Tutto quello che vi hanno detto sulla conquista della luna è vero

In questi giorni di anniversario della conquista della luna vedrete che torneranno alla ribalta tutte le varie teorie complottistiche che vorrebbero dimostrare che in realtà l’uomo sulla luna non c’è mai stato.
Ognuno di noi ha un amico che almeno una volta gli ha detto che suo cugino ha sentito dire che lo sbarco sulla luna è stata una messinscena girata ad Hollywood.

Ecco, sono tutte panzane.
I complottisti indirizzateli diretttamente nell’apposito blog di Paolo Attivissimo che si chiama Complotti Lunari.
Se avete fretta ci sono anche le FAQ.

Difendiamo le cose belle fatte dall’uomo.

Luca

Le conseguenze del complottismo

Siamo ormai abituati a sentire le più stravaganti teorie complottistiche sull’undici settembre.
Le torri le hanno buttate giù con l’esplosivo, sul pentagono non è caduto nessun aereo, e così via.

Per rispondere ai teoremi complottistici finisce che vengono tolti dalla segretazione anche atti che forse era meglio tenere riservati.
Se volete ora potete pure sentirvi le urla dei piloti del volo United 93 mentre vengono uccisi dai terroristi.

Sottoscrivo il commento di John sul blog undicisettembre:

L’ascolto ci ha consentito di capire il motivo per cui quella registrazione è stata tenuta segreta nel corso di questi 8 anni, e ci lascia estremamente sconcertati che infine sia stata rilasciata. All’inizio del file audio, le comunicazioni di routine vengono interrotte per due volte dalle grida provenienti dalla cabina di pilotaggio dello United 93. Grida disperate dei piloti che venivano uccisi, probabilmente sgozzati. L’ultima parte del file audio permette di ascoltare uno dei dirottatori che annuncia ai passeggeri che a bordo dell’aereo c’è una bomba, lo stesso stratagemma utilizzato negli altri voli per tenerli buoni e seduti.
[…]
Così ora sappiamo quali orrori sono memorizzati nel nastro CVR, e ne abbiamo una testimonianza diretta. Ne avremmo fatto volentieri a meno.

Gli enti che hanno rilasciato quella registrazione su richiesta FOIA (la FAA) avrebbero fatto meglio a mantenerla riservata. Non crediamo sia giusto che un domani i figli di quei piloti debbano convivere con la consapevolezza che su Youtube chiunque possa ascoltare le urla dei propri padri mentre venivano sgozzati.

Magari troveremo qualcuno che tenterà di dimostrare che quelle grida in realtà sono state registrate in un secondo momento.
E avanti così.

Luca

Via | Paolo Attivissimo

Non sono più le mele di una volta

L’altro giorno, durante la lezione di inglese, commentavo come l’iPhone sia diventato il segno di riferimento dei neo-tamarri.
E pensare che i prodotti della mela sono da sempre lo status symbol di un certo modo raffinato, elegante, ma anche snob, di intendere l’informatica ed il design.
Il loro prodotto di punta, l’iPhone, il telefono delle meraviglie ormai è preda dei nuovi cafoni, che nulla sanno della filosofia del “Think Different” di Apple.
Sono arciconvinto che tanti fanatici dei prodotti della mela inorridiscono a vedere il “loro” telefonino in mano a certa gente.

Per capire quanto la casa di Cupertino fosse avanti, basta guardare questo spot (diretto da Ridley Scott) e mandato in onda una volta sola durante il superbowl del 1984.

Quando ho letto la notizia che il prossimo MacWorld sarà l’ultimo al quale parteciperà la Apple, ho pensato che la mia riflessione sull’iPhone potesse in realtà collegarsi per dimostrare la crisi del celebre marchio.
Per capire l’importanza della notizia, possiamo fare questo paragone: dire che la Apple non parteciperà al MacWorld è un po’ come dire che voi non parteciperete al vostro compleanno.

L’assenza di Steve Jobs al keynote, invece è probabilmente dovuta al suo stato di salute, sul quale non possiamo che rammaricarci per lui.

Luca

Per il video della Apple, grazie a Paolo Attivissimo.

Facebook come icona della crisi del web 2.0?

E’ da un po’ di tempo che volevo scrivere qualcosa su quello che ritengo essere un momento di svolta del cosidetto web 2.0.
La polemica giusta innescata da Luca in reazione ai ridicoli articoli del Corriere e della Stampa (per altro copiati da un lancio di agenzia Adnkronos) sul successo che sta avendo in Italia Facebook me ne ha dato l’occasione.

Ho sempre avuto dei dubbi su Facebook.
Non perché sia uno strumento per psicotici repressi, come dicono Corriere e Stampa, ma semplicemente perché mi è sempre sembrato uno strumento inutile.
Mi iscrissi subito, un paio di anni fa, e lo ho sperimentato e mollato più e più volte.
Intendiamoci. Dentro Facebook c’è veramente tanta tecnologia e c’è tanto di più ancora da sviluppare, ma nella mia esperienza continua ad essere uno strumento del quale non so cosa farmene.

In questo, Facebook per me rappresenta l’icona perfetta della crisi del web 2.0.
Siamo ormai talmente saturati da informazioni che è diventato impossibile riuscire a restare dietro ai nostri feed.
Nessuna persona che sia in possesso di un lavoro mediamente impegnativo riuscirebbe a star dietro al flusso di notifiche ed informazioni che provengono da una cinquantina di amici su Facebook.

La parola d’ordine quindi è “Overload Informativo”.
Lo ha spiegato benissimo Stefano qualche giorno fa, indicando quella che è l’unica via di uscita:

Certo è che la domanda finale è sempre una e unica: come si risolve? Facendo l’opportuna selezione tra ciò che ci serve e ciò di cui non abbiamo bisogno: per destreggiarsi in un mondo così complesso non possiamo che migliorare il nostro rapporto con le tecnologie e il nostro grado di consapevolezza nell’uso di questi strumenti.

Il web 2.0 è ormai esploso ed ha raggiunto tutti.
Abbiamo sperimentato, provato, giocato.
Ora non resta che fare una selezione delle cose che ci servono.

Da parte mia, non abbandonerò del.icio.us, i feed rss, i blog, flickr, youtube, anobii.
Facebook per ora rimane in bilico.
Continuerò a provarlo per un po, ma penso che sarò costretto ad abbandonarlo.

Se a voi Facebook non piace proprio, potreste comunque seguire la strada indicata da Paolo:

Non iscrivetevi a Facebook soltanto per vederla, perché non c’è nulla di speciale e probabilmente non ci sarà mai. Serve solo per limitare il rischio che qualcuno metta su Facebook un mio clone.

Che poi, alla fine, l’importante è vivere.
O vi succederà quello che è successo ieri a me.
Sono sceso dal bus ed un mio amico si è fermato con la macchina dicendomi:
“La prossima volta dimmelo, che ti porto io…”
Quello che voleva dire l’ho capito soltanto poco fa, controllando la mia bacheca su facebook.
Il mio amico ci aveva scritto, in risposta ad un mio twit:

se scendi al galluzzo ti raccatto io in macchina!! chiamami sul cellulare che io vengo via dall’ufficio ora!!

Appunto.
Overload informativo.

Luca

Ricordatevi che vi ho voluto bene

Ormai sapete tutti che oggi il mondo finirà .
Verremo tutti ingoiati da un buco nero.

Non ve la prendete troppo, tanto prima o poi doveva succedere.

La cosa strana è che il mondo finirà  soltanto in Italia, dove il grado di alfabetizzazione scientifica è talmente basso da spingerci a credere a tutte le panzane sparate dai nostri mezzi di comunicazione.

Se volete saperne qualcosa di più, il buon Paolo Attivissimo spiega perché non sia necessario essere esperti di fisica per capire che oggi non succederà niente di diverso da quello che succede ogni giorno sul nostro pianeta.
La differenza sta nel fatto che oggi un fenomeno che avviene continuamente in natura verrà replicato dentro l’LHC.

Peccato.
L’apocalisse sarebbe stata l’unica via per riuscire a far cadere il governo Berlusconi.

Luca