Contare fino a cento

“Non c’è nessun legame tra pedofilia e omosessualità: le teorie psichiatriche che ipotizzano un nesso sono assolutamente prive di fondamento”.
Lo chiarisce il prof. Tonino Cantelmi, presidente dell’Associazione italiana Psicologi e Psichiatri Cattolici (Aippc), dopo le parole del Cardinal Bertone secondo il quale invece “c’è una relazione tra omosessualità e pedofilia”.
“E’ una tesi senza fondamento perché il pedofilo è attratto da soggetti pre-puberi, che non hanno sviluppato la sessualità, e quindi la pedofilia è una perversione che prescinde assolutamente dall’orientamento sessuale”. Non a caso, sottolinea Cantelmi, “dei 10.000 pedofili accertati che ci sono in Italia, la maggior parte ha una vita ‘normale’, con famiglia, e mostrano tendenze eterosessuali. La pedofilia è una perversione psichiatrica che colpisce narcisisti e antisociali, e nasce prima che si sviluppi la tendenza sessuale, quindi in quanto tale riguarda sia etero che omosessuali.

Luca

Via | Rainews24

Che c’entra l’aborto con le elezioni regionali?

Poi qualcuno mi spiegherà cosa c’entri l’aborto con le prossime elezioni regionali.
La Legge 194 è una legge dello stato e non mi risulta che nessun partito politico sia intenzionato a rivederla o tantomeno ad abrogarla.
Non mi risulta che Storace, che più a destra di lui c’è soltanto Forza Nuova, quando era governatore del Lazio abbia impedito gli aborti negli ospedali.
Insomma, dalla dichiarazione di Bagnasco pare di capire che i bravi cattolici devono votare la Polverini perché si.
Forse era meglio dirlo direttamente senza inventarsi questioni morali che non esistono nei fatti.

Non si può basare la scelta di un governatore di una regione soltanto sull’intenzione o meno di bloccare la prescrizione dell pillola abortiva RU486.
Ovviamente proprio oggi Berlusconi aveva mandato una lettera al Papa per congratularsi della gestione dell’affaire pedofilia.

Insomma le solite manfrine elettorali che, a mio parere, non sposteranno nemmeno un voto.
E proprio per questo ci potevano essere risparmiate.

Luca

Ancora su Chiesa e pedofilia

Matteo Bordone è ateo ed è abbastanza fiero di esserlo (credo).
Le sue parole sulla pedofilia sono, per questo motivo, ancora più importanti.
Perché questa è la visione che si ha “da fuori”.

Dire che una cosa è brutta, ma lo è di meno perché lo fanno anche altri, non può essere una scusa.
Tanto meno per persone che hanno il compito di educare.

La pedofilia esiste nella società. È vero. Ma un singolo agisce autonomamente. Quando lavori per una istituzione che tradizionalmente si occupa dell’educazione dei bambini, sei depositario della fiducia dei genitori e dei bambini stessi. Tradire quella fiducia è più grave di quanto non lo sia abbordare autonomamente un bambino che torna da scuola. Perché nel secondo caso serve impegno, volontà attiva e innegabile: ci si espone per quello che si è. Quando te li portano i genitori nel pomeriggio, e tu sei lì che li aspetti per violentarli, il tuo gesto è il più grave, il più odioso (per chi subisce la violenza, per le famiglie, per la comunità).

La pedofilia esiste nella società. È vero. Ma è molto raro che chi la pratica sia considerato da molti una guida morale della società stessa. È raro che il pedofilo ponga limiti sul piacere di tutti e sulla libertà di ciascuno di fare quello che preferisce col proprio corpo e col proprio cuore (più diversi altri organi, arti, strutture, appendici e orifizi più o meno umidi). Per questo la pedofilia nella Chiesa è ancora peggio: perché i colpevoli sono moralizzatori per scelta, ma senza morale nei fatti.

Quindi, cara Merkel, cari disperati arrabattantisi, non funziona così e non ci caschiamo: non è un problema generico, non ci sono ragioni culturali. Un violentatore è un violentatore. Lo si sbatte in galera, secondo giustizia. La sociologia la si lascia ai giornali irrilevanti.

Perché la pedofilia esiste nella società. È vero. È rara, a dirla tutta. Ma quando c’è, se non è in famiglia, è dalle parti dei preti.

Per venire fuori da questo gorgo, si parte con l’ammissione delle proprie colpe, senza se e senza ma.
E questo la Chiesa inizia a farlo.
Le indagini sociologiche le lasci fare ai sociologi.
Non aggiungiamo fumo.

Luca

Chi è causa del suo mal pianga se stesso

santa maria novella

Difficile riuscire a spiegare per un cattolico quanta vergogna, imbarazzo e rabbia provochi lo scandalo della pedofilia nella Chiesa.
Non voglio addentrarmi troppo e non voglio trovare spiegazioni sociologiche.

Vorrei soltanto buttar giù alcune piccole osservazioni.

  • Negare il problema è stupido ed è ancora più stupido dire che i pedofili non sono soltanto nella Chiesa. Perché è vero, ma nella Chiesa ci sono con una percentuale molto molto molto più alta che nel resto della società (metilparaben ha fatto un conto a spanne).
  • Tutto quello che poteva essere fatto per peggiorare lo scandalo è stato fatto. Un certo Gesù di Nazareth ci aveva invitato ad essere chiari e non ambigui. Tentare di mantenere il silenzio per non indurre le persone a fare del qualunquismo sui preti è stato il motivo principale che ha spinto le persone a fare del qualunquismo sui preti.
  • Un prete pedofilo non lo si denuncia al vescovo, si denuncia alle forze dell’ordine.
  • Un prete pedofilo non lo si sposta di sede, lo si denuncia e lo si interdice dal suo ruolo.
  • Prendere soldi per tacere le violenze fatte sui propri figli è credo un abominio peggiore della violenza stessa.

Questi sono i miei punti fermi sulla questione.
Poi possiamo ragionare sulle strumentalizzazioni, le esagerazioni e robe del genere.
Possiamo dissentire sul sillogismo prete:pedofilo.
Ma la Chiesa deve rifarsela soltanto con se stessa per non aver saputo proteggere i più piccoli e per aver protetto gli aguzzini.

Luca