affinché questi valori
diventino azioni positive, ognuno di noi deve fare un passo avanti e assumersi un impegno.

IO CI SONO

Sono pronto a fare il primo passo per assumermi la responsabilità di dare voce e concretezza a ciò
in cui crediamo. Sulla stessa strada siamo in tanti, a partire da un gruppo di democratici liberi nello
spirito e visionari, che hanno scelto di impegnarsi e condividere la sfida.
Non siamo spinti né sostenuti da correnti, siamo un ruscello ma possiamo diventare un fiume se
ognuno di noi è disposto a contribuire con la propria goccia d’acqua.
Il fiume deve scorrere dentro gli argini e ogni persona per contare si deve iscrivere al Partito
Democratico e partecipare con il proprio voto alla fase congressuale, per scegliere il candidato.
Facciamoci vedere. Facciamo sentire quanto è forte la nostra voglia di cambiare.

Luca

Marino-Civati

Dopo due giorni di isolamento mediatico sono tornato e cerco di capire se la terza via per la segreteria del PD sia stata segnata.
La terza via c’è ed è quella di Ignazio Marino in tandem con Pippo Civati.
Entusiasmo per il secondo, qualche perplessità per il primo.

Mentirei se dicessi che sono entusiasta della scelta, ma aspetto a dire la mia compiutamente.

Intanto la terza via c’è ed è credibile.
Ed è già qualcosa.

Luca