Sentire il peso di quella morte

Paola Concia ha scritto una bellissima riflessione sulla storia del ragazzo di quindici anni che si è ucciso qualche giorno fa.

E’ stato molto facile fare schieramenti contrapposti e dare ognuno la propria illuminata versione.
Cercare di capire, invece è sempre molto più complicato.

Ho risposto con durezza in questi giorni: perché sì, lotto contro l’omofobia e la transfobia, ma so che non si contrasta accusando dei bambini adolescenti di essere degli assassini. Non mi auto-assolvo, è troppo facile e comodo. Per questo chiedo a tutti in modo accorato di sentire il peso di quella morte, sia che sia stata causata dal disprezzo della sua diversità vera o presunta o per altre ragioni. So che quel peso fa male, e per questo viene rifiutato e ribaltato sugli altri. No, io lo tengo con me, facendo in modo che quella morte, come tante altre simili, illumini le mie azioni e parole quotidiane: che io sia un’insegnante, che io sia un membro delle istituzioni, che io sia un giornalista, che io sia un genitore: i giovani ci guardano e imparano a stare al mondo.

Luca

Omofobie

Il tenutario del blog esprime il suo disappunto per la bocciatura della proposta di legge di Paola Concia contro l’omofobia.

Picchiare una persona perché omosessuale è una aggravante ed il parlamento avrebbe fatto bene a mandare un segnale in risposta ai tanti episodi di omofobia che si sono verificati negli ultimi tempi, in particolare a Roma.

Il voto di Paola Binetti non mi sorprende, ma mi indigna il suo tentativo disonesto di mascherare la sua scelta ribaltando il problema:

Per come era formulata la legge, le mie opinioni sull’omosessualità potevano essere individuate come un reato… le mie e quelle di tante altre persone. Il testo era ambiguo, io ho votato per rinviarlo in Commissione e migliorarlo ma la richiesta di rinvio è stata bocciata. C’era un’ambiguità che giustificava le mie riserve.

Non sono tra quelli che vorrebbero espellere la Binetti dal PD, ma credo che sia lei a dover decidere da che parte stare.
Se non siamo nemmeno d’accordo nel considerare l’omofobia una forma di razzismo, allora credo che andrebbe fatta un riflessione profonda da parte di tutti.

Sul solito pasticcio del PD che non rimanda in commissione il disegno di legge e quindi lo lascia morire c’è poco da dire.
Speriamo che scelgano presto questo segretario e che tornino a fare politica in parlamento.

Luca

Pronto Lingotto, mi sentite?

Non avendo potuto partecipare di persona alla riunione del Lingotto, anche se mi sarebbe piaciuto, mi sono fatto un’idea di quello che è stato detto ascoltando il grosso degli interventi.

Butto giù due appunti delle cose che mi sono venute in mente.
Roba sconclusionata, lo so.

L’idea che mi sono fatto è: “Che bella gente e che belle idee”.

Su tutti mi sono piaciuti Civati, Oleg Curci e Francesco Costa; quest’ultimo dice molte cose che potrei dire io.
Tra Franceschini e Bersani, il primo è sembrato aver ascoltato maggiormente le istanze dell’assemblea. Bersani a me è parso assai chiuso nel suo fortino, perfino scocciato di dovere interloquire.

Chiamparino una spanna sopra gli altri due, molto più concreto. Proprio la sua concretezza, però lo farà rinunciare alla eventuale candidatura alla segreteria.

Riccardo Spezia de iMille dice bene la sua sulla necessità di organizzare il partito in modo efficiente ed ha ragione Sandro Gozi a chiedere che i circoli stiano nelle zone di frontiera, dove ci sono i problemi veri.

Ignazio Marino parla da tre metri sopra il cielo e non mi convince per niente. Fa un comizio e lo fa nel posto sbagliato.
Anche Debora Serracchiani parla troppo alto. Sbaglia nel non sentire la necessità di un leader. Fa un po’ la predica, ma la fa alle persone sbagliate.
La Melandri a me fa cascare le braccia ogni volta che la sento, ma è una antipatia mia, tutta personale. Dice cose vuote e lo fa urlando, in modo inappropriato.
Ricordiamoci che su quattro governi di centro-sinistra lei è stata ministro quattro volte. Smettiamo di darle un credito che non merita.

I big hanno ricevuto troppi applausi gratuiti, sembrava di essere a Ballarò.

Ho sentito interventi con un acceleratore sempre a tavoletta sulla questione omosessuale, perfino troppo. Paola Concia mi è sembrata esagerata nella sua denuncia contro la misoginia del PD. Molto più convincente e coinvolgente l’intervento di Cristiana Alicata che ha picchiato forte sull’omofobia e lo ha fatto in modo appassionato ed intelligente.

E’ mancata purtroppo l’indicazione di un candidato alla segreteria.
Pippo Civati sembrerebbe a tutti la persona giusta, ma non credo che si candiderà.
Ci sono le idee ed anche la persone, ma manca l’ariete, il leader, la persona che possa portare lo stendardo.
Se non lo troviamo credo che tutti gli sforzi saranno inutili.

La mia promessa di iscrivermi al partito nel caso di un candidato terzo resta tuttora valida.
Non mi interessa scegliere tra Franceschini e Bersani.

Luca

Se volete cronache e riflessioni più approfondite potete leggere Luca e Francesco

Giro la voce

Leggo, sottoscrivo e metto in giro l’appello di una delle parti buone del PD che chiede scelte serie ed intelligenti nella scelta dei candidati alle europee:

Nell’imminenza delle elezioni europee riteniamo importantissimo che la scelta delle candidature del Partito Democratico avvenga sulla base di criteri nuovi che privilegino la costruzione di una classe politica motivata e le competenze internazionali e aggiornate dei candidati rispetto ai longevi curriculum istituzionali di rappresentanti già carichi di responsabilità.

Le ragioni sono molte ed essenziali per la crescita del PD, dell’Italia e della sua rappresentanza europea.

– Il Parlamento Europeo ha bisogno di persone attente alla modernità e ai cambiamenti internazionali, per le quali il futuro e non il passato sia un elemento decisivo della propria prospettiva politica. E di persone desiderose di impegnarsi e mettersi in gioco piuttosto che di trovare un sereno e confortevole ambito di rappresentanza. E ne hanno bisogno l’Europa, l’Italia e i suoi interessi europei.

– Il centrosinistra italiano possiede molte nuove competenze e disponibilità che non hanno finora trovato spazio nell’esercizio della politica nazionale e per le quali la concretezza dell’attività europea sarebbe il migliore terreno di formazione e valorizzazione.

– Il futuro del PD ha bisogno di una nuova classe dirigente, e la sua crescita politica è da molti anni assente dagli impegni dei partiti di cui è erede. E ne ha bisogno il futuro dell’Italia.

– In tempi di delusione e insoddisfazione per le recenti vicende politiche nazionali non darebbe una buona impressione agli elettori la riproposizione come candidati al Parlamento Europeo di persone che già occupano seggi al parlamento nazionale o incarichi istituzionali di altro tipo, salvo che se ne dimettessero prima. È importante che chiunque si candidi al Parlamento Europeo assuma l’impegno di dedicarsi pienamente ed esclusivamente al suo mandato per l’intera legislatura: chi viene eletto rimanga in Europa.

– Le elezioni europee attraggono per la natura dell’istituzione un voto di opinione e appartenenza, più che un’adesione a politiche definite o personalità specifiche. L’investimento su nomi meno noti e rodati non comporta quindi rischi di comunicazione, anzi andrebbe esattamente verso una richiesta di rinnovamento ormai molto insistente, oltre che legittima.

Avere caro il futuro dell’Europa, come si dice sempre, significa affidarne le istituzioni al futuro stesso, e non zavorrarle del passato. Noi chiediamo che queste indiscutibili ragioni orientino le scelte nella selezione delle candidature, e che guidino il Partito Democratico nella fedeltà al suo progetto.

Giovanni Bachelet, deputato del PD
Francesco Boccia, deputato del PD
Gianrico Carofiglio, senatore del PD
Giuseppe Civati, consigliere regionale del PD
Cristina Comencini, Direzione Nazionale del PD
Paola Concia, deputata del PD
Gianni Cuperlo, deputato del PD
Roberto Giachetti, deputato del PD
Sandro Gozi, deputato del PD
Pierfrancesco Majorino, capogruppo PD Comune di Milano
Teresa Marzocchi, Direzione Nazionale del PD
Matteo Renzi, Presidente della provincia di Firenze, del PD
Luca Sofri, Direzione Nazionale del PD
Salvatore Vassallo, deputato del PD

Luca