Non crediate che la lotta che settori del PD stanno inscenando contro Emma Bonino sia un atto emotivo o mosso da motivi ideologici.
Si tratta di una precisa strategia elettorale.
Se il PD fa campagna contro la propria candidata lo fa perché è il modo più sicuro per farla vincere.
La gente vede il PD farle la guerra e pensa che votarla debba essere indiscutibilmente una cosa buona e giusta.
Sulle consuete sceneggiate inscenate dalla Bonino con i rituali scioperi della sete, c’è poco da dire.
Sono i Radicali, sono fatti così.
Ottenere il consenso facendo sempre il massimo del casino.
Non posso certo essere annoverato tra chi non criticava la nostra ex-compagna di partito per molte sue prese di posizione, sul testamento biologico, sull’omosessualità, sul rapporto tra credenze personali e regole democratiche. Per non parlare di quando fece mancare il suo voto alla fiducia posta da Romano Prodi.
Però, al contrario di molti dei miei compagni di strada, laici, democratici, di sinistra, attenti alle questioni dei diritti e della laicità, che stanno gioendo in queste ore, io non riesco a farlo. Perché l’uscita di Paola Binetti sta a significare, secondo me, alcune cose che sono paradigmatiche per come sta diventando il PD e per come non sia riuscito a diventare ciò per cui era nato.
Perché se è vero che non eravamo d’accordo con Paola Binetti su molte cose (disaccordo da lei largamente contraccambiato) è anche vero che in questi due anni e mezzo di strada insieme non si sono mai create quelle condizioni di dialogo proprio su questi temi, un dialogo che avrebbe potuto portare ad una migliore sintesi e ad una maggiore incisività nella società italiana. Il non essere riusciti a convincere Paola Binetti che laicità e fede non sono in opposizione, per esempio o che per una buona politica non è necessaria la precondizione della sacralità ma il più semplice “minimo comune denominatore” del rispetto della dignità di ogni essere umano (concetto non certo scevro al cristianesimo) è una sconfitta di tutto il partito democratico. È parte del fallimento di quella missione alta che aveva il PD, che era una delle basi ideali della sua nascita.
Insomma, se la Binetti se ne fosse andata al termine di una discussione sulle questioni da lei poste, potremmo forse essere soddisfatti.
Vederla andar via così è come averle dato ragione.
In nome dei grandi valori di cui si fa paladina le chiedo di dimettersi da parlamentare, essendo stata eletta con i voti di quel Partito Democratico nel quale lei non si riconosce più.
Alla fine Di Pietro ha svoltato.
Non si può soltanto fare caciara, alla fine bisogna anche fare politica.
E per farlo bisonga tentare di vincere le elezioni.
Le elezioni si avvicinano, quindi Di Pietro deve scegliere da che parte stare.
E non può che stare con il Partito Democratico.
Il sostegno a De Luca in Campania apre una nuova fase, quella in cui Italia dei Valori sveste i panni del giustizialismo senza se e senza ma che non distingue tra indagati e condannati e valuta tutti i reati con lo stesso peso.
In Campania il PD ha candidato Vincenzo De Luca, attuale sindaco di Salerno ed indagato in due differenti inchieste.
In questo caso, come racconta lui stesso, non è che possiamo proprio considerarlo come il peggiore dei criminali.
Io devo rispondere per truffa perchè anni fa ho telefonato al sottosegretario al Lavoro, Pasquale Viespoli ricordando che 200 operai dell’Ideal Standard avevano la cassa integrazione in scadenza. E ho chiesto che si rinnovasse la Cig. Siccome un pm ritiene che quella Cig non era dovuta sarebbe stata una truffa all’Inps.
Poi deve rispondere di concussione nell’ambito di una variante urbanistica, adottata per un investimento sostitutivo per la richiesta di canoni di urbanizzazione. (cosa che avrebbe fatto guadagnare soldi al comune, ndr)
Non ho seguito le vicende pugliesi e non so cosa sia meglio per la Puglia, ma la grande vittoria di Vendola alle primarie manifesta l’ennesimo distacco tra il PD ed il suo elettorato.
La base del PD non vuole l’alleanza con l’UDC e vota contro le decisioni della segreteria.
Questa è una lettura.
Altra lettura è che gli elettori tendono a preferire l’uomo piuttosto che il partito, ed hanno votato Vendola che non è nemmeno del PD e guida il partito più scalgagnato della storia della politica in Italia.
Come dire: fate il partito che vi pare, ma se mettete l’uomo giusto noi lo votiamo.
Altra lettura è che tutto quello che D’Alema pensa, costruisce, elabora è un fallimento.
E questo è sicuro.
Lo so che a Paola Binetti piace scherzare, come quando disse di usare il cilicio.
Non può però ogni volta giurare di abbandonare il PD e poi ripensarci sempre.
Quando si vociferava di un possibile sostegno del PD alla candidatura di Emma Bonino la Binetti promise di andarsene.
Ora che il sostegno è diventato ufficiale, ci ha ripensato.
Caduta anche l’arma dei radicali, credo che siamo destinati a tenerci la Binetti per sempre.
Ricorderete lo scandalo sanità in Abruzzo, che vide coinvolto l’allora governatore del PD Ottaviano Del Turco.
Beh, sembra che le accuse non abbiano per ora trovato riscontri.
Anzi, sembra che tutto l’impianto accusatorio sia stato messo in discussione.
In un rapporto riservato i Carabinieri avevano chiesto l’arresto di Angelini e di sua moglie e quanto alla giunta Del Turco si dimostrava che non aveva favorito le cliniche private, ma avviato invece un drastico taglio alle richieste illegittime del loro patron.
La notizia è stata data nei giorni scorsi da La Stampa e da Il Riformista, ma non sembra aver avuto grossa eco negli altri giornali.
Tutto questo ovviamente a vantaggio del centro-destra.
Il PD, al momento dell’arresto di Del Turco, si fece da parte con il coraggio e la fierezza tipica di quello che dovrebbe essere il maggiore partito riformista italiano.
Il dibattito sulle elezioni regionali mi entusiasma meno di quasi qualsiasi cosa, ma ovviamente un’opinione me la sono fatta.
Sui candidati decidano le primarie.
Ci avete fatto due palle con queste primarie, ci avete fatto venire tutti a votare come soldatini decerebrati, e quando servono davvero non le volete più usare.
In Puglia avrei candidato Vendola.
Nel Lazio farei candidare la Bonino purché si sottoponga alle primarie.
Per il resto lascerei cuocere Casini nel suo brodo, che tanto la sua casa è nel centro destra.
E tanto queste elezioni saranno un bagno di sangue per il PD.
Salviamo almeno l’onore.
Casini, in attesa di sostituire Berlusconi alla guida del centro-destra, si diverte a fare l’ago della bilancia per le prossime elezioni regionali.
A seconda di dove gli converrà di più, l’UDC si alleerà con il PD o con il PDL.
Per la precisione 4 volte con il PD e 4 con il PDL.
In cinque regioni l’UDC correrà da solo.
Ovviamente il PD si presta a questo ricatto dell’UDC.
In attesa che poi Casini torni nel PDL forte delle vittorie alle regionali.
Recent Comments